Marina
Serafini
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Ultimi commenti

Pubblicato il 02/01/2020

in: Facciamo una scuola difficile

La scuola dovrebbe davvero essere difficile nel senso in cui lei dichiara, e sarebbe una scuola utile per chi apprende e per chi insegna. Oggi la scuola sta diventando una goffa istituzione che ostacola se stessa, o meglio, che ostacola quello che dovrebbe essere il proprio fine. Insegnanti pigri, demotivati o semplicemente bloccati dalla violenza [...] della società ignorante che ha interesse solo per il commercio. Ho amici insegnanti, i cui presidi antepongono l'importanza di compiacere la famiglia pagante di quello che deve rimanere un nostro iscritto e non un nuovo iscritto di altri alla missione che la professione dovrebbe concretizzare. Nella mia attività di docenza ho incontrato ragazzi ignoranti ma curiosi, che presi nel modo appropriato, spalancavano occhi e orecchi e si univano al gioco. Ma ho anche incontrato ragazzi arroganti, ottusi e maldisposti. Il mestiere di un insegnante implica una grande responsabilità e una profonda onestà, implica lo sforzo costante di riuscire a toccare l'altro, ascoltarlo per poterlo raggiungere, e camminare insieme. Implica la capacità di lasciare qualcosa che valga la pena dello sforzo avvenuto. Implica la capacità di mostrare che una porta può essere aperta e rimanere tale. La differenza culturale é un serio problema perché il nostro piccolo e italianissimo mondo non ha ancora compreso come integrarla, e come riuscire a coglierne gli aspetti migliori. Cosi, come chiunque non abbia i giusti strumenti, un po' ci si arrangia, un po' si improvvisa, ma per lo più si finisce schiacciati dalla necessità di imporre un ruolo che ha perduto rispetto e riconoscibilita'. La burocrazia, la demagogia e d il mero interesse commerciale stanno oscurando il buon senso e imbarbarendo la nostra società, che cresce e si sviluppa con nutrimento scarso e inappropriato. Un nutrimento civile, ovviamente. Grazie per il suo contributo.

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Pubblicato il 12/07/2018

in: Una riflessione sulla razionalità e l’irrazionalità nell'arte

Io la ringrazio davvero per questo splendido contributo e mi permetto di aggiungere un pensiero che vuole andare un pó oltre: l'arte non pone solo domande, o la domanda, perché espone ed ostenta anche molteplici risposte, quelle che siamo o meno in grado di cogliere. L'espressione artistica é un modo di presentare la percezione dell'esperienza, [...] ed é dunque inevitabile che sia composta di "carne e di spirito": essa utilizza gli strumenti noti e disponibili per porre fuori quanto l'artista coglie e accoglie dentro. E proprio per questo suo rappresentare essa ci provoca, ci interroga e ci dice. Lo fa urlando, a volte sussurrano, a volte solo sfiorandoci molto lievemente. Il concetto di estetica si radica nell'aistesis, che indica la percezione in senso anche sensibile, ossia ció che sento perché percepito attraverso i miei canali di conoscenza. La razionalità, certo, l'emozione, la fantasia...un ibrido composito che é la nostra realtà storico esistenziale. Ció che siamo. Allo stesso modo in cui i sogni esprimono la poesia della nostra esistenza, appartenendo ad essa, costitutivamente. Un saluto.

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Pubblicato il 29/01/2017

in: La verità ha dei limiti, l’invenzione no. I grandi processi di Mosca del 1936

Non è stata l'ideologia a fare da motore immobile, ma la parte piu oscura degli esseri umani. Quella parte che confina l'uomo al di fuori di sestesso e lo rende strumento di un meccanismo antiumano. Costruire una realtà inventata e documentala con testimonianze obbligate o anche solo inventate, al fine di giustificare ufficialmente gli eventi [...] voluti… non e pazzia, questa? E cosa avrebbe di umano? La vita vuole se stessa; qui si tratta di altro.

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