Francesco
Linari

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Appassionato di storia e politica interna ed internazionale, ma anche di letteratura, cinema, sport (con una deleteria infatuazione per l'Inter), con un percorso professionale nel campo delle risorse umane focalizzato principalmente sul diritto del lavoro. Il tutto a metà tra Liguria (da dove viene) e Toscana (dove vive).

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Ultimi commenti

Pubblicato il 30/09/2019

in: L'ago della bilancia

Bah scusi se l'ho male interpretata, ma è lei ad aver parlato di "disastro" sociale e materiale del lungo dopoguerra italiano. Che io non ritengo affatto idilliaco, ma, con tutte le contraddizioni e le tragedie a cui lei fa riferimento, l'inizio di una fase storica che ha portato pace e miglioramenti economici e sociali. In [...] alcuni casi a prezzo molto alto. E, come scrivevo, la tutela americana non presentava certo solo vantaggi. Bisognerebbe anche pensare che sarebbe successo se non ci fosse stata, però. Ad ogni modo, non avendo la sua età io quegli anni non li ho vissuti, ha ragione lei. Dunque se questa è la discriminante lascio la discussione relegata agli over 70, perché tutti gli altri non possono proferire parola. Atteggiamento singolare su una piattaforma "open source".

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Pubblicato il 25/09/2019

in: L'ago della bilancia

Guardi io non ho vissuto né la guerra, né il dopoguerra, però i racconti di chi è stato sotto i bombardamenti e ha subito l'occupazione straniera (di quelli che razziavano, torturavano e uccidevano civili a caso, anche, per intenderci. La Spezia queste cose le ha subite per quasi 2 anni) li ho sempre ascoltati con [...] grande interesse, e la storia e la politica internazionale la conosco abbastanza. Per cui si può dire quel che si vuole, ma, affermare che i decenni successivi alla guerra, pur con tutte le difficoltà (si usciva da una guerra devastante, successiva ad una dittatura ventennale oppressiva), siano da considerare negativamente, mi sembra una cosa fuori dal mondo. Riguardo alle reali alternative di modelli politici esistenti, poi, credo non ci sia nemmeno da discutere. Il mio realismo, contrariamente a quel che dice lei, mi fa trattare la realtà per quel che è. Nessun bisogno di nasconderla (non so da cosa ha avuto questa impressione), ma contestualizzarla è fondamentale. Altrimenti non la si capisce. E non ho mai parlato di democrazia perfetta o di paesi liberi e belli. Parlando della definizione di "potere" di Waltz invece, vedo che lei ne trae un'interpretazione fuorviante. Non "controllare" non significa non avere un'influenza, anche notevole su qualcun altro. È sempre stato così e così sempre sarà, probabilmente. Non è giusto? Può darsi, ma è la storia. Però il mondo è bello perché è vario e fortunatamente abbiamo la libertà di esprimere idee diverse (80 anni fa non l'avevamo), nonostante le imperfezioni dell'informazione, delle lobbies etc. Un saluto a lei e alla sua bellissima città (ha ovviamente visto giusto sulla foto. Luogo impressionante)

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Pubblicato il 22/09/2019

in: L'ago della bilancia

Che gli Usa siano la superpotenza egemone da più di 70 anni non lo scopriamo oggi. Noi siamo potenza regionale, sotto tutela americana naturalmente, e in questo lasso di tempo ne abbiamo goduto vantaggi (e ne abbiamo avuti, eccome, dalla fine della seconda guerra mondiale in poi) e subito svantaggi (ma cerchiamo di non piangerci [...] troppo addosso). Un buon politico, con realismo, in tale scenario sfrutta le opportunità che si presentano e cerca di limitarne le ricadute negative, consapevole dei rapporti di forza e dell'assetto internazionale. A volte lo si è fatto, altre meno. Ma evitiamo la solita storia del padrone americano e della democrazia negata. In politica internazionale nessuno controlla o è padrone di qualcun altro. "Potere" significa avere capacità di influenza su un altro attore maggiore di quanto questi l'abbia su di noi, come insegna Kenneth Waltz. In mezzo a tutte queste influenze e all'interno dell'ordine internazionale vigente l'Italia (e l'Europa) ha la libertà di costruire il suo destino. Se poi volessimo contestare l'ordine internazionale come Brancaleone alle Crociate potremmo certo pur farlo. Naturalmente dovremmo essere consci delle conseguenze.

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Pubblicato il 11/08/2019

in: Il senso di Putin per la democrazia liberale

https://www.corriere.it/esteri/19_agosto_10/russia-sono-5-morti-l-incendio-missili-nucleari-allarme-radiazioni-ricoveri-311494ce-bb47-11e9-9f76-c4a17a124b8d.shtml Cvd. La Russia sempre paese modello...

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