Tutti i numeri della violenza sulle donne

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8 Marzo 2015

Durante l’8 Marzo, la Giornata internazionale della Donna (o, come più comunemente viene chiama, la Festa della Donna), fin da quando si celebrò per la priva volta negli Stati Uniti nel lontano 1909 -alla presenza di autorevoli figure femminili come Rosa Luxemburg e Clara Zetkin- si ricordano non solo le conquiste raggiunte (dal punto di vista sociale, economico, politico) col passare del tempo dal mondo femminile, ma ci si scontra anche con la realtà del presente, con le discriminazioni e le violenze che ancora subiscono in molte parti del mondo.È quello che ha fatto la FRA (European Union Agency for Fundamental Rights) pubblicando la sua indagine sulla “Violenza contro le donne” (svolta a livello europeo).
Per arrivare ad una analisi oggettiva, la FRA:

  • Ha voluto indirizzare l’analisi sugli articoli 1 (diritto alla dignità umana), 3 (diritto all’integrità della persona), 21 (principio di non discriminazione), 23 (diritto alla parità tra uomini e donne) e 47 (diritto
    a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale ) della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea;
  • Ha intervistato 42,000 donne nei 28 Stati membri dell’Unione Europea evidenziando come la violenza sulle donne (compresa la violenza di genere) costituisca una violazione dei diritti sopra citati che l’UE non può permettersi d’ignorare.

Hanno preso parte all’indagine donne di età compresa tra i 18 e i 74 anni. Lo studio è stato svolto non solo rispettando l’aspetto “qualitativo” delle domande (chiedendo all’intervistata in quale modo avesse subito la violenza, con domande nel dettaglio come «Ti ha spinta o strattonata?», «Ti ha schiaffeggiata?», «Ha tentato di soffocarti o strangolarti?» e altre simili) ma anche dal punto di vista “quantitativo” (chiedendo se gli episodi erano accaduti prima o dopo la soglia di età prestabilita -15 anni- e durante tutto l’intervallo della vita). Cinque dati fondamentali prima di entrare nel dettaglio dell’indagine:

  • Violenza fisica: si stima che 13 milioni di donne nell’UE abbiano subito violenza fisica nel corso dei dodici mesi precedenti l’intervista, pari al 7% delle donne comprese nel range d’età;
  • Violenza sessuale: circa 3,7 milioni di donne (sempre in UE) hanno subito violenza nel corso dei dodici mesi precedenti l’intervista, pari al 2% delle donne comprese nel range d’età.
  • Una donna su tre (precisamente 33%) ha subito violenza fisica e/o sessuale dopo i 15 anni;
  • Circa l’8% delle donne ha subito violenza fisica e/o sessuale nei 12 mesi precedenti l’intervista dell’indagine;
  • Di tutte le donne che hanno/hanno avuto partner, il 22% ha subito violenza fisica e/o sessuale da parte di esso (a partire dai 15 anni).
Intensitià di violenza sulle donne nei paesi dell'UE-28

Intensità delle violenze sulle donne nei diversi Stati membri dell’UE-28

Delle intervistate emerge che circa il 31% ha subito uno o più atti di violenza fisica dall’età di 15 anni. All’interno di questo dato, molte affermano di essere state spinte e strattone senza subire però altro tipo di violenza fisica. Tra le forme più comuni, le intervistate hanno indicato proprio le spinte, gli strattoni, schiaffi e tirate di capelli. Del dato totale, risulta che solo l’11% ha subito una violenza sessuale dall’età di 15 anni in poi (come scritto nell’infografica, da un partner -attuale o precedente- e da non-partner).
Ovviamente il dato più importante è quello relativo allo stupro:

Infografica Violenza sulle Donne 2

Le violenze sessuali subite dai non-partner vengono definite dalle donne come più gravi (con la specificazione, di una donna su dieci, che nell’episodio era coinvolto più di un autore).

Riguardo la violenza fisica:

  • il 67% degli autori era di sesso maschile;
  • il 26% di sesso femminile;
  • Nel 7% dei casi si sono registrati autori di violenza di entrambi i sessi;
  • l’1% si è astenuto dalla risposta.

Riguardo la violenza sessuale:

  • il 97% dei casi ha avuto come autore della violenza un maschio;
  • Il 2%, invece, una donna;
  • l’1% si è astenuto dalla risposta.

Parlando invece degli effetti delle violenze, le donne parlano di aver provato, in quel momento, per lo più sentimenti di paura, rabbia, vergogna per ciò che avevano subito. Nei casi del non-partner, si sono registrati alti livelli di shock.
Le sofferenze psicologiche -a lungo termine- sono state raccolte in una tabella:

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Per ciò che riguarda la violenza psicologica, circa il 7% delle donne intervistate (attualmente in una relazione) ha subito quattro o più forme diverse di violenza psicologica dal partner attuale. La probabilità di violenza psicologica nelle relazioni attuali sale quando, per il partner, si conteggia il consumo -e abuso- di sostanze alcoliche.

Alla violenza psicologica si affianca il dato relativo ai comportamenti persecutori, di cui nell’UE-28 circa 18% ne sono state vittima. Circa il 14% delle donne ha ricevuto ripetutamente telefonate o messaggi offensivi/minacciosi dalla stessa persona, con il 3% che ha subito danneggiamenti sulla propria proprietà da queste persone. Per ottenere questi dati, sono state poste domande specifiche, come nel caso delle violenze sopra citate (come «Ti ha fatto telefonate offensive, minacciose o mute?», «Si aggirava o ti aspettava fuori casa, nei luoghi di lavoro senza un legittimo motivo?», «Ha pubblicato commenti offensivi su di te su internet?»).

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Circa il 21% ha subito questo tipo di comportamenti persecutori per più di due anni, con una donna su cinque (pari al 23%) che ha dovuto cambiare proprio numero di telefono o indirizzo di posta elettronica come conseguenza degli episodi. Nonostante questi disagi, per paura di peggiorare la situazione il 74% delle donne non ha mai voluto portare questi avvenimenti all’attenzione della polizia. Alcune tra le conseguenze:

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Da ulteriori dati si arriva a conoscenza del fatto che buona parte della società vede le violenze perpetrate da un partner nei confronti di una donna come una questione privata (visione condivisa anche dalle vittime stesse, che evitano di rivolgersi alle forze dell’ordine e cercano di confidarsi solo ed unicamente con parenti amici).
In poche purtroppo sono a conoscenza del servizio di assistenza alle vittime (circa una donna su cinque). La stessa proporzione riguarda donne che conoscono altre -tra amici e familiari- che sono state vittime di violenza, accusando (più del 50%) che nel loro paese non c’è una legislazione specifica che tuteli le donne e che condanni la violenza di tipo domestico all’interno del proprio paese.

L’obiettivo dell’indagine svolta dalla FRA è quello di sottolineare come la violenza contro le donne rappresenti una vera e propria violazione dei diritti umani in larga scala, non del tutto denunciata (o ritenuta come tale). Per questo le strategie richieste all’Unione europea sono:

  • Attuazione di un piano che porti ad una uguaglianza reale uomini e donne, con una condanna per gli atti persecutori e l’abuso per mezzo di nuove tecnologie;
  • Definire la violenza contro le donne come una vera e propria violazione dei diritti fondamentali nel quadro delle risposte dell’UE alla criminalità e alla vittimizzazione criminale;
  • Applicazione a tutte le vittime di reati (violenza di genere) delle direttive UE volte a fornire una solida base per venire incontro alle necessita delle donne vittime di violenza;
  • Valutare la possibilità di aderire alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e riguardo la violenza domestica (la Convenzione di Istanbul);
  • Esortazione degli Stati membri ad elaborare specifici piani d’azione nazionali sulla violenza contro le donne, in modo che i soggetti della società civile che lavorano con le donne possano essere utilmente coinvolti nei piani di riabilitazione delle vittime;
  • Nei settori principali della società (quali occupazione, istruzione, salute e tecnologie dell’informazione e della comunicazione) si esortano i membri dell’UE a prendere atto della violenza e a mettere a punto specifici interventi politici e piani d’azione incentrati sui diversi ambiti in cui si verifica;

Il tutto accompagnato da una periodica e nazionale raccolta di dati, affinché l’applicazione di suddette politiche possa aderire in maniera ideale alle condizioni reali del paese, utilizzano il sostegno dell’Eurostat, degli istituti nazionali e degli esperti pertinenti in materia.

TAG: Discriminazione di genere, Disparità di genere, European Union Agency for Fundamental Rights, femminicidio, Violenza sulle donne
CAT: Questioni di genere

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