God save the Major

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1 Ottobre 2016

Finalmente!
Con tutti i guasti, i casini, gli errori, l’inesperienza e le incognite del caso che volete, un sindaco, meglio ancora, una sindaca, giovane, decisa, coraggiosa, fino a prova contraria pulita moralmente e politicamente, fuori dai soliti giochetti schifosi ai quali ci hanno fatto assuefare i figuri che hanno governato e governano questo Paese, forte dell’appoggio inquivocabile della sua giunta, anch’essa fuori da quegli stessi sporchi giochi, ha fatto un atto d’amore e responsabilità verso Roma.
Tanto di cappello, dunque, a Virginia Raggi e al M5S, che hanno impedito la nuova imponente sciacallata che stava per piovere sulla capitale in vista della candidatura ai Giochi del 2024.
Nessuno, da tempi ormai remoti, ha avuto la volontà politica o il coraggio di mettersi contro l’impero delle lobby, a parte, anche lui con tutte le manchevolezze e gli errori del caso, Ignazio Marino, che però è stato immediatamente defenestrato dal suo partito, che con le lobby ci ha fatto sempre palate di soldi alla faccia della legalità, della trasparenza e del rispetto verso i propri elettori e i cittadini tutti.
Chi mi segue sa che non le ho mai mandate a dire, d’altra parte, neanche al Movimento, ma a questo giro hanno piazzato un colpo che levati!
Certo ora occorre che crescano un po’ tutti, la smettano con le cazzate da liceali, e capiscano che sta arrivando il fuoco di batteria del Regime e dei suoi sgherri, dunque prendere fiato e poche ciance, diventassero tutti un po’ bhuddisti e si concentrassero sulle cose serie.
Forza, ragazzi, dimostrateci che davvero non vi perdete dietro alla guerra per bande, fate i bravi.
Ancora oggi, certe cose che leggo e sento e vedo del Movimento mi fan venire i brividi, le trovo a volte sgradevolmente fascistoidi.
Non me ne faccio niente, per dire, delle scuse dei pezzi grossi del Movimento per l’aggressione ai giornalisti a Palermo.
Un partito, movimento, chiamatelo come vi pare, che si dice diverso deve cambiare ottica, rivoltarla, deve “educare” la sua base a tutt’altri atteggiamenti.
Capite cosa intendo? Sì che lo capite, io lo so.
Vorrei non aver mai sentito Virginia Raggi affermare che i giornalisti gli fanno pena.
Non si dice, perché non si dice e basta, non così, piantatela con la storia dei preti che sono tutti pedofili, i poliziotti tutti bastardi, e i giornalisti tutti servi del sistema, servi del sistema un cazzo, c’è gente che lavora per dieci centesimi a pezzo, che tenta di informare spesso senza mezzi, che fa levatacce disumane e passa giornate e giornate in mezzo alla strada per quattro soldi, sempre più a rischio di aggressione.
Accrocchiare tutto insieme e sparare nel mucchio ad alzo zero è una roba che mi aspetto da un Giovanardi, da un Gasparri, gente di questo livello, voglio dire.
Ho sempre scritto e detto apertamente che per come sono andate le cose finora ho il forte sospetto che il Movimento sia nato per incanalare e far sfociare nel nulla, una marea montante di malcontento, rabbia, abbrutimento, che i partiti di Regime non riuscivano più a contenere.
Lo dissi quando Grillo, che allora era in una posizione dominante, si rifiutò di fare il governo con Bersani. Sia Lui che Casaleggio sapevano benissimo che bisogna sporcarsi le mani, per cambiare le cose, il fango lo devi spalare tu per primo, c’è poco da girarci intorno. Lo pensavo allora e tutt’ora sento delle brutte sensazioni.
E poi la sviolinata dell’ambasciatore americano appena nato il Movimento, ce l’ho ancora incastrata in gola.
Per non parlare delle aperture ai fascisti di Casa Pound.
E che vi devo dire, son fatto così!
Però però però, stavolta voglio essere io per primo a rovesciare l’ottica.
E allora invece che avvelenarmi per quello che non mi va giù del Movimento, voglio pensare a quello che mi piace della giovane Virginia, che con quelle orecchie un po’ naif sembra davvero un principessina elfica, minuta, secca che se la metti controluce le fai le radiografie, che però è andata avanti, ha messo faccia e nome su personaggi che magari se avesse scaricato subito si sarebbe resa la vita più tranquilla. e ha fatto la prima cosa giusta che poteva fare allo stato dell’arte.
Faccio il tifo per lei, lo dico, spudoratamente. Forza piccoletta, mena a destra e a manca, non farti prendere la mano dalle stesse squallide logiche che ci hanno portato a ridurci in questo stato.
Ce la puoi fare, devi soltanto crederci, fidati.
Mi piace, è una ragazzetta tosta, che viene dalla borgata vera, poco importa se di destra o di sinistra, la sopravvivenza non ha bandiere, colore, ideologie, cambiano soltanto i modi.
Che nonostante sia cresciuta professionalmente con personaggi come Previti, tanto per dire il primo che mi viene in mente, ha portato a casa un provvedimento che gli effetti positivi si sentiranno, negli anni, e come se si sentiranno.
Ha fatto il primo concreto gesto di rispetto verso una città stremata, ridotta al lumicino, che ha bisogno di cure, di respirare aria nuova, di vedere un futuro che non sia la qualunque.
E poi, se proprio ve lo devo dire, le sfiammate di coattaggine da panterina di Ottavia che gli scappano ogni tanto, mi divertono da morire.
Volete mettere il sorriso deliziosamente paraculo della neo sindaca di roma, rispetto a quello da orsacchiotto sotto metadone di Veltroni?
Voglio dire, fino a ieri c’avevamo Rutelli.
Virginia Raggi mi fa l’effetto come quando spalanchi porte e finestre, verso Aprile.
Aria nuova.
Ti pare poco?
Sapete cosa?
Per come la vedo dovremmo noi per primi smetterla di vedere divise, ordini professionali, divise tute e cappelli, dovremmo ricominciare a vedere le persone. Almeno potremmo provarci.
Hai visto mai che funzionasse?

TAG: Campidoglio, m5s, Olimpiadi 2024, politica, sindaca, sindaco, VIRGINIA RAGGI
CAT: Roma

2 Commenti

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  1. evoque 4 anni fa

    Che umorista che è lei! Complimenti! Ci vuole, infatti, una dose di non comune senso dell’umorismo per scrivere: ” un sindaco, meglio ancora, una sindaca, giovane, decisa, coraggiosa, fino a prova contraria pulita moralmente e politicamente, fuori dai soliti giochetti schifosi ai quali ci hanno fatto assuefare i figuri che hanno governato e governano questo Paese, forte dell’appoggio inquivocabile della sua giunta, anch’essa fuori da quegli stessi sporchi giochi, ha fatto un atto d’amore e responsabilità verso Roma”
    Una giunta fuori dagli sporchi giochi? Questa è da incorniciare. Un assessore, Muraro, che è passato indenne fra tre amministrazioni di diverso colore, sempre facendosi aumentare lo stipendio – più di 1 milione di euro in 12 anni – e che ancora è alla ricerca dei motivi a causa dei quali la raccolta dei rifiuti a Roma non funziona: una settimana fa era in giro a chiedere agli spazzini chiarimenti in merito. Una barzelletta .Lasciamo poi perdere sul coraggio della nuova Giovanna d’Arco, si vede che ognuno, il coraggio, lo percepisce a modo suo. Quanto invece alla sua dirittura morale, avrei qualche cosetta da eccepire: una persona corretta anche moralmente scrive nel suo currciculum tutte le sue precedenti esperienze lavorative: studio Previti, studio Sammarco, presidente cda di una società riconducibile a Panzironi, consulente Asl. Ma la correttissima e moralmente ineccepibile Giovanna se le era dimenticate. Ohibò! Quanto poi al fatto che la sindaca sia fuori dai soliti giochi (sporchi, ça va sans dire…) fossi in lei, mi fare venire qualche dubbio, e anche di più: non arrivi a quegli studi se non sei più che ben sponsorizzata. Quelli sono studi molto caratterizzati politicamente. Infine, se non se ne è accorto, il NO alla candidatura olimpica lo aveva decretato una settimana prima Beppe Grillo.
    P.S. E’ curioso che lei non si faccia domande su di un movimento che nasce grazie a, e viene gestito da una società commerciale. Ah, l’amore, l’amore…

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    1. Alfonso Mandia 4 anni fa

      In verità me ne faccio parecchie, di domande, riguardo il movimento, per questo nel pezzo ho ribadito il mio tifo personale per Virginia Raggi, perché faccio il tifo per lei, del movimento, inteso come classe dirigente o come preferisce chiamarla, mi fido poco e niente, più tendente al niente.
      Le sue osservazioni sono, ahimè, ineccepibili. All’atto pratico neanche lei ha brillato per trasparenza, ha combinato una serie di pasticci ed ha un passato ed un praticantato professionale quanto meno contraddittori.
      Per quanto riguarda la questione della Muraro, la questione, per come la vedo, è un po’ più complicata.
      Personalmente ho smesso di credere alla favoletta che le cose possano cambiare con personaggi che mantengano i propri abiti bianchi immacolati senza neanche uno schizzetto di fango.
      In secondo luogo penso che penetrare certi meccanismi e farli saltare presupponga una profonda conoscenza degli stessi, presupponga conoscere le persone, i loro punti deboli, i loro contorti meccanismi di ragionamento.
      Soltanto portando, e qui entra in ballo un personaggio come la Muraro, dalla nostra parte chi quei meccanismi di potere li conosce fin nei più remoti gangli, possiamo sperare di dare una raddrizzata a questo stato di cose.
      Sono “innamorato” della giovane Virginia forse perché ero talmente abituato a vedere politici di tutte le razze e le risme stendere tappeti rossi ai soliti quattro sciacalli che si stanno mangiando il Paese, che mi ha tirato su di morale vederla snobbare personaggi come Malagò e Cerroni.
      L’ho apprezzata quando ci ha messo la faccia e ha preteso che la Muraro non si toccasse, perché se riuscisse a portarsela dietro magari qualche danno ai potentati, per capirci, si potrebbe fare, con a ccanto una che di quei giochetti ci ha vissuto. Bah, chi lo sa, mi voglio augurare che ci siano ancora esseri umani che cambiano, magari in meglio, e decidono di mettere le proprie abilità e conoscenze al servizio di una causa diversa.
      Voglio provare ad augurarmi che proprio perché ha fatto pratica con i personaggi di cui lei parlava saprà come scardinarle, certe porte, per provare a dare una sistemata alla città.
      Certo non so se questo porterà soltanto ad un semplice cambio dei branchi di predatori che si spolpano la città ed il Paese.
      Ma nella vita, tra quel poco che ho imparato c’è che quando tutto pare senza via d’uscita, la soluzione spesso salta fuori da dove meno te l’aspetti.
      Certo dev’essere una scommessa che pare una follia.
      Ma tanto, perso per perso…

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