Il 2020 ed il lessico che è già entrato nella storia

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23 Ottobre 2020

Questo annus horribilis di cui non vediamo l’ora di liberarci a causa del carico di morte e sofferenza che ha portato con sé, segna un punto di cesura tra il vecchio millennio ed una nuova fase della storia, di cui, per il momento, non riusciamo a cogliere la direzione. È senz’altro, un anno di crisi, laddove la parola indica, secondo l’etimologia, il “distinguere”, il “giudicare”, e, pertanto, una “scelta”, una “decisione”.

È un anno nel quale certe scialbe figure di statisti si guadagneranno un posticino nei libri di storia solo in quanto il loro nome sarà stato legato alla pandemia in corso. Un anno che sicuramente ha fatto saltare alcuni punti fermi nella nostra vita e che ci indica che è necessario cambiare rotta per preservare la sopravvivenza della specie. Laddove è palese che la carta dell’adattamento di darwiniana memoria non regge più a fronte degli sconvolgimenti portati dall’uomo sul pianeta Terra, si fa strada la necessità sempre più sentita di un nuovo stile di vita responsabile ed ecosostenibile che rispetti la natura, al posto di violarla e di sopraffarla. Perché, poi, quella stessa natura, si riprende quanto le è stato sottratto.

Dando una rapida scorsa alle parole entrate a far parte del vocabolario di questo 2020, ci rendiamo subito conto di avere a che fare soprattutto con termini del lessico sanitario.

Pandemia: credevamo che fosse una parola obsoleta, ricordo di fasi oscure della storia, come quella della peste bubbonica del Trecento, della peste del Seicento o della “spagnola” del 1920-22. Invece, il contagio da Covid-19 ha sorpreso l’umanità e si è insediato inopinatamente nelle nostre vite, accelerando la sua diffusione nella fase 2, tuttora in corso.

Termoscanner: è quella pistola che vi viene puntata alla fronte per rilevare in pochi secondi la temperatura corporea. All’interno di supermercati ed esercizi commerciali è ormai obbligatorio avere delle postazioni fisse per la misurazione della temperatura. Mentre invece il termoscanner è un’esperienza che potete fare anche otto volte al giorno, a seconda delle commissioni che avete da svolgere nel corso della giornata.

Lockdown: ovvero “confinamento”. Quella indimenticabile fase della storia recente, durata da marzo a giugno 2020, nella quale le saracinesche dei negozi erano abbassate, la gente aveva serie restrizioni alla circolazione, bisognava produrre autocertificazioni varie per spiegare i motivi degli spostamenti da un comune all’altro, da una provincia all’altra ed anche all’interno dello stesso comune. Pene pecuniarie erano previste per i trasgressori. Il 23 ottobre il governatore della Campania Vincenzo De Luca annuncia una nuova stretta, mentre il governo, a fronte di un aumento esponenziale dei contagi, valuta altre possibilità di chiusura. Staremo a vedere gli sviluppi della situazione. A Parigi il lockdown serale viene annunciato con un prolungato suono di sirena, come succedeva nelle guerre mondiali.

Sanificazione: gli ambienti di lavoro e domestici vanno continuamente puliti ed igienizzati. Le mani vanno continuamente lavate. Le mascherine tenute sul viso a contatto col prossimo. Soprattutto nelle scuole è un continuo sanificare gli ambienti e passare il gel sulle mani. Ma anche entrare in un negozio comporta l’utilizzo di gel e mascherina.

Dad: acronimo di “didattica a distanza”, soluzione d’emergenza entrata in uso con la chiusura delle scuole a marzo e poi regolamentata dal punto di vista amministrativo. Dopo dieci giorni dall’apertura delle scuole, a fronte del boom di contagi che si sono avuti proprio in ambito scolare (ma la problematica riguarda anche gli assembramenti sui mezzi di trasporto) diverse hanno già chiuso e sono tornate alla didattica a distanza, oppure alternano la dad alla didattica in presenza. Anche le Università seguono lo stesso criterio. Ora i docenti svolgono la dad in orario scolastico, mostrandosi dallo schermo e con gli alunni presenti in remoto. Vengono registrate presenze e assenze. Sulla dad mi sono lungamente soffermata altrove.

Responsabilità: quella vaga parola che richiama l’autorità e soprattutto un impreciso (oggi) senso del dovere che ognuno dovrebbe mettere in atto nella situazione epidemiologica in corso, e che invece è allegramente disatteso da più parti e spiega l’impennata dei contagi. Basti vedere feste e festicciole varie, con annessi assembramenti e cantanti neomelodici. Un assaggio qui.

Climate change: ovvero “cambiamento climatico”. Sul sito www.changeclimatechange.it è scritto:

« L’allarme è concreto e la sfida chiara: ci restano solo 10 anni per mantenere le temperature entro la soglia di 1,5° rispetto ai livelli pre-industriali.

Tutto questo è possibile, ma solo dimezzando l’attuale livello di emissioni entro il 2030 e azzerandolo entro il 2050.

Per riuscirci serve un cambiamento repentino e radicale, facendo leva sull’innovazione tecnologica e sulla coscienza individuale di ognuno di noi, cittadini, imprese e istituzioni.

Dobbiamo darci degli obiettivi concreti: un nuovo modello energetico, l’uscita dalle fonti fossili, una strategia di adattamento e rigenerazione che parte dalle città e coinvolge le aree interne, la tutela delle foreste e del suolo, la riduzione del rischio idrogeologico per rispondere all’emergenza siccità, interventi di riqualificazione in chiave energetica e sismica per l’edilizia, una nuova agricoltura sostenibile, una mobilità sostenibile a zero emissioni, senza dimenticare una concreta riconversione industriale ed economica a favore del paradigma circolare».

Unioni civili: termine ritornato molto di moda dopo le parole di Papa Francesco circa il fatto che «Gli omosessuali sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili». Mentre i movimenti Lgbt e la sinistra spingono per le adozioni per le famiglie arcobaleno, il fondatore del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, dalla sua pagina facebook fa sapere: «Io sarò pirla ma mi inginocchio davanti a tutti i Papi e combatterò metro per metro, anche solo contro tutti come in tv ieri sera, per difendere l’unità dei duemila anni di missione della Chiesa nel mondo. Missione salvifica e profetica, certo da non far imbrattare dal caravanserraglio di lesbichette, trans, preti spretati, islamisti e consiglieri comunali in piena sindrome di Stoccolma a cui un regista omosessualista ha dato l’ennesima occasione per parlare male della Madre Chiesa, il cui Magistero non muta».

Distanziamento sociale: torniamo al lessico sanitario e ricordiamo questo termine molto in voga oggi. È necessario mantenere il metro di distanza con l’interlocutore, per evitare al Coronavirus di diffondersi.

Cina: quella superpotenza industriale con cui tutti fanno affari. Quel grande Paese dove si trova il laboratorio di Wuhan da cui, dicono, è scappato il virus. Non a caso, Donald Trump ha sempre parlato di “virus cinese”.

Negazionisti: tutti quelli che dicono il virus essere un’invenzione giornalistica ed una tattica di governo per tenerci sottomessi e segregati in casa.

Tamponi e test sierologici: i mezzi atti a scovare la presenza del virus.

Smart working: il lavoro da casa, il lavoro agile che si fa da remoto, evadendo pratiche e lezioni da pc.

In netto ribasso parole come “viaggio”, “piacere”, “eros”, “scoperta”, “esplorazione”. Se avete da suggerire vi ascolto con piacere.

 

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CAT: società

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