Alessandro
Bottai
BIO

Ultimi commenti

Pubblicato il 01/12/2020

in: Il pipistrello ha chiuso teatri e cinema

Non se te ne sei accorto, ma stai facendo un discorso terribile. Che importa - dici tu - del 3% degli italiani? Se Cinema e Teatri stanno chiusi qualche mese, tutto sommato parliamo di 4 gatti che anzi, potrebbero approfittare per ripensare alla loro attività. Certo, hai ragione, intanto che falliscono, intanto che perdono tutto quello [...] che hanno, potrebbero dedicare le giornate a riflettere sul futuro. Un ottimo suggerimento. E che ne facciamo di tutti quelli che lavorano nei Cinema e Teatri? Mah, saranno anche quelli 4 gatti: dedicassero il tempo a qualcosa di costruttivo, per esempio a inventarsi un nuovo lavoro, se possono. E invece l'indotto? Chi fornisce bibite, pop corn, manutenzione, poltrone, proiettori? E chi fornisce i sistemi di biglietteria? Chi fornisce servizi di hosting per i siti internet di Cinema e Teatri? Chi stampa la carta dei biglietti? Mah, hai ragione, saranno anche quelli 4 gatti, pure loro - intanto che falliscono, mandano la gente a casa, non pagano le tasse perché non possono, non pagano i loro fornitori perché non possono - potrebbero pensare a qualcosa di utile, per esempio a come reinventarsi. Fantastico, un pensiero meraviglioso. Ma, guarda, voglio assecondare questa linea, mi piace molto. E per farti vedere che la pensiamo allo stesso modo, rilancio: ma perché tutto 'sto casino solo per preoccuparci di pochi morti, età media 80 anni, oltre il 90% con altre patologie pregresse (sovrappeso, ipertesi, gente che ha certamente passato la vita a ingozzarsi, no?)? In fondo, ogni anno quanta gente muore di polmonite o solo per complicazioni della semplice influenza? Non era meglio far finta di nulla? In fondo anche questi, se guardi bene, sono 4 gatti. Una sola cosa fa veramente la differenza tra una società civile e una accozzaglia di individui che pensano di far parte di una comunità: non si lascia indietro nessuno, neanche il 3%, perché se non ci salviamo "tutti", non si salva "nessuno". Sono certo di non aver capito fino in fondo quello che volevi dire, giusto? :-)

Altro Chiudi
Pubblicato il 19/11/2020

in: Il killer del giudice Livatino percepiva il reddito di cittadinanza

contenuto interessante e curato: peccato per il titolo. Non è corretto associare due eventi non necessariamente collegati, facendo intendere invece che esiste una precisa relazione. Potremmo allo stesso modo affermare che "Il Killer di Livatino guidava una FIAT" e scrivere così un bell'articolo sulle evidenti relazioni che esistono tra l'istinto omicida e la predilezione per le [...] FIAT, oppure che "Il Killer di Livatino prendeva spesso l'OKI" dimostrando così - senza timore d'essere smentiti - che gli utilizzatori di questo analgesico maturano istinti omicidi. E' un po' come leggere il titolo "Islamico uccide la moglie", titolo che non leggeremmo mai se ad uccidere la moglie fosse stato in Cattolico (che notizia è "Cattolico uccide la moglie"?). Quindi attenzione ai titoli: in un mondo dominato dai social network e dalla fretta, dove spesso si formano opinioni solo leggendo i titoli o al massimo le prime righe, scrivere un titolo tendenzioso è una grave mancanza di rispetto verso il lettore.

Altro Chiudi
Pubblicato il 13/10/2020

in: il governo pietoso fa il Paese infetto

Silvia, tu hai ragione su molti punti, però la situazione del virus è molto cambiata rispetto a marzo 2020: A) i nuovi casi sono prevalentemente asintomatici. Non hanno sintomi. E come ha detto il Prof. Bacco in una audizione alla Camera dei Deputati, in Medicina non esistono malati senza sintomi: se hai i sintomi, sei malato; [...] se non li hai, non sei malato. Come dire: sono positivo al virus dell'influenza ma non ho alcun sintomo. Hai l'influenza? No. https://www.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=iNt9HzMTgWo B) per i pochi casi sintomatici, oggi esistono diversi trattamenti, tutti efficaci: anti-infiammatori, anti-coagulanti, etc. Certo, esiste ancora il soggetto diabetico, iperteso, complessivamente "infiammato" da uno stile di vita sbagliato, che di fronte a un virus che - se ignorato - lavora proprio sui processi infiammatori, risulta fragile. E questi soggetti vanno tutelati, ma la tutela non può essere quella di chiudere i ristoranti o i locali. Se arriva un'ondata di freddo che mette a rischio la salute dei più fragili, non chiudo i ristoranti, ma invito le categorie a rischio a non uscire di casa, si è sempre fatto così! Quello che è successo nei mesi scorsi - e che non può risuccedere - è che sono state sbagliate le terapie e - sempre per citare Bacco - qualsiasi malattia, trattata male, può avere esiti gravissimi. Poi, sempre nei mesi scorsi, è venuta a mancare la Medicina del Territorio: i malati chiamavano i numeri di assistenza ma poi non succedeva nulla, venivano lasciati a casa senza trattamenti. Ovviamente, al peggiorare delle condizioni, questi alla fine andavano da soli in ospedale, lasciandosi dietro una scia di contagi. Il panorama quindi è profondamente mutato, e sempre più voci si stanno levando - proprio tra i Medici - per ribadire questo aspetto. Dovremmo anzitutto arginare questa ondata di panico che sta dilagando, alimentata dai media e sostenuta da una piccola schiera di burocrati della Medicina che - ahimè - occupano posti un tempo dimenticati ma ora tornati alla ribalta. Riflettiamo solo su un punto: la riduzione degli investimenti sulla Sanità Pubblica non ha avuto la sola conseguenza di togliere risorse "economiche", ma anche di impoverire il bacino di risorse umane. Chi ha potuto, per capacità e meriti, è andato altrove, lasciando nei posti chiave figure di ridotto spessore (e non mi riferisco ovviamente agli ospedali). Non dimentichiamo che il famigerato Comitato Bioetico è quello che ha dichiarato che l'Omeopatia non ha alcun valore terapeutico, obbligando i produttori di farmaci omeopatici a riportare la dicitura "farmaco privo di indicazioni terapeutiche". Ora, si può decidere o meno di rivolgersi ad altre medicine, ma negarne per Legge l'efficacia - quando la stessa diffusione e l'adozione da parte di eminenti atenei in tutto il mondo ne confermano l'utilità - mi sembra una presa di posizione dettata, se non da incompetenza, certamente dal desiderio di difendere gli interessi dell'industria farmacologica tradizionale. Non sono un negazionista, tutt'altro: sono convinto che non siamo di fronte a un complotto, che la tragedia delle morti iniziali di questa epidemia è assolutamente reale e documentata, che il virus non è un prodotto di laboratorio, etc. etc. Ma troppe voci si sono levate per segnalare progressi, sviluppi, cure, trattamenti e per invitare a non cedere al panico. Se uccidiamo l'economia avremo danni enormi: nella Storia, le morti "conseguenti" le epidemie - quindi non causate dalla malattia stessa ma dalle conseguenze indotte - sono sempre state più del doppio rispetto a quelle direttamente imputabili ai vari virus. Già oggi tantissime persone hanno sospeso i trattamenti e le terapie di tante altre malattie e hanno sospeso i controlli periodici: questo produrrà un aggravarsi di tante altre patologie in futuro, oggi trascurate. E le problematiche legate al lavoro produrranno depressione e - in molti casi - porteranno le persone più disperate a rivolgersi a fonti di sostentamento illegali e immorali. Basta, fermiamoci: adottiamo misure concrete, facciamo i tamponi solo a chi ha sintomi, assistiamo subito le persone con sintomi (ma subito davvero) e trattiamole al di fuori degli ospedali, come si sta già facendo egregiamente in tante parti d'Italia. Ma non demonizziamo i "positivi asintomatici", non chiudiamoli nei centri di lunga degenza (come sta succedendo in questo momento), non trattiamoli da malati covid (perché non sono malati) e teniamo presente che - prima o poi - saremo tutti o quasi tutti positivi, senza sintomi, positivi a un virus che ha un tasso di mortalità ridicolo e che nella stragrande maggioranza dei casi non comporta alcun sintomo. Guarda l'audizione alla Camera di Tacco, e poi chiediti: ma tutti questi positivi, come stanno? Sono malati o no?

Altro Chiudi
Pubblicato il 02/08/2020

in: L'industria musicale dopo la pandemia deve ripartire dai piccoli eventi

Le piattaforme di ticketing attente ai piccoli e medi eventi esistono già: io lavoro per https://oooh.events, una piattaforma di ticketing (omologata) del tutto gratuita per l'organizzatore, che ha scelto di applicare commissioni di servizio davvero modeste a carico dello spettatore, ma non siamo gli unici a offrire un servizio a basso costo e conforme alle [...] specifiche della normativa. E devo dire che anche gli uffici SIAE hanno fatto ampiamente la loro parte - offrendo disponibilità, semplificazioni e tanti suggerimenti - in questo periodo non facile che ha visto affacciarsi sul mercato tanti nuovi organizzatori. I vuoti lasciati dai grandi protagonisti in questi ultimi mesi - a causa della pandemia - sono stati visti come opportunità da molti imprenditori in cerca di riposizionamenti o nuovi sbocchi commerciali, e non si sono certo rivolti ai grandi operatori del ticketing, strutture non facili da approcciare e poco attente alle esigenze del piccolo o medio organizzatore. Invece hanno cercato nuove soluzioni e quindi nuovi fornitori, ridisegnando così le mappe del mercato. I volumi delle vendite su https://oooh.events nei mesi di giugno e luglio non sono stati inferiori a quelli che abbiamo gestito la scorsa estate, con artisti di maggior richiamo, e questo è dovuto sostanzialmente a due fattori: da una lato l'esplosione di eventi piccoli e medio/piccoli, dall'altro le esigenze del distanziamento sociale che hanno indirizzato organizzatori e pubblico all'utilizzo dei servizi di prevendita online. Le vera sostenibilità da offrire a questi nuovi organizzatori consiste nella disponibilità a seguirli, individualmente, in tutte le fasi dell'evento, perché quello che davvero serve è una ampia e qualificata conoscenza del processo, della normativa, delle strategie di vendita dell'e-commerce, dei comportamenti del pubblico. È comprensibile che un grande player del ticketing non abbia la possibilità di rispondere a questa richiesta di informazioni e competenze, specificità che può essere assolta soltanto dagli operatori più piccoli perché strutturalmente più orientati verso il cliente.

Altro Chiudi
CARICAMENTO...