Nuovi negozi di quartiere. Una ricerca sul commercio di prossimità a Milano

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15 maggio 2019

Che cosa hanno in comune un alimentari bio in un quartiere giovane e alla moda e una ciclofficina in periferia? E il bar sempre aperto sotto casa, che è anche la portineria di quartiere, con il fiorista che offre corsi di formazione per tutti gli amanti del verde?

Sono tutte realtà commerciali di vicinato, che accanto allo scambio di beni e servizi offrono qualcosa in più ai cittadini. Noi crediamo si tratti di un nuovo modo di interpretare la prossimità.

Da sempre i negozi su strada svolgono una funzione di presidio sociale, contribuiscono ad animare anche le vie meno centrali, creano relazioni di vicinato tra clienti e chi vi lavora. Come tutti sappiamo, però, il commercio al dettaglio affronta un’epoca di sfide difficili, stretto tra la grande distribuzione, i centri commerciali e gli acquisti online.

In questi anni abbiamo sperimentato misure concrete per sostenere le attività commerciali anche di fronte alla crisi economica: ne sono un esempio i circa 4 milioni di contributi alle imprese che hanno subito i disagi legati al cantiere della nuova metropolitana, le iniziative a sostegno dei Distretti Urbani del Commercio, il piano di rigenerazione dei 23 mercati comunali coperti, le attività per la valorizzazione  e il riconoscimento delle botteghe storiche. Abbiamo presentato i principali risultati di questo impegno in occasione del report di metà mandato, Il Capitale Urbano.

Dal nostro osservatorio abbiamo visto crescere, in particolare a partire dal 2012, il numero di realtà commerciali di nuova generazione, nate con l’intento dichiarato di migliorare la vita del proprio quartiere. Nella visione di questi imprenditori l’attività commerciale e le funzioni sociali non sono fra loro distinte, ma nascono dentro un’unica visione. Per questo le abbiamo spesso indicate come “imprese ibride”. Ne ha svolto un racconto appassionato Alberto Oliva, giornalista de Il Giorno, con la sua rubrica “Anime Nascoste”.

In queste realtà si mescolano sapientemente tradizione e innovazione. La grande attenzione per la qualità di un prodotto artigianale può sposarsi con la comunicazione digitale, un forte radicamento nel quartiere con una cura estetica coerente con i principali trend globali. La sapienza più antica del commercio, la relazione con il cliente, torna ad essere insostituibile, grazie all’offerta di beni oggi più preziosi che mai, come il tempo e lo spazio per la socialità e lo scambio di conoscenze e informazioni attendibili.

Con la ricerca “Nuovi negozi di quartiere a Milano” abbiamo voluto approfondire: realizzare con l’aiuto dei cittadini una prima mappatura delle realtà innovative, mettere a confronto i trend della città con quelli più importanti a livello globale, individuare le caratteristiche che rendono queste imprese particolarmente attrattive e apprezzate dai cittadini e iniziare ad esplorare, in un confronto aperto con gli imprenditori, bisogni e aspettative a cui rispondere con nuovi strumenti e nuove opportunità.

La grande risposta da parte dei cittadini, che in poche settimane hanno segnalato oltre 600 realtà in tutti i nove Municipi, e la forte motivazione dei commercianti, che nelle interviste hanno espresso un grande desiderio di fare rete – fra esperienze simili in città, in primo luogo, e poi con altri attori sociali – lasciano supporre che i nuovi negozi di quartiere a Milano abbiano molto a che vedere con il futuro del commercio. Con la sua capacità di sopravvivere al cambiamento rinnovando  la propria funzione a beneficio di tutto il territorio, a partire dai quartieri e dalle vie meno centrali.

 

Per approfondire:

Qui è disponibile il report completo ed una presentazione di sintesi

 

TAG: commercio, ibridazione, innovazione, milano, prossimità, quartieri, retail
CAT: commercio, consumi

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