Ambra
Mura
BIO

Ultimi commenti

Pubblicato il 12/09/2019

in: La Proposta di Ryanair per il Governo

Premetto che ho volato spesso con la compagnia, tuttavia mi auguro che se il Governo prenderà in considerazione queste proposte terrà conto non solo degli interessi della compagnia e dei viaggiatori ma anche delle questioni collaterali all'indotto. Gli aspetti collaterali riguardano le città, l'ambiente e il diritto del lavoro. E' necessario rendersi conto che il [...] richiamo del turismo e le tariffe vantaggiose di Ryanair possono incidere profondamente nel tessuto urbano di una città, nel bene e nel male. Nel bene se l'economia non è sviluppata. Nel male se l'economia turistica è già sovradimensionata rispetto alla città, come avviene per esempio a Venezia o a Barcellona. Agevolare una compagnia aerea non significa solo agire nel dominio del consumatore ma anche in quello di una città, dei suoi flussi, e della sua economia. Se non c'è una politica integrata per quel che riguarda questi aspetti il rischio ultimo è quello dello spopolamento della classe media e della turistificazione eccessiva dei centri storici con conseguente perdita di senso della comunità, tradizioni e identità. L'ambiente non può più essere una variabile di secondo piano, dove far ricadere nel silenzio le storture. L'inquinamento acustico nei centri abitati è un problema che va affrontato con politiche che spingano le aziende a favorire l'introduzione di velivoli meno rumorosi, e anche meno inquinanti. Soprattutto considerati i prezzi al ribasso. A tutti piace viaggiare facile ma è facile dimenticare che l'aereo, allo stato attuale, utilizza dei combustibili davvero poco sostenibili. Fa bene lo Stato Italiano a limitare i contratti stagionali, perché è chiaro che nel periodo in cui il contratto non è in essere il lavoratore facilmente ricorre alla disoccupazione distorcendo così la logica dell'isitituto che deve essere una misura di assistenza eccezionale e non uno strumento ricorrente. Di fatto il costo guadagnato dalle compagnie nel ricorso dei contratti stagionali ricade nelle tasche del pubblico, quando invece potrebbe essere assorbito in una migliore gestione del personale, che può anche voler dire maggior costo del personale. Investire nella felicità e nel benessere dei lavoratori ha un ritorno anche economico. Pago volentieri 40 euro a volo invece di 10 se so che il personale è tutelato e l'ambiente anche. Se si adotta una buona comunicazione si possono anche aumentare i prezzi.

Altro Chiudi
Pubblicato il 12/09/2016

in: La crisi del M5S può essere l'occasione per un ritorno all'arte della politica

Il tempo ci dirà chi farà peggio, se la vecchia politica o questa nuova fronda. Se affarismo, clientelismo e corruzione smetteranno di essere il metro e lo strumento del potere sarà già molto. Non si può pretendere che chi ha taciuto queste dinamiche per una vita non cerchi di resistere al cambiamento. Questi commenti astratti [...] e pregiudiziosi lo dimostrano. Il significato principale del mio post era: parlare in astratto di politica non ha senso. Vediamo i fatti. Cosa che chi fa giornalismo dovrebbe ben sapere.

Altro Chiudi
Pubblicato il 09/09/2016

in: La crisi del M5S può essere l'occasione per un ritorno all'arte della politica

Mi sembra che i termini " antipolitica" e politica" in sé non vogliano dire nulla. Questo articolo è usato facendo ricorso a termini evocativi ma vaghi. Il termine antipolitica è nell'immaginario legato ai 5 Stelle. Il gioco è quello di ribadire che loro fanno parte dell'antipolitica e che quindi si contraddicono in termini nel fare [...] politica. Mi sembra un atteggiamento tautologico e fazioso, tanto più che si tratta di un articolo di pura opinione senza che nessun fatto reale venga citato nel trarre una conclusione ma avvalendosi di un immaginario pre-finito se così si può dire. Non giudico positivo a priori l'operato dei 5 Stelle. Ho l'impressione però che anche nella società civile, grazie a questa dialettica portata avanti nei media e in questo articolo-opinione, si rimpianga l'uomo politico imperante. Come se ci fosse una levata di scudi perché la politica è per forza una cosa sporca, e se non lo si vuole accettare si è ingenui e incapaci. Bene Chiara, le auguro uno stuolo di Alemanno ad aizzare i fascisti e i razzisti salvo poi cenare coi capi della mafia rom perché a Roma il potere funziona così. Le auguro un Renzi che viaggia ad annunci e proclami, salvo poi smentirli quando conviene. Le auguro la pura demagogia senza programmi. E le chiedo se può speigarmi meglio quella che lei indica come l'ultima possibilità. In che modo si dovrebbe aprire questo dialogo? con chi? Come far rispettare gli esiti di questo confronto? Dovremmo appellarci ad un criterio di accettabilità minima dei curriculum delle classi dirigenti per far si che l'onestà non resti lettera morta. Secondo lei quale sarebbe? E come farlo rispettare? Mi sembra che su questi temi l'unica riflessione, anche con i suoi limiti, sia quella dei 5 Stelle. Nel resto della classe politica la questione morale è morta e si vede bene. In questo mi sembra che un merito ai 5 stelle ci sia. Quello di cercare un percorso di coerenza fino allo scusarsi, invece di negare l'evidenza dei fatti con infografiche create ad hoc. Fra l'altro se si fa un confronto fra il programma nel sito del PD e quello nel blog di Grillo...non si può dire che il programma del PD sia più preciso di quello dei 5 stelle. Prima di tutto perché nel sito del PD la cosa più simile ad un Programma è il manifesto dei valori, appunto una dichiarazione di intenti, condivisibile da chiunque si riconosca a sinistra. Intenti smentiti mentiti in diverse azioni di governo: equità di trattamento del ruolo delle donne nella società e come garantire che maternità e lavoro non si trovino in contraddizione; lavoro, scuola. Sono sotto i nostri occhi l'impoverimento delle risorse scolastiche e la sistematicizzazione della precarietà senza prevedere dei cuscinetti, se non un timido richiamo al reddito di cittadinanza, tema condiviso dalla maggiornaza a posteriori. Non si smentiscono invece quando parlano di rendere il governo "più forte". Anche a scapito degli altri istituti di bilanciamento dei poteri, in primis il Parlamento che vede un Governo di mozioni fiducie, superando in questo anche i numerosi anni berlusconiani. Questo sembra sia il Governo che è ricorso più massiciamente allo strumento nella storia della Repubblica. Il programma dei 5 Stelle, si può dire sia parziale, specialmente in alcuni temi come quello economico. Se non altro però è più specifico. Alternano alla manifestazione di intenti dei precisi provvedimenti che si vorrebbero attuare. Penso sia la prima volta dacché ci siamo abituati alla politica-slogan di Berlusconi che troviamo un manifesto programmatico a cui qualcuno si vincola, al di là del vincolo o meno di mandato, con l'intento di mostrare coerenza. E' già qualcosa se pensiamo al recente #enricostaisereno, a Berlusconi, a Craxi, a Andreotti e via indietro. Voglio capire fino a che punto a Roma siano inciampati, abbiano commesso degli errori in buona o meno buona fede, e dove arrivi il grado di irritazione di tutte le categorie che hanno sfidato. Mi sembra che Marino abbia preso una pedata in culo come membro eteromorfo di un partito coeso sullo status quo. E con la nuova giunta fino a dove si potrà arrivare?

Altro Chiudi
CARICAMENTO...