Il teatro per capirsi e scoprire: la Compagnia Oltreunpo’

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18 settembre 2019

La storia della compagnia Oltreunpo’ ha origine nell’ormai lontano 2004. Oltreunpo’ perché l’inizio è stato appunto oltre il Po a Voghera, con lo scopo di promuovere una cultura teatrale ed artistica e insieme creare aggregazione tra i piccoli paesi del territorio. Infatti l’associazione si è proposta di sviluppare le possibilità di trasmettere il punto di vista differente del teatro su temi di impegno sociale, come la battaglia contro l’inceneritore di pneumatici che doveva trovare posto proprio nel territorio di origine. Ma il teatro è anche coinvolgimento, del pubblico in platea, e partecipazione diretta nella collaborazione artistica, uno spazio di comunità che non è semplice trovare in questo momento storico atomistico. Per andare incontro a queste esigenze si sono aggiunti una scuola a Milano in zona Romolo, dei corsi di formazione per attori di ogni età, dai principianti fino anche agli esperti, e incontri culturali legati agli spettacoli originali.

Sotto la direzione artistica di Marco Oliva infatti vengono presentate delle rappresentazioni create ed allestite dal nuovo coi suoi collaboratori, e che prestano grande attenzione a temi di attualità e politica. Questo valse loro anche il riconoscimento di Amnesty per lo spettacolo “Resistenze ieri come oggi, oggi come ieri”. In particolare questa prova ha raccolto buon successo dal pubblico e pone al centro una riflessione sul ruolo della donna politicamente attiva, cercando di attualizzare l’impegno politico con la messa in scena figure femminili di riferimento nella lotta recente come Berta Caceres o Zehra Dogan. Su questo spettacolo è poi stato tenuto un incontro di approfondimento aperto al pubblico in cui ci si è confrontati sui temi proposti: ecologia, femminismo e guerra in Kurdistan, e che ha visto il collegamento via internet con un rifugiato curdo in Italia.

Gli insegnanti nella scuola, inaugurata nel 2012 come Centro Studio di Formazione con la collaborazione internazionale di John Strasberg, figlio ed erede artistico di Lee Strasberg, sono anche gli attori coinvolti negli spettacoli: Elena martelli, Michela Marongiu, Bruna de Almeida, Martino Iacchetti, e Marco Oliva, lo stesso regista e direttore artistico. Proprio nei corsi di formazione vengono allestiti degli spettacoli, rielaborando temi classici come Antigone oppure allestimenti originali, che nascono dal coinvolgimento degli stessi ragazzi.

È questo il caso de L’urlo, uno spettacolo che testimonia tutta l’importanza che può avere questa forma d’arte e di espressione. Gli adolescenti del corso avanzato hanno sentito l’esigenza di far sentire la propria voce, e hanno deciso di farlo con uno spettacolo auto-allestito che parlasse del loro disagio e spaesamento di fronte al loro ruolo nella società dell’oggi. Una comunità a volte sterile di occasioni e molto individualista, e gli attuali teenager, la generazione Z, sono disillusi come nemmeno si legge nelle lettere dei soldati al fronte della Prima guerra mondiale, da cui sono partiti i ragazzi per confrontare la loro vita, sulle speranze per il futuro, sul cambiamento. Proprio per questo il teatro può offrire un luogo di opportunità e aggregazione che oggi spesso vengono negate proprio ai giovani. Anche perciò lo spettacolo è stato premiato col premio Be.lla creatività al Be.festival di questo maggio: “Per la capacità di aprire prospettive inedite e per l’originalità di stile o sguardo nella resa scenica, nella scelta delle tematiche o del testo drammaturgico

Alcuni dei ragazzi premiati al Be.Festival con la regista e insegnante Elena Martelli

Quindi il teatro si conferma un’arte che un po’ come ogni arte è forse di nicchia, ma che apre alla possibilità di imparare a controllare il proprio corpo e la propria mente; di conoscere un modo di comunicare le emozioni differente dalle altre forme di racconto, come i libri o i film. È un’isola tranquilla in cui trovare se stessi e sviluppare interessi che vanno oltre la recitazione, per il lavoro di gruppo e la costruzione in amicizia del proprio Io rispetto all’arte teatrale. Per questo è importante, in un’epoca in cui è difficile trovare del tempo per sé stessi e per la creatività, sostenere e scoprire la recitazione e gli spettacoli teatrali. Soprattutto se come quelli Oltreunpo’, scevri da ogni austerità classica, riescono ad offrire un punto di vista differente e moderno sui temi attuali, e al contempo coi corsi e saggi offrono la possibilità di partecipare direttamente sul palcoscenico.

 

Giovedì 17 ottobre al teatro Arlecchino di Voghera Oltreunpo’ Teatro presenterà lo spettacolo “Il cerchio di gesso” tratto da “Il cerchio di gesso del Caucaso” di B. Brecht

TAG: Oltreunpo' Teatro, teatro
CAT: Teatro

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