“Ryanair, il sistema”: il libro che racconta il miracolo di O’Leary

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27 Aprile 2018

È stato pubblicato e da ieri è in vendita su diverse piattaforme l’ebook Ryanair, il sistema – Come una piccola compagnia è diventata la padrona dei cieli europei (editore E-letta), del giornalista Nicola Lillo. Vi proponiamo l’introduzione al volume, che ripercorre le tappe di una straordinaria storia di successo economico e imprenditoriale.

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Agli inizi del nuovo millennio acquistare un biglietto dell’aereo era una spesa non indifferente. Oggi spostarsi da una città all’altra dell’Europa costa meno che viaggiare in treno. In quindici anni è cambiato tutto nel mondo dei cieli. L’apertura dei mercati a metà anni Novanta ha dato il suo contributo, permettendo di abbassare i prezzi. Tuttavia a volare continuavano ad essere soprattutto due tipologie di viaggiatori: la categoria business e il ceto medio-alto. A rendere accessibile a chiunque questo mezzo di trasporto è stata in realtà la compagnia ormai più famosa e utilizzata d’Europa, Ryanair.

Il boom di questa azienda inizia nei primi anni del Duemila ed è dovuto al genio di un manager che, nonostante i modi rozzi e diretti, ha permesso alla compagnia di crescere di anno in anno. Michael O’Leary ha trasformato un piccolo vettore di Dublino in un’azienda su scala continentale che continua a macinare soldi: l’utile netto dell’ultimo bilancio (2017) è di 1,32 miliardi di euro, +6% sull’anno prima. Una cifra record nella storia della compagnia low cost irlandese. I ricavi sono cresciuti del 2%, per arrivare a 6,64 miliardi di euro, mentre il tasso di riempimento degli aerei è del 94%. In pratica tutto esaurito su ogni volo, anche perché i prezzi dei biglietti continuano in media a scendere ogni anno.
Il nome della compagnia low cost per eccellenza – è lei che ha inventato questo modo di viaggiare – oggi non rimanda soltanto a un’azienda di successo. Ryanair è un vero e proprio modello di business, a cui tanti guardano: costi di lavoro bassi, prestazioni comunque in linea con gli standard e prezzi per i clienti a dir poco convenienti. I segreti che stanno dietro al successo di questa compagnia sono diversi: i contratti di co-marketing siglati con gli aeroporti periferici in giro per l’Europa, i costi del lavoro inferiori a quelli della concorrenza e la totale assenza del sindacato all’interno del gruppo.

Qualcosa però ora sta cambiando. La protesta dei piloti e degli assistenti di volo alla fine del 2017, che ha portato alla cancellazione di 20 mila voli per la fuga di comandanti e ufficiali, ha creato alcune crepe interne alla compagnia, portando l’azienda ad accettare per la prima volta i rappresentanti dei lavoratori in azienda, promettendo condizioni di lavoro migliori e salari più alti. Per questo alcuni commentatori hanno parlato di fine del “modello Ryanair”. Ma è proprio così?
La compagnia in realtà – nonostante il caos interno, primo vero problema nella storia del gruppo – continua a offrire biglietti a prezzi stracciati, ad aumentare le rotte, a creare nuove iniziative commerciali. Tutto come prima quindi? Secondo Ryanair sì. In realtà questo modello qualche scricchiolio lo ha avuto. E’ però difficile parlare di crisi profonda. Il sistema di fatto regge e continua a svilupparsi. Ma come ha fatto Ryanair a passare dalla fine degli anni Ottanta a oggi da una compagnia regionale ad un’azienda da 13 mila dipendenti e 6,64 miliardi di euro di ricavi?

Il vettore deve tutto a Michael O’Leary ed è quindi da lui che bisogna partire per scoprire come funziona l’emblema del low cost. Passeremo poi ai segreti del “modello Ryanair”, che vanno dagli accordi top secret con gli aeroporti, alle precarie condizioni dei lavoratori, per arrivare ai rapporti tra i manager e il sindacato, osteggiato e tenuto per anni alla larga dal gruppo.

Sul futuro è difficile fare previsioni, ma a leggere i dati in continua crescita del mercato aereo è facile pensare che Ryanair avrà un ulteriore sviluppo in Europa. E anche in Italia, uno dei principali paesi per la low cost, dove il mercato cresce del 7% all’anno coinvolgendo in totale 143 milioni di passeggeri. La scommessa della compagnia potrebbe anche essere sul lungo raggio: voli a basso costo che collegano l’Europa e gli Stati Uniti, una rivoluzione che aprirebbe altri inesplorati scenari. Su questo però O’Leary mantiene ancora le carte coperte. Ora deve concentrarsi su altri problemi. L’obiettivo è ridare slancio al suo geniale modello di business, dopo il danno di immagine dovuto alle cancellazioni. Il sistema ad oggi non ha paragoni nel mondo

TAG: Michael o’leary, Nicola Lillo, Ryanair
CAT: trasporti (aerei, ferrovie, navi, bus)

Un commento

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  1. mauro-parilli 2 anni fa

    Il segreto è riconducibile ad una intelligenza collettiva, ad una conoscenza del Marketing spesso confusa con la promozione ed infine da esperti che lavorano nell’ombra perché questo è il loro ruolo. Un concentrato che purtroppo qui in Italia non ho mai avuto la fortuna di trovare e se ci provi oltre l’emarginazione trovi solo guai. Potrei concludere il mio commento in “io c’ero”, ma la frustrazione è tanta nel volerne accennare come si crea questo e cosa c’è dietro.

    Una guerra di divisione fra Belfast e Dublino come tante che acuisce e attiva il sistema immunitario come un digiuno che apre le menti rispetto ad altre. Un Paese illuminato, il cui concetto democratico è connaturato con l’ambiente sociale ed economico. Mi riferisco al Regno Unito che ha contribuito alla pacificazione. Una Organizzazione internazionale voluta dai Governi per sbrogliare queste cose, nata 50 anni fa, il cui Regno Unito è membro fondatore.

    Adottando gli stessi concetti e strategie potremmo fare del nostro Paese il migliore ed io ci starei perché rappresentando in Italia l’organizzazione di cui sopra, non avrei solo il Regno Unito, ma tutto il mondo che ci aiuterebbe. Mi manca l’intelligenza collettiva degli italiani per contribuire a creare non un O’Leary, ma tanti.

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