Oggi andiamo a Nusco, il balcone d’Irpinia

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21 Agosto 2021

La prima cosa che vi colpisce entrano in questo borgo, tra i più caratteristici e meglio conservati d’Italia, è il suo panorama. La vista spazia sulla quantità di colli, monti e paesi circostanti, dall’alto dei suoi 914 mslm. Poi, vi colpisce la bellezza storica del posto, i suoi monumenti, i suoi tanti stemmi sulle facciate di palazzotti e case signorili, il suo tanto verde attrezzato, i giardini, il parco pubblico. Insieme a tutto questo, vi lascia piacevolmente sorpresi la quantità di gente che c’è dappertutto, prima che venga l’ora di pranzo ed il paese piombi nella calma del meriggio. Ci sono persone lungo il corso principale, nei giardini, davanti agli uffici pubblici, nel bellissimo parco cittadino. Le scuole sono edifici bellissimi e solidi, tutti nuovissimi. Ce ne sono due nella parte bassa del paese (uno è il Liceo Classico “Rinaldo d’Aquino”) ed una scuola dell’infanzia in pieno centro, proprio di fronte al parco pubblico. Dovunque si vada, si possono ammirare paesi e paesini circostanti: Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Castelfranci, Lioni, Montella, Montemarano, Sant’Angelo dei Lombardi, Torella dei Lombardi. Una vera e propria manna per gli amanti del turismo lento, come me, che ogni volta che frequento questi tesori d’Irpinia è come se compissi un’ascesa amorosa di dantesca memoria. Inevitabile, a certe altitudini.

L’aria è gradevolissima, la gente è distesa e pacifica, tra i bar cittadini, il parco, l’affaccio circolare sul belvedere. Mi chiedo che freddo faccia a quell’altezza durante l’inverno… Mi vengono i brividi al solo pensarlo.

Appena arrivata mi sistemo in un ampio parcheggio all’ingresso del paese. Faccio pochi metri a piedi, in salita, e mi accomodo all’esterno di una gradevole bar-pasticceria. Scopro la bella piazza con il busto di S. Amato, primo vescovo e patrono del paese, con i suoi palazzi, con la sua imponente cattedrale dal campanile alto 33 metri. Il suo corso Umberto, pieno di gente, i suoi scorci suggestivi, il suo parco pubblico, il suo tanto verde attrezzato.

Cattedrale di S. Amato, già Cattedrale di Santo Stefano

Mangio in un tipico ristorante posto in pieno centro: dei fiori di zucca ripieni di ricotta e adagiati su un estratto di zucchine alla scapece, dei “cecaluccoli con coniglio e carota” e un dolce. Al tavolo vicino c’è un gruppo di studenti del locale Liceo Classico. Sono vivacissimi e brillanti, parlano educatamente e sprizzano e energia da tutti i pori. Le ragazze e i ragazzi hanno degli sguardi curiosi ed intelligenti, sono ben vestiti e curati. In questo periodo di distopia e guerra, penso ai loro coetanei in Afghanistan. Penso alla fortuna di nascere, come si dice in questi casi, nella parte giusta del mondo. In cuor mio, auguro a loro ed ai loro coetanei nel mondo, di fiorire sempre nella loro vita.

Il tour prosegue nell’incastro di vicoli e sorprese che caratterizzano il paese. Una chiesa di qua, una fontana di là, un’architettura particolare, un vicolo fiorito, un’icona che sporge da una facciata, un salottino in una corte circondata da un rampicante, una ripida scala di pietra, un androne con cisterna, un balcone in ferro battuto, un murales su un palazzo storico… è un museo a cielo aperto questo paese che si colloca fieramente tra Lioni e Montella, tra la Valle dell’Ofanto e quella del Calore. Ogni balcone è fiorito. Dappertutto vi sono geranei che portano allegria con il loro colore rosso intenso. C’è un’atmosfera diversa rispetto ai paesi della profonda Irpinia Orientale. Non solo perché Nusco, a differenza dei primi, è circondata da molti altri paesi, laddove gli altri sono circondati solo da vallate e pale eoliche, in una sorta di vuoto metafisico, ma anche per le voci che è dato di ascoltare dovunque anche quando le strade si sono svuotate. Da ogni finestra, da ogni balcone, da ogni uscio aperto sulla strada, si sentono voci di persone che parlano, oppure rumori di pentolame utilizzato all’ora del pranzo, chiacchiere familiari, sommessi rumori domestici. C’è, insomma, quella vitalità che manca in luoghi un po’ più interni, nei quali è un’impresa anche trovare qualcuno per strada. E questo calore umano si mescola a quello che emanano i colori delle facciate. E tutto abbraccia il visitatore di questi posti, che vi percepisce un intenso legame fra persone, un senso forte di comunità.

Ci sono moltissimi turisti, penso che siano moltissimi nuscani trapiantati altrove e ritornati nel luogo d’origine per le vacanze agostane. Arrivo senza alcuna conoscenza pregressa del posto. Dopo la visita, leggo sul sito web del Comune: «A ricordare gli antichi fasti sono i palazzi nobiliari delle famiglie Ebreo, De Paulis, Meluziis, Del Giudice, Natale, Sagliocca, Saponara, Del Sordo, alcuni con cappelle private. Non meno numerosi sono gli edifici religiosi, tra i quali occorre ricordare almeno la chiesa della SS. Trinità, con i suoi affreschi di epoca medievale, e la chiesa di S. Giuseppe, dalla bella facciata tardo barocca».

Il mio tour dopo pranzo continua fino alla cima dei ruderi del castello di epoca longobarda (e qui non vi sto a raccontare lo spettacolo della veduta circostante), tra i vicoli dove sorge l’ex convento delle suore stigmatine (oggi campus enogastronomico Nusco-Avellino, a quanto pare non andato in porto), la sala conferenze, la Biblioteca e i dintorni della bella Piazza Francesco de Santis.

Piazza Francesco de Santis

Dieci minuti di auto e si arriva al Monastero del Goleto, mistico luogo collocato fuori del paese di Sant’Angelo dei Lombardi. Poi il percorso può continuare a vostro piacimento. Io scelgo di andarmi a fare un giro a Torella dei Lombardi, col suo notevole Castello Ruspoli.

Il monastero del Goleto, a dieci minuti di auto da Nusco. Fa parte del comune di Sant’Angelo dei Lombardi

Un altro comune limitrofo a Nusco: Torella dei Lombardi, con al centro il Castello Ruspoli

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CAT: viaggi

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