Perchè mi sono allontanato dal Comitato Ventotene

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7 Febbraio 2021

Qualche anno fa cominciai a frequentare gli ambienti social del Comitato Ventotene. Erano i tempi del governo Giallo Verde, dei migranti lasciati in balia delle onde, della Flat Tax, di Lino Banfi elevato a patrimonio culturale italiano di prima categoria.

Ero stufo dell’atteggiamento nostalgico e pauperista della sinistra, così come della deriva democristiana dei renziani. Il Comitato Ventotene e le persone che gravitavano in quell’area- un’area molto vasta che andava dalla destra moderata e liberista alla sinistra post-ideologica- mi sembrarono un ambiente di discussioni e di arricchimento politico.

Tra i valori che ci accumunavano c’erano il forte spirito europeista, l’attenzione nei confronti dei diritti civili, l’idea che il libero mercato-inteso come un sistema di leggi e regole che disciplina l’attività economiche degli agenti economici- non fosse quell’inferno che veniva descritto tanto dai sovranisti quanto dalla sinistra.

Già allora vi erano delle tendenze che mi lasciavano perplesso: l’odio verso la sinistra più intransigente tanto che, al tempo delle elezioni brasiliane, sentii svariati sostenere che fosse conveniente sostenere un personaggio sinceramente pericoloso come Bolsonaro; la stima nei confronti di certi intellettuali che sostenevano la superiorità della sanità privata negli USA e diffidavano da qualunque creatura pubblica come Elisa Serafini (ps. La BBC è pubblica); lo scetticismo nei confronti delle critiche radicali verso certi aspetti della società occidentale come il patriarcato.

In questo ultimo anno e mezzo, però, come altri soggetti della galassia liberale italiana ha compiuto una radicale trasformazione: si è concentrato sull’apologia dell’esistente. Qualunque proposta radicale, che mini non soltanto a correggere i difetti di un sistema, ma a un vero e proprio cambio di paradigma, è derubricata a estremismo populista. La pandemia ha messo però a nudo problemi sistemici come le disuguaglianze economiche sempre più profonde e le rendite come prima causa di ricchezza. Senza interventi sistemici, ripensando il nostro sistema economico oltre la falsa dicotomia Stato vs Mercato.

In particolare credo sia paradigmatico il tema pensioni. Io stesso, che mi sono spostato più a sinistra, ritengo che la questione pensionistica e quella dell’equità intergenerazionale in Italia siano spesso trattate in modo naïf. C’è evidentemente un problema pensionistico- che si innesta anche sul problema demografico e su quello del Welfare State scarsamente inclusivo che caratterizza l’Italia.

Il problema però è se non ci sia alternativa, per citare Margaret Thatcher. L’atteggiamento del Comitato Ventotene su questo tema è da lotta tra generazioni, con derive da macelleria sociale in alcuni casi. E se invece la soluzione fosse di concordia e non di scontro?

Le riforme pensionistiche in Italia, in un primo momento lassiste come le famose “baby pensioni“, si sono poi trasformate in provvedimenti che necessitano di correttivi continui, che risolvono un problema e poi ne creano un ulteriore. Per questo, se si vuole risolvere il problema tenendo conto di tutte le problematiche collegate, serve una riforma di ampio respiro che tenga conto dei bisogni di tutti: dei giovani che hanno bisogno di un welfare state funzionante, degli anziani che non si possono ritrovare in situazioni di indigenza o povertà, spesso per colpe non loro.

Sulla questione pensionistica e sul come risolverla ho un’opinione molto forte: non lo so. Non conosco approfonditamente il tema per poter proporre soluzioni sensate. Ma allo stesso tempo innescare una battaglia tra giovani precari e anziani garantiti rischia soltanto di gettare benzina su una guerra tra “poveri”.

Il mondo che ci ritroviamo a vivere è un mondo complesso, nel senso matematico del tema. Un mondo che non richiede soluzioni ideologiche nè tantomeno atteggiamenti da “accetta in mano”.

Senza un dibattito serio, approfondito e plurale, dove ognuno porta un pezzettino delle sue competenze, il dibattito politico continuerà a essere una guerra tra bande, rinchiuse nelle loro torri.

TAG: comitato ventotene, pensioni, welfare
CAT: società

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