Marco
Rossi

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Avvocato, managing partner di Rossi Rossi & Partners, commercialisti e avvocati associati. Si occupa esclusivamente di banking & finance. È presidente del comitato scientifico di Alma Iura, centro per la formazione e gli studi giuridici, bancari e finanziari. Direttore responsabile di Giurimetrica, Rivista di giurimetria, banca e finanza. Collaboratore di Plus24, settimanale finanziario de Il [...] Sole 24 Ore. Membro del comitato scientifico del Corso di perfezionamento e aggiornamento professionale in diritto bancario del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Verona.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 31/05/2016

in: La via dei giuristi alla probabilità ha un solo problema: la giustizia

Egregio Professore, concordo alla grande; anzi, dissento (lievemente) per concordare. Vorrei essere più talebano di quanto lei sia stato e di quanto lo sia l'amico Daniele Maffeis. Sto scrivendo una monografia (ovviamente giuridica) sui derivati e ho impiegato le prime 150 pagine per individuare quella che, secondo me, è la corretta definizione di derivati. La [...] faccio breve (cosa che non mi è riuscita pienamente nel libro); con i derivati si compravende rischio ovvero ... rullo di tamburi ... probabilità; nel caso dei derivati si compravende solo rischio (un valore) per un prezzo - come dice Buffet "prezzo è ciò che si paga, valore è ciò che si riceve". Ecco il punto in cui sono più talebano di lei (almeno per i derivati): il rischio nei derivati è l'oggetto stesso del contratto. Se non c'è l'accordo delle parti sul rischio (modelli, dati di input ecc.) non c'é oggetto del contratto ovverosia il contratto è radicalmente nullo. Mi permetterà due consigli: inizi a insegnare la sua materia in qualche corso di giurisprudenza (Dio solo sa quanto ne avremmo bisogno noi giuristi); riprenda a fare da consulente nei contenziosi (Dio solo sa quanto ne avrebbe bisogno la Giustizia). Spero di poterla conoscere di persona. Cordialità Marco Rossi

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Pubblicato il 19/12/2015

in: Vietare i subordinati è un alibi alla trasparenza e la sconfitta dei regolatori

Egregio Professor Cherubini, complimenti. Quanto da lei scritto è vero, anzi talmente tanto vero che - all'ultimo Convegno nazionale di Giurimetria, Banca e Finanza tenutosi a Verona - ho invitato alcuni suoi (e miei) colleghi/amici matematici ed esperti di finanza a pensare al rischio negli strumenti finanziari non solo come a un'informazione da fornire ai fini [...] della trasparenza (certo, lo è) ma sopratutto come un elemento - giuridico - essenziale di ogni strumento finanziario. Io assieme a lei ho sottoscritto l'invito del Movement for risk transaprency ma penso di averlo fatto anche perché convinto che il rischio sia un elemento strutturale degli strumenti finanziari la cui mancata indicazione determina la nullità dello strumento e non già solo un difetto di trasparenza. Mi sto preparando a scriverne su glistatigenarali. Aspetterò il suo commento. Cordialità

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