Ho un dubbio su Zangrillo: ha parlato da medico o da uomo azienda?

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1 Giugno 2020

Il senso delle parole del Professor Zangrillo, quello che ieri ha detto (magari non a torto, non ho le competenze per smentirlo come per discutere tutto quello che dicono gli esperti) che “il virus dal punto di vista clinico non esiste più” va ricercato non tanto in questa affermazione ma nelle parole successive: “adesso noi, che abbiamo visto il dramma, chiediamo di poter ripartire velocemente perché vogliamo curare le persone che altrimenti non riusciamo a curare”.
Che è quello che chiedono molti altri medici e chiedono anche molti ammalati di altre malattie che stanno ancora attendendo di essere curati perché gli ospedali non reggevano il carico portato dal Covid.
C’è un però da non dimenticare e riguarda il luogo dove è primario Zangrillo, l’ospedale San Raffaele cioè la più grande (credo) clinica privata della Lombardia. Una clinica che opera in una regione che ha devastato la sanità pubblica territoriale favorendo quel famoso sistema misto fatto quasi esclusivamente di ospedalizzazione delle patologie e della cura.
E, come ormai sanno anche le pietre, la sanità privata convenzionata col servizio pubblico non guadagna sulla cura delle patologie meno gravi o sulle epidemie, ma su quelle che richiedono analisi e terapie molto costose e lunghe.
Ecco perché, seppur vogliamo prendere come verosimili quelle parole, io non riesco a togliermi il dubbio che Zangrillo non abbia parlato come medico e primario ma piuttosto come dirigente e uomo azienda della clinica privata per cui lavora.

Post scriptum: mi segnalano che Zangrillo è uno di quei medici che a fine febbraio diceva che non si moriva per coronavirus ma era solo sensazionalismo dei giornalisti che dovevano vendere i giornali.

Secondo post scriptum prima che arrivi qualche liberista a darmi del comunista o altre amenità: io non sono contro la sanità privata. Tutt’altro. Ben vengano ospedali privati ma che operino in un regime di mercato come operano in regime di mercato e senza sostegno (tranne quelli che conosciamo per le crisi) da parte dello Stato o delle regioni. E soprattutto operino senza togliere risorse alla sanità pubblica. Io sono favorevole alla sanità privata, ma le risorse pubbliche vadano agli ospedali, ai medici, agli infermieri e alle strutture pubbliche.

TAG: #Coronavirus #Covid19, aziende sanitarie, coronavirus, economia, lombardia
CAT: Governo, Milano, Partiti e politici

2 Commenti

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  1. unoqualsiasi 4 mesi fa

    Dubbio legittimo, ma chi scrive ad un pubblico dovrebbe dare informazione e anche dubbi costruttivi, che sarebbero tali se confortati da serie pezze d’appoggio, non da deduzioni logico-astratte, altrimenti, come in questo caso, si semina solo tempesta. O, data la pochezza in questo caso, confusione. Detto da chi odia comunque il modello della sanità realizzato in Lombardia, giusto per chiarire.
    Ma, un po’ di competenza quando si parla, invece di un semplice “A me pare questo” sarebbe davvero disdicevole?

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  2. evoque 4 mesi fa

    Clinica Santa Rita è un esempio sufficiente di come sia stata costruita e portata avanti la sanità in Lombardia, da diversi decenni in mano alla destra (in Italia non esiste alcun centro-destra)? Gente a cui sono stati asportati organi senza che ce ne fosse la necessità, per ottenere rimborsi elevati da parte della Regione.. Ospedale di Saronno è più recente e altrettanto noto.In tutto questo la Regione che ha competenza sulla sanità dov’era? A blaterare di “eccellenza della sanità lombarda”. Concetto (si fa per dire) ripetuto come in trance dal sedicente presidente Fontana quando il 18 enne milanese era stato trapiantato di entrambi i polmoni bruciati da covid-19. Particolare: trapiantato al Policlinico – struttura pubblica dell’Università degli Studi di Milano. Proveniente dal San Raffaele struttura privata in regime convenzionato…

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