Valerio
Tozzi
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Pubblicato il 20/11/2018

in: Altro che ICI, ecco cosa ha evaso la Chiesa

Caro Dimitri, fortunatamente, le leggi eversive le ho lette e commentate, consultando la mia produzione scientifica dovresti trovarne traccia. A proposito dell'articolo 7 della Costituzione, quando parlo di "prezzo politico" pagato per varare una Costituzione democratica, lo dico in senso critico, proprio perché costituì uno schizofrenico strumento di conservazione del passato e in qualche misura di [...] contraddizione col modello democratico. L'applicazione dell'articolo 7 post aprile 1948, ancora floridamente appoggiata anche da buona parte dei cd "progressisti", a mio avviso non ha aiutato quel processo di laicizzazione della vita italiana, intesa come libertà e parità, nel solidarismo, di tutte le credenze e opinioni filosofiche. Appartengo ad una famiglia molto mista in materia di culture religiose e ti posso garantire personalmente che uguaglianza, parità e solidarismo fra fedi organizzate e fra cittadini di diverso pensiero, non solo sono chimere, ma trovano proprio in ambienti cattolici e curiali le ostilità più forti. Sono fra quelli che difendono la Costituzione del 1948, non ostante l'articolo 7, che - fortunatamente - oggi è depotenziato dalla evoluzione dei costumi degli italiani, ad onta della conservazione istituzionale. Non mi sfugge che vi sia anche un clero non nostalgico e meno "conformato" nell'ideologia del ventennio, ma la Chiesa cattolica oggi vive una palese grave crisi e non solo le spaccature evidenziate dalla stampa (sempre piuttosto superficiale in materia). Quanto ai meriti del volontariato, anche per la parte religiosamente ispirata, li attribuirei più alle persone (civili ed ecclesiali) che all'istituzione in sé. Perdona il mio laicismo, ma pur avendo un robusto ramo di cultura cattolica nella mia famiglia e nella mia formazione, non riesco a riconoscere cromosomi vaticani nel mio DNA e posso solo dire che la Chiesa cattolica è un robusto elemento della nostra storia con meriti e gravissime colpe. Concludo, con l'amarezza della mia età avanzata, che quel che oggi sembra meno visibile è la capacità di interlocuzione e ascolto fra portatori visioni democratiche, ma non necessariamente coincidenti. Non so che liberalismo sia rimasto in vita. So solo che in 40 anni di vita accademica, i colleghi di parte cattolica hanno preferito ignorare le opinioni non coincidenti col loro pensiero, piuttosto che intraprendere un confronto franco e rispettoso reciprocamente. Ma forse scrivevo solo sciocchezze (per loro). Grazie per l'attenzione e spero che darti il "tu" non sia stato offensivo. Per me sarò felice se vorrai ricambiarlo.

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Pubblicato il 19/11/2018

in: Altro che ICI, ecco cosa ha evaso la Chiesa

Caro Dimitri, prescindendo dalle ambiguità di Crispi (passato da Mazzini Repubblicano al re), mi limiterei a ricordare che il liberalismo non intendeva sradicare la religione degli italiani, ma la "confusione dei poteri" ecclesiastico e statale, come giurisdizioni concorrenti, attraverso il cd."separatismo". Tentò anche di ridurre il potere ecclesiastico, finanziario e politico; obbiettivo forse messo in sordina [...] proprio dai Governi della sinistra liberale, che non tardò ad aderire al Pattto Gentiloni, producendo l'avvento del fascismo. Mi sembra che lo scandalo della "Banca romana", che duplicò i numeri delle banconote, stampandone il doppio, con le protezioni governative e della Corona, confermano la mia valutazione. Non ho letto il testo, ma certamente Carlo Cardia ha fatto una buona analisi dei fatti; ma, non posso essere certo di condividerne le conclusioni. Mi è meno chiara la tua notazione finale. Mussolini, con la conciliazione, barattò la legittimazione politica con la cancellazione delle poche forme concrete di separatismo realizzate dai liberali, regalando al Vaticani una legittimazione del potere ecclesiale nella sfera civile, che a settanta anni dalla Costituzione resta ancora florida . La costituente, in tutt'altro clima storico, pagò con l'articolo 7 un prezzo politico per varare una forma democratica di Stato che ancora oggi resiste quasi decentemente, non ostante l'applicazione reazionaria fattane dopo le elezioni dell'aprile 1948. Quest'applicazione dura ancora oggi, ma vi è una forte spinta riformista, che potrebbe affermarsi in maniera indolore con l'emanazione delle più recenti proposte di "legge sulla libertà religiosa".

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Pubblicato il 19/11/2018

in: Altro che ICI, ecco cosa ha evaso la Chiesa

Caro Dimitri, prescindendo dalle ambiguità di Crispi (passato da Mazzini Repubblicano al re), mi limiterei a ricordare che il liberalismo non intendeva sradicare la religione degli italiani, ma la "confusione dei poteri" ecclesiastico e statale, come giurisdizioni concorrenti, attraverso il cd."separatismo". Tentò anche di ridurre il potere ecclesiastico, finanziario e politico; obbiettivo forse messo in sordina [...] proprio dai Governi della sinistra liberale, che non tardò ad aderire al Pattto Gentiloni, producendo l'avvento del fascismo. Mi sembra che lo scandalo della "Banca romana", che duplicò i numeri delle banconote, stampandone il doppio, con le protezioni governative e della Corona, confermano la mia valutazione. Non ho letto il testo, ma certamente Carlo Cardia ha fatto una buona analisi dei fatti; ma, non posso essere certo di condividerne le conclusioni. Mi è meno chiara la tua notazione finale. Mussolini, con la conciliazione, barattò la legittimazione politica con la cancellazione delle poche forme concrete di separatismo realizzate dai liberali, regalando al Vaticani una legittimazione del potere ecclesiale nella sfera civile, che a settanta anni dalla Costituzione resta ancora florida . La costituente, in tutt'altro clima storico, pagò con l'articolo 7 un prezzo politico per varare una forma democratica di Stato che ancora oggi resiste quasi decentemente, non ostante l'applicazione reazionaria fattane dopo le elezioni dell'aprile 1948. Quest'applicazione dura ancora oggi, ma vi è una forte spinta riformista, che potrebbe affermarsi in maniera indolore con l'emanazione delle più recenti proposte di "legge sulla libertà religiosa".

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Pubblicato il 19/11/2018

in: Altro che ICI, ecco cosa ha evaso la Chiesa

Caro Dimitri, prescindendo dalle ambiguità di Crispi (passato da Mazzini Repubblicano al re), mi limiterei a ricordare che il liberalismo non intendeva sradicare la religione degli italiani, ma la "confusione dei poteri" ecclesiastico e statale, come giurisdizioni concorrenti, attraverso il cd."separatismo". Tentò anche di ridurre il potere ecclesiastico, finanziario e politico; obbiettivo forse messo in sordina [...] proprio dai Governi della sinistra liberale, che non tardò ad aderire al Pattto Gentiloni, producendo l'avvento del fascismo. Mi sembra che lo scandalo della "Banca romana", che duplicò i numeri delle banconote, stampandone il doppio, con le protezioni governative e della Corona, confermano la mia valutazione. Non ho letto il testo, ma certamente Carlo Cardia ha fatto una buona analisi dei fatti; ma, non posso essere certo di condividerne le conclusioni. Mi è meno chiara la tua notazione finale. Mussolini, con la conciliazione, barattò la legittimazione politica con la cancellazione delle poche forme concrete di separatismo realizzate dai liberali, regalando al Vaticani una legittimazione del potere ecclesiale nella sfera civile, che a settanta anni dalla Costituzione resta ancora florida . La costituente, in tutt'altro clima storico, pagò con l'articolo 7 un prezzo politico per varare una forma democratica di Stato che ancora oggi resiste quasi decentemente, non ostante l'applicazione reazionaria fattane dopo le elezioni dell'aprile 1948. Quest'applicazione dura ancora oggi, ma vi è una forte spinta riformista, che potrebbe affermarsi in maniera indolore con l'emanazione delle più recenti proposte di "legge sulla libertà religiosa".

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