Luciano
Di Camillo
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Pubblicato il 01/02/2019

in: Anche i magistrati sbagliano. Reprimenda del Proc. generale della Cassazione

La Magistratura (Procura) ed il giornalismo, sono gli avamposti della Democrazia. [...] In premessa ed in riferimento alle reprimende d'inizio anno giudiziario, esse medesime son divenute una retorica riproposta annualmente. Va da sè che non riescono a conseguire un risultatao operativo. Da umile cittadino, articolo la non facile, ancorchè ostica, correlata argomentazione, in 3 punti. 1) Selezione: "È importante anche fare formazione e selezionare bene i futuri magistrati ". Pura retorica. Il concorso per magistrati ordinari ha un iter abbastanza lungo, tra cui, anche l'acquisizione dei titoli (es., dottorato di ricerca, abilitazione professione forense, etc.) e, quindi, in certa misura, favorisce le classi abbienti; un genio di modesta famiglia potrebbe optare x più immediate realizzazioni di lavoro. Ed a parte i titoli preferenziali che non hanno a che vedere con le materie concorsuali, però, possono esser determinanti. Senza parlare delle valutazioni che sono sempre subiettive; non sto parlando dell'istituto della raccomandazione. 2) Cultura: " Occorre investire sulla cultura ...tecnica forense... eleganza nello scrivere ... non sappiano scrivere sentenze ... ". Tanto da dire. In rapida sintesi, questa idea deve cimentarsi su un paio di rilevanti punti. Innanzi tutto, comprendere in tutto il suo paradigma l'estensione semantica e l'esatto significato delle regole formulate dal legislatore; compresa l'esegesi, in primis, letterale. Ne consegue, quindi, la complessità della stesura della susseguente motivazione. Epperò, giammai si considera la pur geniale lingua italiana che si presta a plurime interpretazioni (vieppiù ove artatamente vergate) ! Prove e controprove innumerevoli; migliaia di pagine scritte (quindi, con "fondamenti" su cui sviluppare la dinamica della narrazione) che a seguire, vengono completamente confutate nei successivi gradi di giudizio ( x non parlare degli opinionisti dei ...Tribunali della Stampa). Ergo, con l'occasione, una soggettiva proposta: in casi che si dimostrano molto complessi, l'esposizione dei motivi in fatto e diritto su cui la sentenza va a fondarsi, deve esser esposta (segnatamente nelle nevralgiche componenti) in inglese o tedesco (vorrei dire, magari, in latino). Siamo o non in Europa; l'interprete (un certo riferimento al diritto internazionale) ha sempre la sua importanza; aumentarne l'organico. Le pagine sarebbero notevolmente ridotte con sensi d'interpretazione abbastanza univoci. Molte realtà, a parte le parti discorsive, incorporano degli scritti tecnici di varia natura. Almeno, fare una prova sperimentale. 3) In codicillo, per quanto concernono gli scritti ( "De Legibus") dell'immortale Cicerone, nulla quaestio, a parte di non stabilire un limite al loro potere. ove siano, però, sempre in buona fede, senza cercare la visibilità e non appartenere alle varie correnti (da vietare x incompatibilità di nobile professione). Luciano Di Camillo

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Pubblicato il 05/08/2018

in: Fuori dalla storia

Nietzsche, a ragion calcolata, definiva uno straordinario economista abruzzese <> ! ! ! Luciano Di Camillo

Pubblicato il 05/08/2018

in: Fuori dalla storia

Nietzsche, a ragion calcolata, definiva uno straordinario economista abruzzese <> ! ! ! Luciano Di Camillo

Pubblicato il 05/08/2018

in: Fuori dalla storia

Articolo interessante. Comunque, per intentare una qualsivoglia argomentazione economica necessita conoscere prima un peculiare economista. Nietzsche, a ragion calcolata, definiva uno straordinario economista abruzzese <> ! ! ! Costui, influenzò lo stesso Diderot, eppoi, con la sua analisi dell’organizzazione e della divisione del lavoro anticipò, ripetesi, anticipò, addirittura, lo scozzese, economista e [...] filosofo sociale Adam Smith che con la sua scuola classica inglese ( appunto, nel periodo classico) viene considerato il fulcro ideale dell’intera storia e cultura dell’economia ! ! ! Egli, inoltre, quale Segretario d’ambasciata a Parigi, entrò in confidenziale rapporto con l’ambiente illuministico, tra cui, Madame d’E’pinay, F.M. Grimm, d’Holbach, d’Alembert e, soprattutto, in fraterna amicizia con lo scrittore e filosofo francese D. Diderot e, quindi, anche con Voltaire e Rousseau ! Anche Marx lo citò spesso nei suoi testi dopo aver attentamente e compiutamente studiato, come risulta da Zur Kritik ed altro, la principale opera dell’economista. Ammirato, soprattutto per l’eccezionale intelligenza e spirito satirico, dai grandi dell’epoca, tra cui anche la grande imperatrice Caterina II di Russia. Pertanto, come suaccennato, è una chiara anticipazione, chiarissima anticipazione sugli economisti <> che, successivamente, svilupparono genialmente l’argomentazione del suo trattato pubblicato nel 1751 ( in tal periodo, A. Smith muoveva i primi fortunati passi ottenendo la cattedra di logica ad Oxford e, poi, di filosofia morale in quel di Glasgow ) ! Per caso, per puro caso, ne avete nozione ? Luciano Di Camillo

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Pubblicato il 05/08/2018

in: Fuori dalla storia

Articolo interessante. Comunque, non si può intentare una qualsivoglia argomentazione economica senza prima conoscere un peculiare economista. [...] Nietzsche, a ragion calcolata, definiva uno straordinario economista abruzzese <> ! ! ! Costui, influenzò lo stesso Diderot, eppoi, con la sua analisi dell’organizzazione e della divisione del lavoro anticipò, ripetesi, anticipò, addirittura, lo scozzese, economista e filosofo sociale Adam Smith che con la sua scuola classica inglese ( appunto, nel periodo classico) viene considerato il fulcro ideale dell’intera storia e cultura dell’economia ! ! ! Egli, inoltre, quale Segretario d’ambasciata a Parigi, entrò in confidenziale rapporto con l’ambiente illuministico, tra cui, Madame d’E’pinay, F.M. Grimm, d’Holbach, d’Alembert e, soprattutto, in fraterna amicizia con lo scrittore e filosofo francese D. Diderot e, quindi, anche con Voltaire e Rousseau ! Anche Marx lo citò spesso nei suoi testi dopo aver attentamente e compiutamente studiato, come risulta da Zur Kritik ed altro, la principale opera dell’economista. Ammirato, soprattutto per l’eccezionale intelligenza e spirito satirico, dai grandi dell’epoca, tra cui anche la grande imperatrice Caterina II di Russia. Per caso ne avete nozione ? Luciano Di Camillo Nato in CHIETI nel 1728, Ferdinando Galiani, economista, storico, drammaturgo, filologo, s’impose a ventitré anni con la sua più strategica opera (in cinque libri), l’originale trattato “Della Moneta” in cui si considera, soprattutto, la particolare definizione del valore delle cose che è strettamente correlata con l’utilità e rarità del prodotto e della qualità e quantità del lavoro, nonché delle tempistiche atte a produrle. Pertanto, come suaccennato, è una chiara anticipazione, chiarissima anticipazione sugli economisti <> che, successivamente, svilupparono genialmente l’argomentazione del suo trattato pubblicato nel 1751 ( in tal periodo, A. Smith muoveva i primi fortunati passi ottenendo la cattedra di logica ad Oxford e, poi, di filosofia morale in quel di Glasgow ) !

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