Anna Letizia
Candelise
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Pubblicato il 09/10/2018

in: Luca Scarlini: Il Caravaggio rubato. Mito e cronaca di un furto

Quando mi laureai in architettura nel 79 dopo tanto faticoso studio, pensai che in un paese ricco di arte com'è l'Italia, avrei trovato lavoro almeno nel campo della conservazione e della protezione dei beni artistici. Ma amaramente dovetti constatare che di me il Paese Italia non aveva affatto bisogno e che le mie competenze [...] dovessi travasarle in altri settori! Ripiega giocoforza nell'insegnamento della Storia dell'arte, per cui ho dedicato ogni sforzo a educare i giovani al rispetto del bene artistico e alla sua difesa. La Mafia purtroppo ci ruba il presente e il futuro è in alcuni casi anche il nostro passato. Le parole di Sciascia e di Proust mi corroborano nella convinzione che un Paese è tanto più civile quanto meglio custodisce le sue memorie, investe nella difesa dei beni storici, assicura un ruolo ai tecnici competenti e assegna i dirigenti dopo attento concorso ai settori strategici senza viziare le selezioni. Ancora c'è da snellire una burocrazia ottocentesca erede della peggiore classe dirigente che rallenta lo sviluppo e crea disagio al buon funzionamento di uno Stato civile. Il furto delle opere d'arte si inserisce e prospera in questa logica, anche la società civile italiana ha le sue colpe, esse risiedono in atteggiamenti menefreghisti, connivenze di partito, assenza di responsabile controllo in chi dirige. Nel mio piccolo, sto reagendo a questo clima operando fattivamente in sinergia con associazioni private coinvolgendo anche i miei studenti in tutte le attività che richiedono partecipazione in prima persona, perché sono certa che la scuola può invertire il corso delle abitudini, aprire orizzonti mai prima immaginati, cominciando dal basso, senza dover aspettare che lo. Stato prenda iniziative che spettano solo a noi. Svegliare le coscienze, conoscere e agire sono i capisaldi di un rinnovamento sociale che spero porti presto i suoi frutti. Perché di mafia si muore anche soltanto rimanendo con le braccia conserte, anche Nell,'immobilismo che dilaga e consuma il nostro futuro.

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Pubblicato il 26/12/2017

in: Cassese ci racconta cos'è la democrazia

ho appena letto la recensione e sono anch'io ottimista cioè penso che l'astensionismo non sia una malattia patologica del sistema democratico. CREDO INOLTRE CHE il modello keynesiano sia ormai obsoleto e si debba andare verso il sistema che premia la realizzazione del programma vincente. Si avrebbe così chiara visione di quale effetto [...] sia stato prodotto da una determinata scelta politica, e si avrebbe così la possibilità di una chiara alternativa nelle successive votazioni. Senza fare un'ammucchiata e una vittoria di tutti e di nessuno, per una sconfitta che si possa spalmare su tutti... Il sistema che ha governato sin qui è stato di questo tipo, forse anche per questo l'astensionismo è aumentato almeno qui in casa nostra.

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Pubblicato il 20/12/2017

in: Da Napoli a Malta e ritorno: il "Davide e Golia" e l'equivoco dell'ultimo quadro

La vita di Michelangelo Merisi non può essere disgiunta dalla sua opera pittorica. Ogni capolavoro di questo artista innovatore parla di lui e in ogni suo capolavoro c'è la sua interpretazione dei fatti. Realtà, nient'altro che realtà, è la sua cifra distintiva, certo anche la sua amara vicenda umana vi è impastata insieme [...] ai pigmenti colorati. Non credo che per Caravaggio si possa distinguere tra vita e opere. Sono tutt'uno, lo dimostra il fatto che in molte opere ( Morte di S. Matteo, Resurrezione di Lazzaro, Martirio di S. Orsola) egli si rappresenta come spettatore vivente e non è un caso!

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