Gianmario
Nava
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Ultimi commenti

Pubblicato il 20/11/2019

in: Stefano Rodotà e la rivoluzione soft dell’ordinamento giuridico sui Beni Comuni

Umilmente osservo che un lettore medio capisce poco o nulla di un simile scritto, tanto contesto e poca spiegazione del contenuto della norma proposta (ed infatti io ho capito poco). Quello che mi resta è il filo di un ragionamento che (controllare gli incipit dei paragrafi) fa affermazioni dalle quali conseguono affermazioni che implicano affermazioni [...] che non possono che porta ad affermazioni... Ma mi rassegno allo stile un po' enfatico, un po' anglicizzante, un po' gergale e un po' neologista. Quello che vedo chiaro è però che si propone un cambiamento di base giuridica (quale non ho comunque capito) per sostituire i cattivi con i buoni che sarebbero poi quelli cha hanno proposto la legge di iniziativa popolare. Dunque cambio le regole così ti frego (ma ne ho il diritto perchè tu sei cattivo). Inoltre vorrei fosse spiegato dove (in Italia) vi sia stata erosione di beni pubblici (quelli che non potevano che essere tali, non le caserme inutili e fatiscenti) alienati al privato con conseguente arrtramento dei ditritti civili, politici e quanti altri si vogliano indicare dei cittadini. A me risulta il contrario, vincoli sempre più stingenti in materia urbanistica, di pianificazione territoriale, di parchi, di normativa ambientale, di sicurezza sul lavoro, su incendi, alimenti, prodotti chimici, rifiuti, previdenza sociale, sanità, finanza... Da ultimo non si comprende come le municipalizzate possano essere un baluardo dei beni comuni a fronte della gestione della attuale rappresentazione politica così malata quale viene rappresentata nell'articolo. A meno che non si prometta che una volta siano arrivati i buoni...

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Pubblicato il 19/11/2019

in: Senza scudo

Sacrosanto. Si dimostra che il confine tra il giudice che fa rispettare la legge e il giudice che si fa rispettare attraverso la legge è labilissimo.

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