Marco
Morosini

bio

Milanese, Zurighese. Insegno e imparo politiche ambientali e decision making al Politecnico federale di Zurigo. Dal 1992 sono stato a lungo ispiratore e ghostwriter di Beppe Grillo. Adesso sapete con chi potete prendervela. Spiego il passato e il possibile destino del M5S nel libro "SNATURATI - Dalla social-ecologia al populismo - (auto)Biografia non [...] autorizzata del Movimento 5 Stelle" (ottobre 2019, Castelvecchi). marcomorosini.eu/snaturat i.php Ho curato "Futuro sostenibile" del Wuppertal Institut edizioniambiente.it/libri /609/futuro-sostenibile/ e il film relativo youtube.com/watch?v=swG1_pk6Y94 Ho navigato sette mari e scalato otto montagne. Milito per la settimana lavorativa di 20 ore.

Altro Chiudi
BIO

Ultimi commenti

Pubblicato il 05/12/2019

in: Per una riforma del Movimento 5 Stelle

Gentile Signor dionysos41 sono d’accordo con lei su tutto, tranne che su una cosa. La presunta identicità tra ciò che i 5S sono ora e ciò che furono. I primi Amici di Beppe Grillo si aggregarono nei primi anni 2000 perchè condividevano i contenuti ecologici e sociali che io e Grillo propagavamo con spettacoli, [...] trasmissioni, film, articoli. Provi a dare una occhiata al fascicolo "Ecogrillo” che ho confezionato: slideshare.net/morosini1952/ecogrillo-beppe-grillo-per-futuro-sostenibile-settembre-2016 e ai 41 articoli che scrissi per Grillo: slideshare.net/morosini1952/beppe-grillo-41-articoli-19932008 La prima Carta di Firenze del 2009 aveva solo contenuti social-ecologici: slideshare.net/morosini1952/ecogrillo-beppe-grillo-per-futuro-sostenibile-settembre-2016 Dia un’occhiata alle biografie del Professor Fioramonti: lorenzofioramonti.org , dell’ex membro del parlamento europeo Dario Tamburrano: it.wikipedia.org/wiki/Dario_Tamburrano , e del Senatore Gianni Girotto: portavocegirotto.it/chi-sono/ Lo snaturamento di quel movimento degli "Amici di Beppe Grillo” che aveva le radici negli anni ’90 cominciò da quando la centrale lo fece diventare un partito centralizzato, in mano ad autocrati non eletti, impregnato di populismo di destra, dedito alla denigrazione e spesso alla menzogna, aperto volontariamente a fascisti e a peggio. Nel mio libro Snaturati – Dalla social-ecologia al populismo . Le espongo in questo articolo. troverà molte pagine che stigmatizzano proprio le cose che lei denuncia. Ne troverà anche altre che informano dettagliatamente sul perchè il Movimento ante-2009 e una piccola parte del Movimento attuale hanno dei meriti politici ed ecologici che forse Lei non conosce appieno. Cordialmente. Marco Morosini

Altro Chiudi
Pubblicato il 12/03/2019

in: Il M5S, piaccia o no, è l'unica forza politica con una visione di destino

Suggerisco di smontare l'equivoco, trapiantato ormai nel lessico italiano, che "e-voting" voglia dire "democrazia diretta". Lo dico dalla Svizzera, dove, con la democrazia diretta, si vuole vietare l'e-voting ( https://www.glistatigenerali.com/governo_parlamento/caso-salvini-le-votazioni-in-internet-democrazia-diretta/ ) Secondo la visione digitalista, l’uso delle tecnologie digitali allarga la partecipazione civile a “tutti i cittadini”. Ma ciò [...] non è vero. Infatti, il modello politico “tutto digitale” taglia fuori in Italia milioni di persone che non hanno il denaro o la capacità per fare un abile uso di un computer e di internet. Costoro, infatti, non sono in grado di iscriversi al partito, di partecipare alla sua attività e di partecipare alle sue votazioni. Il 5 stelle, quindi, non è un partito di “cittadini”, ma è un partito di user, ovvero di abili utenti dei computer e di internet. È sorprendente che né dentro né fuori dal Movimento nessuno faccia notare la contraddizione tra l’aspirazione universalistica e la realtà di fatto elitaria del partito digitale. L’universalità del diritto di partecipazione politica è abbastanza recente e fu raggiunta solo quando cessarono le discriminazioni che consentivano di votare, per esempio, solo a chi possedeva terreno o un certo reddito, o era di sesso maschile. La limitazione dei diritti politici agli user, quindi, non è un progresso del metodo democratico, ma ne è un regresso. Anche il profilo della popolazione ne è stravolto: gli users sono più uomini che donne, più ricchi che poveri, più istruiti che poco istruiti, più giovani che anziani, più al Nord che al Sud. Nemmeno per accertare il gradimento di un dentifricio un sondaggista userebbe un metodo deformante come questo. Quando per via di voto digitale si prendessero decisioni che valgono per l’intera popolazione ma che favoriscono più gli uomini, i ricchi, gli istruiti, o i giovani, a scapito degli altri, il risultato ne sarebbe falsato a vantaggio di alcuni. A livello mondiale, restringere la partecipazione politica alle persone abili con i computer sarebbe ancora più problematica perché escluderebbe miliardi di cittadini non digitali. In effetti, 5mila anni dopo l’invenzione della scrittura, più di un miliardo di esseri umani sono ancora analfabeti, ancor più sono analfabeti funzionali, e probabilmente più di metà degli umani è analfabeta digitale. Quanto tempo ci vorrà perché si arrivi a “un computer a ogni persona”? Gli analfabeti e i “non digitali” possono votare da secoli alzando la mano (in piccoli consessi, in villaggi, o nelle Landsgemeinden di alcuni cantoni svizzeri). Essi possono anche tracciare una X su un simbolo in una scheda elettorale, possono partecipare a un partito o a un sindacato. Invece sarebbero tagliati fuori da una politica tutta al digitale.

Altro Chiudi

Ultimi post

Tutti i post
CARICAMENTO...