La vittoria di Boris Johnson contro la pandemia: una dose di vaccino per tutti

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4 Marzo 2021

L’8 marzo riapriranno tutte le scuole del Regno Unito, anche se alle famiglie degli studenti verranno inviati bisettimanalmente dei kit rapidi per effettuare i tamponi e scoprire subito gli eventuali positivi asintomatici. Noi invece stiamo chiudendo le scuole (per lo meno in Lombardia, dove abito), mentre l’Italia affonda sempre più insofferente nelle zone rosse o arancione scuro (siamo stufi anche delle sfumature cavillose dei colori).

Dopo 124.000 morti e quattro milioni di casi, il Regno Unito sta vincendo la battaglia contro la pandemia. La discesa nella curva dei nuovi casi è nettissima: oggi sono solo 6.000. Il piano di riaperture per l’Inghilterra (Scozia e Galles prepareranno autonomamente i loro piani) prosegue a passi spediti fino ad arrivare alla data del 21 giugno, quando tutte le misure di distanziamento sociale verranno abolite, anche se rimarrà ancora l’indicazione (ma non l’obbligo) di usare la mascherina nei luoghi chiusi e sarà consigliato il proseguimento dello smart workinq in tutti i casi in cui è possibile.

La vittoria di Boris Johnson contro la pandemia sembra quindi definitiva. Il premier ha proposto addirittura di ospitare gli Europei di calcio, tutti insieme appassionatamente (senza la mascherina) negli stadi del Regno Unito. Tra soli tre mesi, il Regno Unito potrebbe essere Covid-free o quanto meno sulla strada per diventarlo.
La ricetta britannica è conosciuta: due vaccini (Pfizer-BioNTech e Oxford-Astra-Zeneca) somministrati alla popolazione (partendo dalle categorie più a rischio) con un grande piano nazionale che ad oggi ha raggiunto venti milioni di cittadini. La scelta fatta dal Regno Unito è stata quella di somministrare la prima dose al maggior numero di cittadini, posticipando fino a tre mesi dopo il secondo richiamo.

La strategia ha funzionato, perchè con una sola dose a venti milioni di persone, i ricoveri sono calati dell’80%.
Non solo, secondo i dati di un’indagine pubblicata su Lancet relativi a una ricerca effettuata dal ministero della salute scozzese (Public Health Scotland), i ricoveri per Covid-19 si sono ridotti del 94% per coloro ai quali è stato somministrato il vaccino Oxford-AstraZeneca, e dell’85% per chi invece ha ricevuto la dose di Pfizer-BioNTech.
Considerati gli abitanti del Regno Unito – 66 milioni – sembrerebbe quindi che vaccinandone un terzo, sia già possibile riaprire le scuole con elevati margini di sicurezza per poi addirittura ospitare un campionato di calcio fra quattro mesi.

Dati simili arrivano anche da Israele, dove è stato somministrato solo il vaccino di Pfizer e dove la prossima settimana riapriranno le scuole. Saranno riaperti anche bar e ristoranti, in cui si potrà entrare con il “Green pass” riservato a chi ha effettuato la seconda vaccinazione da almeno una settimana. Nel Regno Unito si esclude invece di richiedere il passaporto sanitario a chi vuole bersi una birra al pub, mentre invece il governo sta pensando di utilizzarlo per permettere ai suoi cittadini di viaggiare liberamente all’estero, così come alcune aziende potrebbero richiedere il certificato di avvenuta vaccinazione a chi volesse accedere ai loro uffici.

Questa lunga premessa per dire che il Regno Unito ha sostanzialmente vinto la battaglia contro la pandemia dopo neanche tre mesi dall’inizio di una campagna vaccinale di massa, resa possibile grazie all’autorizzazione velocissima da parte dell’Agenzia del farmaco britannica MHRA dei due vaccini utilizzati, ma anche grazie alla campagna di approvvigionamento realizzata dal governo britannico, in grado di acquistare dosi sufficienti dei vaccini, sottratte di fatto all’Europa che invece ha stipulato cattivi contratti di approvvigionamento con le aziende produttrici dei vaccini (privi di penali per l’eventuale mancata consegna), oltre ad avere offerto un prezzo d’asta troppo basso, col risultato di non essere riuscita ad aggiudicarsi le dosi.

Ottime le notizie in arrivo dagli Stati Uniti, dove i vaccinati sono 80 milioni. E’ di questi giorni l’annuncio di Biden che il paese disporrà entro maggio di vaccini per tutta la popolazione. Anche in America, la curva dei nuovi contagiati sta scendendo bruscamente come evidente conseguenza del vaccino, nonostante il numero di contagiati sia ancora elevatissimo: 66.000 nuovi casi per circa 300 milioni di abitanti.

Di fronte a questi dati, è quindi molto difficile accettare la chiusura di oggi delle scuole in Lombardia, così come successe nei giorni più bui dello scorso marzo, quando la pandemia era appena cominciata. Mancano inoltre informazioni certe su quando (e come) le campagne di vaccinazione di massa in Italia entreranno nel vivo, mentre arrivano purtroppo cattive notizie dall’Emilia Romagna, dove è iniziata la campagna di vaccinazione tra gli insegnanti con il vaccino Oxford-Astra-Zeneca.
Purtroppo si sono registrate poche adesioni. Il vaccino di Astra-Zeneca che oggi può venire somministrato fino ai 65 anni, non è stato accolto bene dagli insegnanti a cui era destinato: “Il numero di insegnanti o comunque di personale della scuola che in questi giorni ci ha chiesto di essere vaccinato è al di sotto delle aspettative”, ha detto il dottor Fabio Vespa, presidente della Federazione Italiana Medici Di Medicina Generale dell’Emilia Romagna. Secondo Vespa, tra i motivi potrebbero esservi le news circolate sulla rete sull’efficacia del vaccino di Astra-Zeneca, reputata qualche mese fa inferiore a quella del vaccino Pfizer. Sempre secondo Vespa, in Italia non sono stati resi noti i dati dell’indagine scozzese sull’efficacia presumibilmente superiore di Astra-Zeneca rispetto a Pfizer.

Rimane inoltre da valutare quanto peseranno in Italia le posizioni dei no-vax che circolano soprattutto su Facebook, supportate da post lanciati da utenti che spesso non usano neanche il loro vero nome e tanto meno fanno riferimento a dati scientifici di alcun tipo. Il rischio è che l’appello a “rafforzare le naturali difese immunitarie contro il Covid” (generico cavallo di battaglia dei no-vax) impedisca alla futura campagna vaccinale di entrare nel vivo per strappare finalmente l’Italia alla crisi gravissima nella quale stiamo cadendo e d cui potremo difficilmente  uscire senza l’adesione della popolazione alle ragioni scientifiche della scelta di somministrare un vaccino contro il Covid.

Difficile credere che il Regno Unito avrebbe potuto riaprire le scuole con la ricetta dei medici no-vax dell’Alto Adige:  “Vitamina C e D, zinco e micro-nutrienti. A cui bisogna aggiungere, sempre secondo un video da poco registrato da un gruppo di medici e farmacisti altoatesini:  “Buoni pensieri, una psiche stabile e forte e la fiducia nei poteri di autoguarigione”. L’Alto Adige sarà in lockdown rigido fino al 14 marzo, vista a quanto pare la scarsa efficacia dei buoni pensieri.
Meglio augurarsi che negli italiani prevalga il desiderio di salvare il proprio paese e la propria comunità da una crisi come quella provocata dal Covid, seguendo la strada della Gran Bretagna, che non invece perseguire quella della difesa contro un nemico – il vaccino! – al quale preferire la Vitamina D.

TAG: #Coronavirus #Covid19, boris johnson, movimenti anti-vaccini, Vaccini
CAT: Sanità

2 Commenti

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  1. lina-arena 1 mese fa

    bravi medici sostengono che il vaccino non è sicuro e che può scatenare reazioni anche letali. Stiamo facendo le CAVIE. E’ indecoroso.

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  2. lina-arena 1 mese fa

    sono accaduti casi molto gravi conseguenti al vaccino. Un mio amico è mporente al san Marco di Catania dopo che ha fatto il vaccino.

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