Torna l’altalena sul mare. Rimini ‘sogna’ 30 anni dopo

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10 Giugno 2016

A Rimini, una trentina di anni fa, in mare, davanti alla battigia, c’erano delle grandi altalene. Che piacevano tanto ai bimbi e agli adulti. Ora, una di quelle grandi altalene torna in acqua. Il ‘remake’, rilanciato sui quotidiani e sui siti web locali ha subito generato entusiasmo. In strada e online: c’è chi ricorda quanto fosse divertente dondolarsi e tuffarsi in acqua. Chi – giovane oggi – è curioso di provare. Chi ha tirato fuori le vecchie foto in bianco e sogna il ritorno di quei ‘bei tempi’.

A riavvolgere il nastro, passando una mano ‘vintage’ sulla stagione estiva alle porte ci ha pensato l’associazione ‘Rimini Sparita’. Dopo tre anni di impegno – l’associazione che riscopre angoli della città dimenticata e divulga documenti e fotografie del passato – solleverà, entro la fine del mese, il velo su una nuova altalena, al Bagno 24 ‘Serafino’. Traguardo non da poco vista la trafila burocratica che coinvolge istituzioni, tra le altre, come Comune, Demanio, Capitaneria di Porto, Sovrintendenza delle Belle Arti. Fino alla conclusione dell’iter.

“Con estrema soddisfazione – spiega ‘Rimini Sparita’ sulla sua pagina Facebook- una punta di orgoglio e, permettetecelo, un po’ di emozione e commozione la nostra Associazione finalmente può annunciare che, dopo aver formalizzato tutte le procedure burocratiche, nelle prossime settimane verrà installata nuovamente, a 25 anni di distanza dalla scomparsa, la mitica ‘Altalena in riva al mare’ tanto amata dai riminesi e dai turisti”.

Il classico ‘arco’ di ferro – ai tempi ce ne era uno ogni quattro-cinque bagni – sarà tecnologicamente all’avanguardia, una sorta di altalena 2.0, così da rispondere ai nuovi canoni tecnologici e di sicurezza. Era scomparso dall’arenile riminese sull’onda di un lento disinteresse, considerato un po’ ‘demodé’dai giovani degli Anni Novanta. Adesso la rivincita. Con tante persone che non sembrano vedere l’ora di tornare, o provare per la prima volta, a dondolare con i piedi nell’acqua.

Sul Web sono decine e decine, centinaia le condivisioni, i ‘mi piace’ – volati ben oltre i mille – e i commenti positivi e soddisfatti. Un entusiasmo evidente. Quasi debordante per quel passato – bello – che ritorna. Poi, siccome la Rete è una prateria vasta e calpestabile da tutti, iniziano a spuntare, pochi ma immancabili, quelli che ne sanno sempre un po’ di più: ‘quanto durerà l’altalena prima che la rompano? una settimana?..’, ‘…no, la rubano prima…’, ‘…la useranno i vu cumprà…’, ‘…come mai una sola, e proprio in quel bagno lì?…’, ‘…uhm, vai a sapere..’, ‘..ora le persone sono più abbondanti, le corporature sono cambiate, reggerà?…’, ‘…con una sola, chissà le file…’. Ancora nessuno ha parlato di ‘Gomblotto’. Ma si è sempre in tempo.

Comunque, a quanto pare, come si fa si fa male e Umberto Eco, mi sa, aveva ragione.

(Immagine tratta dalla pagina Facebook ‘Rimini sparita’. Foto Davide Minghini, biblioteca civica Gambalunga di Rimini)

TAG: mare, rimini, spiaggia, turismo, turismo balneare, vacanze, vacanze estive
CAT: Turismo

Un commento

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  1. luciano-di-camillo 4 anni fa

    L’ Associazione ” Rimini sparita ” ha senz’altro avuto il merito di aver contribuito al ripristino dell ‘altalena sul mare.
    Con l’occasione, la benemerita Associazione che si prodiga anche al recupero della storia territoriale, dovrebbe evidenziare delle eccellenze purtroppo dimenticate o misconosciute a cui ha contribuito anche l’Abruzzo.
    In questo crocevia di culture, si rammenti ed evidenzi, anche con la creazione di targhe e marmi, i geniali contributi elargiti da due Personaggi dell’allora Provincia di Chieti, ovvero, Flaiano ed il d’Annunzio.
    Sinteticamente: il mare scenografia dei film di Fellini, in realtà ha ereditato un precedente pensiero di Flaiano, appunto, che aveva scritto la sceneggiatura dei “Vitelloni” attingendo dalla realtà di Pescara che, poi, il regista, intuendone la portata forzatamente volle ambientarla nella sua città natia.
    Ancora, il d’Annunzio che la nobilitò con la sua presenza (che ripeto, andrebbe, necessariamente, ricordata ed evidenziata a perenne futura memoria). A parte i suoi incontri con la Duse, più importante, rammentare che contemplò anche la Città di Rimini tra le ” Città del silenzio”, territori, appunto, di sedi di civiltà.
    Già si potrebbe immaginare gli internazionali turisti che naso all’insù, si deliziano nella lettura di un correlato marmo dannunziano: ” RIMINI dove le cesariere Aquile gli occhi dubbi al Fato avulse col rostro e il diede al Sire che l’impulse verso Roma ………………………….. ……………………………………”.
    E, del contributo abruzzese ci sarebbe tanto altro da narrare !
    Luciano Di Camillo

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