Esodo istriano: perché una maestra in pensione non può diventare Senatrice?

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29 Novembre 2020

… il nostro Paese ignorò e, in parte, ignora ancora

il dramma degli istriani di cinquant’anni fa

perché era un affare scomodo.

Che fare ora? Una sola cosa:

ricordarci, quando incontriamo uno di quegli esuli,

che di tutti gli italiani quelli erano i migliori.

INDRO MONTANELLI

 

Il fenomeno dell’esodo giuliano dalmata, noto come esodo istriano, interessò un consistente numero di cittadini, soprattutto italiani, che andarono via dalle loro terre per sfuggire alle persecuzioni del nuovo governo jugoslavo comunista del maresciallo Josip Broz Tito.

Vi è un attivo gruppo facebook molto attivo, Istria italiana, che, nel vuoto storico pressoché diffuso, aiuta a mantenere vivo il ricordo di ciò che la dittatura comunista ha rappresentato per quelle terre (posti meravigliosi) e di quante dolorose ingiustizie abbiano patito gli italiani della penisola istriana. Il gruppo, appunto, nasce con l’intento di chiedere e pretendere la restituzione della penisola d’Istria alla Repubblica Italiana.

È interessante notare la cura storica con cui questa storia viene ripercorsa e mi hanno molto colpito due tra gli ultimi post.

Il primo è quello che vi mostro nell’immagine di copertina. Il 18 febbraio 1947 sul “treno della vergogna” i comunisti (potete immaginarvi quanto ben voluti da queste parti…) versarono sui binari il latte destinato ai bambini dei profughi istriani.

E poi c’è un video Youtube che mostra la testimonianza dell’esule istriana Magda Rover, maestra elementare in pensione, figlia di due maestri di campagna, ripresa dalla tv “Zonalocale” di Vasto in una sala comunale mentre parla a degli studenti della dolorosa esperienza della sua famiglia. È il 10 febbraio 2020, Giorno del Ricordo. Magda e i suoi genitori insegnanti vivevano in un appartamento per insegnanti (“ed è così che Tito ci ha beccati per primi”). Questa preziosa testimone di uno dei periodi più oscuri della storia recente, dice che dopo l’8 settembre Tito era già pronto ad approfittare delle profferte dei suoi amici inglesi, perché Churcill aveva promesso a Tito, e anche a Stalin, l’Istria. “E anche Togliatti, benedetto lui, aveva dato il permesso che arrivasse fino al Tagliamento”. È estremamente interessante ascoltare la testimonianza di questa donna che, in prima battuta, spiega perché suo nonno e sua mamma, per via di scambi territoriali vari, erano già nella condizione di profughi. E spiega che l’Istria rappresentava la “vergogna dell’Italia”, un problema di cui liberarsi. Attraverso un racconto appassionante la docente in pensione spiega come suo padre riuscì a scampare miracolosamente alle foibe e chiude ricordando a chi la ascolta il valore altissimo dell’insegnamento, che consiste nello sviluppare nei giovani uno spirito critico, perché “tutte le ideologie”, di qualunque colore esse siano, fanno solo male. E perché la cultura rappresenta un argine alla cattiveria, alla menzogna, all’ignoranza. Ma è necessario “mettersi insieme, ragionare insieme, ma con umiltà, con pazienza, cercando di sentire cosa ti deve dire l’altro. Non ammazzare per volere avere ragione e fare i bulli”. Segue uno scrosciante applauso da parte dei presenti in sala. E sulla pagina facebook scorrono commenti come: “Comunisti = Senza un processo come a Norimberga (Germania) per i loro crimini di guerra”; “Comunisti – Satanisti”; “I partigiani comunisti hanno combattuto per gloria del comunismo Stalinista che non esiste più”. Ma soprattutto in molti si chiedono perché questa signora non venga fatta Senatrice a vita. Nicolò scrive: “Questa donna non la faranno senatrice, questa donna non verrà invitata a cerimonie ufficiali e questa donna non andrà in televisione, molta gente dovrebbe riflettere, perché come dice lei non bisogna essere ignoranti perché cercano sempre di mentirti e raccontare ciò che vogliono loro”.

Grazie, Magda Rover, della sua testimonianza. Dieci minuti da ascoltare attentamente. Anche se non la faranno Senatrice a vita.

 

 

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CAT: Storia

4 Commenti

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  1. travis-bickle 10 mesi fa

    Però signora Gangale, proporre l’argomento degli esuli istriani a partire dal dopoguerra è profondamente sbagliato da un punto di vista storico. l’Istria, durante il fascismo, fu teatro di crimini gravissimi da parte degli italiani, crimini per i quali nessuno è mai stato processato. Quindi, va bene simpatizzare e capire chi è dovuto partire, ma senza dimenticare le ragioni storiche dietro i fatti. Non i comunisti cattivi, ma due decenni di dittatura fascista che non ha rispettato nomi, lingua e tradizioni in nome di un’italianizzazione forzata.

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  2. luciagangale 10 mesi fa

    Rilegga il contenuto, forse capirà meglio.

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  3. travis-bickle 10 mesi fa

    A me pare semplicemente un contenuto sdraiato sulle ridicole richieste di “restituzione” dell’Istria all’Italia, basata sulle persecuzioni dei partigiani titini che sembrano, sempre dal suo contenuto, partorite dal nulla, solo perché i comunisti sono satanisti. La storia di come l’Istria sia stata annessa all’Italia e di quanto sia successo prima dell’8 settembre pare non interessarla.
    Poi la signora ha tutta la mia solidarietà, ci mancherebbe, non ha certo lei colpa di quanto è successo.

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  4. alding 10 mesi fa

    Non voglio entrare nell’argomento in modo specifico perchè non ne ho alcuna competenza. Ci tengo però a dire che quando io ero ventenne, negli anni ’70 mio padre ci raccontava la vicenda delle foibe e a noi sembrava che fossero sue fantasie in quanto nessun libro di storia parlava di tale scempio e tanto meno nessun politico ne accennava. Era argomento scomodo, anzi, argomento proibito. Quando poi finalmente tutti hanno potuto sapere, io sono rimasto scandalizzato dalla verità e mi sono fatto una idea personale: se si vuole nascondere un fatto storico è perchè si tratta veramente di qualcosa di immondo e così deve essere veramente stato. L’assassinio indiscriminato di civili incolpevoli da parte di Tito (gli esecutori li considero solo marionette, la responsabilità è sempre quella di chi sta in testa) è veramente una orrenda vicenda. Sarà Dio a dare il suo giudizio finale e mi auguro che sia molto severo!

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