Ti odio, perché picchi mia madre

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26 Novembre 2020

Nel lontano 1987 la fotografa americana Donna Ferrato scatta questa foto che intitola “Diamond” e che viene pubblicata dalla rivista Life magazine. Diamond è il bambino raffigurato nell’immagine. Il piccolo ha chiamato la polizia mentre suo padre si accaniva con violenza contro la moglie e quando la polizia arriva per arrestarlo Diamond gli dice: “Ti odio perché picchi mia madre. Non tornare in questa casa”.

I mesi del lockdown sono stati drammatici perché hanno fatto esplodere situazioni di coppia ormai non più sostenibili. Sono aumentate le separazioni e purtroppo le richieste di aiuto al numero 1522 sono aumentate del 119% rispetto all’anno precedente.

La violenza di genere è un problema inerente la sicurezza e l’incolumità fisica ed è anche una gravissima forma di discriminazione legata ad una cultura sessista che annienta la dignità della donna, fa di lei un oggetto, ne mortifica l’individualità. Come cantava Mia Martini: “Gli uomini, sono figli delle donne, ma non sono come noi”.

Oggi più che mai occorre lavorare molto sulla cultura delle emozioni, sia maschili che femminili, sull’indagine approfondita delle norme sociali entro le quali si inscrivono certe espressioni emotive. Ma serve soprattutto una cultura del rispetto.

L’arte può dare il suo valido contributo per denunciare questo tipo di violenza e far prendere coscienza dei danni che provoca. Come in questo breve video della make-up artist 22enne di Apollosa, Rosanna Spagnuolo, che ha voluto celebrare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. In questo una donna prova a coprire il segno di una violenza con il trucco. La sua faccia, però, viene sfigurata ulteriormente perché nascondere lividi e tumefazioni non è la soluzione. Al termine della clip passa il messaggio: Non nascondere le violenze; abbi il coraggio di uscirne, chiama il 1522. Non sei sola.

Guarda il video di Rosanna Spagnuolo:

https://www.facebook.com/rosannaspagnuolomua/posts/3507947292619438

 

TAG:
CAT: Questioni di genere

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