RISCOPRIRE IL VALORE DI UNA SCUOLA A MISURA D’UOMO

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15 maggio 2020

Il presidente della Comunità Montana del Fortore, Zaccaria Spina, ed il vicesindaco di Ginestra, Michelantonio Panarese

«L’opposto in accordo e dai discordi bellissima armonia e tutto avviene secondo contesa». Le parole immortali del filosofo Eraclito risuonano come un monito in questi tempi di pandemia. Un virus planetario che, nello scompiglio in cui ha gettato l’umanità, sembra allo stesso tempo voler fare piazza pulita di situazioni divenute ormai insostenibili, ai limiti dell’accettabile. Tra queste, l’esigenza, ora avvertita come mai prima, di ridurre drasticamente il numero di alunni per classe, incrementare il numero dei docenti e dare fiato alle piccole realtà scolastiche, la cui esistenza, quando non minacciata, è legata all’accorpamento a plessi più grandi, con relativa perdita di autonomia. Una situazione che si trascina da quando i vari governi in carica, per risparmiare a tutti i costi, hanno praticato una politica di tagli al numero dei docenti ed al monte ore di varie discipline, incrementando nel contempo il numero di alunni per classi (le cosiddette classi-pollaio). A niente, nel corso del tempo, sono valse le rimostranze di un’intera classe lavoratrice circa questo modo sconsiderato di procedere, che ha posto problemi di natura igienico-sanitaria, prima ancora che di efficacia didattica. In questo contesto completamente spoetizzante, qual è divenuto nel frattempo la scuola-azienda, lì dove non hanno potuto scioperi, azioni sindacali, sit-in, vibrate lettere ai ministri dell’istruzione e quant’altro, è riuscito un virus di micidiale potenza, che in poco tempo ha rimesso tutto in discussione. La didattica a distanza è solo il primo esito risultato di una situazione che si è completamente rivoluzionata e che, da qui a pochi mesi, imporrà delle scelte radicali. La prima riguarda il necessario distanziamento sociale che si impone nelle aule scolastiche e la sanificazione quotidiana di tutti gli ambienti di lavoro.

In questo contesto, laddove non esiste ancora un piano ministeriale prestabilito per la riapertura in sicurezza della scuola post Covid-19, una prima sensata proposta viene da un paesino dell’entroterra sannita. Più precisamente dal sindaco di Ginestra degli Schiavoni, in provincia di Benevento. L’avvocato Zaccaria Spina, sindaco di Ginestra e presidente della Comunità Montana del Fortore, insieme alla sua Giunta Esecutiva, ha deciso di chiedere agli organi competenti di modificare il DPR 81/2009 in materia di dimensionamento scolastico, allo scopo di conservare e riaprire gli istituti scolastici dell’area fortorina che oggi risultano inutilizzati.

Il sindaco Spina pensa a quelle scuole chiuse in maniera totale o parziale a suo tempo a causa di scarsa natalità e spopolamento, dal momento che le aule possono garantire tutti gli spazi per il distanziamento interpersonale necessario. La proposta di Spina e della sua Giunta, se accolta, non solo risparmierebbe ai dirigenti scolastici di fare annualmente i conti della serva a causa del numero insufficiente di alunni per classe, ma ridarebbe ai piccoli centri la vitalità che è tanto loro necessaria e che solo preziosi presidi di legalità e di cultura come le scuole possono offrire. Mettendo in campo, c’è anche da dire questo, una didattica efficace e di qualità che, come molti studi sull’argomento rilevano e come ben sa chi nelle classi ci lavora, è praticabile proprio in classi piccole dal punto di vista numerico.

Spina ha le idee chiare: «Siamo assolutamente d’accordo a lottare per invertire la teoria del “minor numero di abitanti = minori servizi = ancora minore numero di abitanti”».

Il Liceo di San Bartolomeo in Galdo (BN)

TAG: scuola
CAT: scuola, società

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