Gap tecnologico europeo: l’Italia è al 25esimo posto

:
25 Febbraio 2015

il DESI (Digital Economy e Index Society) misura il progresso dei paesi appartenenti All’Unione Europea nello sviluppo di economie e società Digitali. Nell’ultima relazione pubblicata pochi giorni fa, l’Italia è al 25 posto, sopra solamente a Grecia, Bulgaria e Romania. Questo il rank europeo:

Figura 1 - DESI 2015 main rank

L’analisi di caso e quella comparata sono state svolte dal DESI tenendo conto di cinque dimensioni principali, ciascuno delle quali suddivisa in una serie di sub-dimensioni (composte a loro volta da singoli indicatori):

  • Dimensione connettività: una condizione necessaria per lo sviluppo di una società digitale è la capacità dei suoi membri di collegarsi a Internet. Oggi, tuttavia, una semplice connessione internet non è più sufficiente. Al fine di beneficiare interamente dei vantaggi provenienti da internet, è auspicabile – se non obbligatoria – una connessione ad internet ad alta. La connettività è un’infrastruttura necessaria dell’economia digitale e la società. È divisa in quattro sottodimensioni: Banda larga fissa (possibilità dei cittadini di connettersi a internet con una connessione a banda larga e reale disponibilità), Banda larga mobile (numero cittadini usano la banda larga sui dispositivi mobile e politiche degli stati membri per consentire questo servizio), Velocità (disponibilità di utilizzo di connessioni ad alta velocità e l’effettivo utilizzo, da parte di qualsiasi cittadino, della stessa – “alta velocità” definita come quella connessione che offre almeno 30 Mbps di velocità di download), Accessibilità (grado di convenienza nel possedere una connessione banda larga mediante gli indicatori dei prezzi di banda larga fissa, che registrano “il prezzo minimo che un potenziale utente è disposto a pagare per ottenere una connessione a banda larga di base fissa” – definita come quella connessione che consente almeno 12 Mbps di velocità di download).
  • Capitale umano: Una connessione ad internet deve essere accompagnata da adeguate competenze per poterne sfruttare le svariate possibilità. Tali competenze vanno dalla basilari capacità di utilizzo della tecnologia (partecipazione alla società digitale, consumo di beni e servizi online) fino a quelle più avanzate (mansioni lavorative svolte tramite telelavoro, sfruttamento di tecnologie per incrementare produttività e  crescita economica della propria azienda). Questo indice è diviso in due sottodimensioni: Competenze e utilizzo di base (livello di competenze digitali della popolazione; valuta se i cittadini sono in grado di usare internet in maniera regolare e se sono in possesso di almeno un livello base di competenze digitali – cioè se hanno competenze in almeno uno di questi quattro ambiti: informazioni digitali, comunicazione digitale, content creation o di problem solving), Competenze digitali avanzate per lo sviluppo (riguardante il telelavoro e il suo potenziale per mantenere e far crescere l’economia digitale. Considera la percentuale di persone nel mondo del lavoro con competenze specialistiche ICT  (Tecnologie dell’informazione e della Comunicazione) e la quota di coloro con competenze nell’ambito STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).
  • Utilizzo di internet: analizza il numero di cittadini che sono in grado di sfruttare le potenzialità fornite da Internet in diversi ambiti. Questi possono essere il consumo dei contenuti online (forme di intrattenimento, dalla musica ai film, dalla TV ai videogiochi), attività di comunicazione (video-chiamate, tramite social network), attività di e-Commerce. Ad oggi questo mix di attività possono essere sfruttate solo da coloro che posseggono una connessione ad alta velocità. Questo indice è suddiviso in tre sotto-dimensioni: Contenuto (analizza la misura in cui gli utenti di un determinato paese usufruiscono di contenuti online tramite le loro connessioni a banda larga. È basato su quattro aspetto – percentuale di coloro che: leggono notizie online, consumano musica/video/giochi online,  sottoscrivono abbonamenti a servizi di VOD (Video on Demand) e IPTV (Internet Protocol Television), Comunicazione (misura in cui gli utenti di Internet di un determinato paese comunicano/interagiscono online grazie alla loro connessioni a banda larga – videochiamate o social network), Transazione (propensione degli utenti di effettuare transazioni online. Basato su due indicatori – coloro che: utilizzano le risorse online per soddisfare le loro esigenze bancarie (indicatore eBanking), le utilizzano per usufruire di prodotti o servizi (indicatore Shopping).
  • Integrazione della tecnologia: sul lato business, la digitalizzazione è uno dei principali contributori alla crescita economica. L’adozione della tecnologia digitale (tra cui le nuove tecnologie come il Cloud, Big Data, etc.) sono stati in grado di migliorare l’efficienza e di ridurre i costi. Mettere a punto un piano di sviluppo digitale per la propri azienda è ormai diventato un requisito obbligatorio per essere competitivi sul mercato. L’integrazione di queste tecnologie nel settore delle imprese non può avvenire senza una infrastruttura appropriata. Questo indice è diviso in due sottodimensioni: Digitalizzazione del business (livello di integrazione delle tecnologie digitali da parte delle imprese di un paese), eCommerce (livello di sfruttamento del canale di vendita on-line da parte delle piccole e medie imprese nel paese preso in considerazione).
  • Sviluppo digitale di servizi pubblici: anche l’amministrazione pubblica può trarre vantaggio della tecnologia per affrontare al meglio un insieme di richieste, da parte del mondo del business e dei cittadini, sempre più esigenti.  Questo indice si articola in due sottodimensioni: eGovernment (analizza il livello di sviluppo del servizio eGovernment di un paese tramite quattro aspetti – percentuale di utenti che entrano in contatto con la PA tramite internet, livello di sofisticazione del servizio di eGovernment del paese, livello di completezza dell’offerta eGovernment del paese, impegno del governo a sviluppare/migliorare/aggiornare tali servizi), EHealth (analizza gli sviluppi nella digitalizzazione del settore sanitario in un paese. Si concentra sull’uso di tecnologia da parte dei medici – scambio elettronico di dati medici tra professionisti, invio di prescrizioni online alle farmacie).

Queste cinque dimensione non sono aree isolate che contribuiscono separatamente allo sviluppo digitale, ma risultano essere strettamente interconnesse. Come tali, sviluppi dell’economia digitale non possono essere raggiunti attraverso miglioramenti isolati in aree particolari, ma attraverso il miglioramento concertata in tutti i settori.

Analizziamo, dunque, il caso italiano.

italy

 

 

» Connettività: è una delle dimensioni del DESI per le quali L’italia ha registra le prestazioni peggiori. È collocato, in questo rank, al ventisettesimo posto tra i paesi dell’UE. L’unica nota positiva è che la banda larga fissa è accessibile a questi tutti gli italiani e la diffusione della banda larga mobile non si discosta molto dalla media europea.

connettività

Le sfide in questo ambito non mancano: migliorare la copertura delle reti di prossima generazione (che nel 2013 erano accessibili solo al 21% delle famiglie), aumentare il numero di abbonati alla banda larga (dato che solo il 51% delle famiglie dispone di un abbonamento)

» Capitale umano: qui l’italia è ventiquattresima tra i paesi appartenenti all’Unione europea, registrando, però, delle prestazione migliori rispetto all’anno precedente (passaggio da 0,38 a 0,41). La percentuale italiana di utenti abituali di internet è una delle più basse dell’UE (circa 59%), con il 31% della popolazione che non ha mai utilizzato internet (rispetta ad una media dell’UE al 18%) Praticamente 1/3 della popolazione non ha idea delle opportunità offerte dalla rete, ne ha la disponibilità di accedere al mercato dell’economia digitale, contribuendovi.

capitale umano

Nonostante la bassa percentuale di laureati in materie STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica – circa l’1,3% nella fascia degli italiani compresa tra i 20 ed i 29 anni), nell’ambito della TIC (Tecnologie dell’informazione e della Comunicazione) ci attestiamo al 2,4%, solamente 0,4 punti percentuali sotto alla media europea.

» Utilizzo di internet: in termini di “propensione delle persone ad utilizzare i servizi internet” l’Italia ha un punteggio di 0,31, superiore al 0,28 dell’anno passato, collocandosi, anche qui, al ventisettesimo posto tra i paesi europei. L’uso delle transazioni online (servizi bancari e acquisti) è aumentato, anche se la percentuale di utenti che le effettua è ancora scarsa; nell’ambito del consumo di contenuto digitali (musica, video, giochi) si sono registrati dei notevoli aumenti se si è registrato un notevoli aumenti.

utilizzo di internet

Uno dei cali più sensibili è quello registrato nella lettura delle notizie online, problema forse imputabile al passaggio delle fonti di informazione da un modello essenzialmente gratuito ad uno freemium (con questo termine si intende la strategia di fissazione di prezzi in base alla quale una parte della notizia risulta disponibile gratuitamente mentre un’altra parte è accessibili solo ed unicamente agli abbonati).

» Integrazione della tecnologia: in questo ambito l’Italia registra le migliori prestazioni tra quelle considerate dal DESI: con un punteggio di 0,29 (con un lieve aumento dal 0,28 dell’anno passato) il nostro paese occupa il ventiduesimo posto tra i paesi dell’Unione europea. Le imprese italiano stanno facendo passi avanti nell’adozione delle soluzioni di eBusiness, nonostante debba sfruttare meglio le possibilità offerte dal commercio elettronico.

integrazione tecnologia

È proprio li che si gioca la sfida delle imprese italiana: l’eCommerce. Solamente il 5,1% delle piccole e medie imprese è attivo nel commercio online, una delle percentuali più basse tra quelle dell’UE-28, con un fattura riconducibile al commercio elettronico attestabile al 4,8% del fatturato totale.
Tornando all’eBusiness, l’Italia è invece in top 5 nell’utilizzo delle soluzioni più alternative ed economiche basate sul Cloud, con una percentuale di adozione pari al 20%.

» Sviluppo digitale di servizi pubblici: con un 0,42 è questa la prestazione migliore registrata dal DESI, che ci permette di collocarci a metà classifica (quindicesimo posto). Purtroppo però i servizi di eGovernment sono ancora bassi: questo  dovuto in parte al fatto che i servizi pubblici online non sono sufficientemente sviluppati, in parte alle carenze in termini di vere e proprie competenze digitali.

tecnologia nella pubblica aministrazione e sanità

Rendere disponibili servizi pubblici online è un modo efficace per ridurre la spesa pubblica, offrire vantaggi – in termini di efficienza – alle imprese, ai cittadini e alla stessa PA. Nonostante il basso tasso di interazione online dei cittadini italiani con la pubblica amministrazione (solo 18% degli utenti, venticinquesimo posto), imputabile alle scarse competenze digitale, è compito dell’amministrazione migliorare la fruibilità.
Nel settore sanitaria, le prestazioni sono discrete: scambio elettronico dei dati usato dal 41% dei medici di famiglia, col 9,2% di prescrizioni elettroniche

Buoni progressi si sono visti anche nell’attuazione della normativa dell’UE sugli Open Data, come dimostra il punteggio di 480 in questo campo, che ci fa chiudere al nono posto del rank UE-28.

TAG: connettività, DESI, digital divide, Digital Economy and Index Society, eCommerce, eGovernment, Gap tecnologico, Tecnologizzazione delle PMI
CAT: Telecomunicazioni

Nessun commento

Devi fare per commentare, è semplice e veloce.

CARICAMENTO...