Il sessismo in politica: sboccato, violento, disperato e disperante

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21 Febbraio 2021

In una settimana due casi. I bersagli sono Giorgia Meloni, in Italia, e Pauline Rapilly-Ferniot in Francia. La prevaricazione maschile utilizza come strategia l’attacco volgare diretto alla persona, basato su espressioni da bassa osteria. Vediamo le reazioni a cotanta raffinatezza…

 

Nel giro di una settima si sono verificati due casi di sessismo in politica. Uno, in Italia, dove un docente universitario, Giovanni Gozzini, ordinario presso il dipartimento di Storia Contemporanea all’Università di Siena, nel corso di una trasmissione radiofonica si è lasciato andare ad un profluvio di epiteti poco carini nei confronti di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia (“ortolana”, “pesciaiola”, “scrofa”, “vacca”).

Il secondo, in Francia, dove, nel comune di Boulogne-Billancourt, all’eletta ecologista Pauline Rapilly-Ferniot viene chiuso il microfono durante il suo intervento di denuncia relativo ad alcuni atteggiamenti sessisti (martedì 9 febbraio, il deputato dell’LREM Pierre Henriet, ha insultato la sua collega Mathilde Panot dandole della “pescivendola”. Henrietè stato poi sanzionato dal più alto organo collegiale del Palais Bourbon).
Come sempre in questi casi, la cosa che più sconcerta, è la volgarità e la violenza di certi attacchi gratuiti. Il patriarcato che manifesta uno dei suoi volti più beceri nell’agone politico, dove, invece dello scontro civile, si preferisce la battuta da osteria che mette tutto sulla deformazione delle caratteristiche personali, sul ghigno grottesco che rivela sadica volontà di dominio maschile.

Insomma, le logiche di dominio che si esprimono in prevaricazione e modi di zittire l’interlocutore del sesso femminile, dimostrano che il lavoro da fare è ancora lungo. Una cosa è, però, certa: l’immagine del maschio, acculturato e affermato quanto si vuole, ne esce ogni volta depotenziata. Solo chi alza la voce e usa l’aggressività ha torto.

Gozzini ha forse realizzato dopo quanto fosse barbina la figura che aveva fatto ai microfoni di Controradio, e si è scusato. Questa volta, a stigmatizzare il discutibile comportamento dell’accademico toscano sono state anche le aderenti alla Società Italiana delle Storiche, che in una nota comparsa su tutti i loro canali social, tra l’altro scrivono:

Il Presidente Mattarella ha espresso solidarietà a Giorgia Meloni e Gozzini si è scusato. Francesco Frati, rettore dell’Università di Siena, ha condannato le parole di Gozzini. Gli organi competenti dell’Ateneo valuteranno se prendere provvedimenti a suo carico.

Il dissenso verso le posizioni di Meloni poteva e doveva essere espresso in modo civile e rispettoso. Ma sappiamo che quando l’avversario politico è una donna non è raro che il dissenso trascenda in forme di più o meno aperta violenza sessista, e questo ci dà la misura di quanta strada ci sia ancora da percorrere per raggiungere la parità di genere, e di quanta attenzione sia poi necessaria per conservarla una volta raggiunta. Una ragione in più – ragione molto triste – per confermare e rafforzare il nostro impegno di donne e di storiche per creare una società inclusiva non solo sulla carta ma nei fatti.

Il direttivo della SIS

In merito all’episodio che ha visto protagonista alla 25enne Rapilly-Ferniot in Francia, è interessante visionare il video in cui il sindaco di Boulogne la zittisce e cerca di infantilizzarla con metodi degni del monarca descritto da Rousseau, ovvero quello che si riteneva al di sopra dei propri sudditi, o meglio, del marchese del Grillo («io sono io e voi non siete un cazzo»). La giovane politica stava cercando di evidenziare alcuni atteggiamenti sessisti poco consoni a chi ricopre cariche pubbliche, infatti il tema della giornata era proprio un report sul sessismo. La Ferniot non è potuta nemmeno arrivare alla fine del suo intervento. «Fermi il suo perfido attacco – le ha detto il sindaco –, il suo perfido attacco individuale. È indecente. O cambia tono, o le spengo il microfono!»

Nel giro di poche ore la Ferniot ha ricevuto migliaia di messaggi di sostegno e solidarietà.

La segretaria di Stato, Elisabeth Moreno, incaricata per le Pari Opportunità, ha reagito dicendo che ogni forma di sessismo va combattuta e non si deve lasciar passare più nulla relativamente a tanti sgradevoli episodi.

Il sindaco repubblicano di Boulogne, Pierre-Christophe Baguet, sollecitato dai media francesi, ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Non compaiono riferimenti all’accaduto nemmeno sulla sua pagina facebook.

TAG:
CAT: Questioni di genere, relazioni

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