L’arte si condivide, arriva Arsity: mai più soli al museo

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12 marzo 2015

Volete visitare una mostra ma da soli vi annoiate e i vostri amici sono tutti impegnati? Vi interessa sapere quali eventi d’arte ci sono nella vostra città o nel vostro quartiere? Vi siete persi un’esposizione perché avete dimenticato la data di chiusura? Se vi siete riconosciuti in una o più di queste situazioni, da settembre potrete contare su “Arsity”, una start-up pensata proprio per rispondere alle tante esigenze degli amanti dell’arte.

L’idea è venuta a Paola Brizi: «Un giorno volevo andare a vedere una mostra a Roma – racconta a Gli Stati Generali – ma non avevo nessuno che mi accompagnasse. Una mia amica era libera la domenica, mentre io il sabato e così ho cominciato a pensare a un sistema per mettere in connessione le persone tramite una piattaforma collaborativa».  Ne ha parlato con altri amici e insieme hanno cominciato a lavorarci.

Nella versione base, online da settembre in italiano e inglese, Arsity permetterà all’utente, grazie alla geolocalizzazione, di trovare gli eventi d’arte più vicini a lei/lui, di creare il proprio profilo artistico in base ai luoghi visitati, agli amici ed alle foto e avviserà dell’imminente fine di una mostra. «Sarà molto social – spiega ancora Brizi – e funzionerà soprattutto sulle comunità». Potrà essere consultato come una guida cittadina delle esposizioni in corso divise nelle sezioni “musei”, “spazi d’arte”, “fotografia”, e “eventi”. Sarà quindi possibile proporre una mostra da visitare con relativo giorno o suggerire solo l’evento e decidere poi insieme agli altri interessati la data in cui vederlo. «In futuro – continua Brizi –  vorremmo dare ai gruppi anche la possibilità di essere accompagnati da una guida per recuperare la dimensione relazionale in questi luoghi dove ormai si è sempre più isolati, ognuno con la propria cuffia intento ad ascoltare voci registrate».

In Arsity non troverete solo gli eventi dei musei pubblici; l’intento degli organizzatori è, infatti, di mappare anche le piccole gallerie «che faticano ad ottenere visibilità» e le opere di street art. «Stiamo contattando i galleristi e le associazioni che fanno già tour di street art – racconta l’ideatrice del progetto – perché vogliamo costruire una rete». Sul sito, poi, sarà possibile lasciare un feed back dell’evento visitato «non solo per dare un giudizio estetico o tecnico, ma anche per creare un dialogo tra gli utenti da cui far emergere idee per nuovi servizi, spunti, esigenze». Ad esempio, riflette Brizi, un gruppo di mamme potrebbe mettersi insieme e trovare una guida-baby sitter per i bambini.

Per ora i soci sono sette, non hanno ricevuto alcun finanziamento, ma stanno mettendo in piedi un modello di business e hanno partecipato al bando Culturability. «Alle istituzioni chiediamo informazioni più che soldi – sottolinea Brizi – ci piacerebbe avere i dati sugli eventi e renderli pubblici». Tra le funzioni future ci sarà la possibilità di acquistare sul sito le locandine delle mostre «per collezionisti e appassionati». Le menti di Arsity operano nello spazio coworking The Hub, nel quartiere San Lorenzo a Roma. «Abbiamo scelto un luogo in cui ci sono persone simili a noi, che lavorano sull’innovazione, anche se gli ambiti sono diversi; in questo modo ci ispiriamo a vicenda», conclude Brizi.

http://www.arsity.org/

TAG: arsity, arte, gallerie, musei, sharing economy, street art
CAT: Innovazione, Musei-Mostre, Sharing economy

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