#BolognaNonsiLega: la vecchia signora blindata per Salvini

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8 novembre 2015

«Non concediamo alla Lega quello che qui sono venuti a cercare, ma dimostriamo tutti insieme che Bologna porta avanti i valori della nostra democrazia, attraverso la convivenza civile, la non violenza e il rispetto della nostra Costituzione. Cioè attraverso quei valori per i quali tanti giovani hanno sacrificato la loro vita. E non c’è Salvini che tenga». Lo dice un sindaco, Virginio Merola, di una città, Bologna “la rossa” che, tra uno sgombero e una bagarre in consiglio comunale, sembra aver ormai perso completamente la sua anima, e che si prepara ad accogliere il trio Salvini-Berlusconi-Meloni in “piazza Grande”. E lo dice in occasione della cerimonia a Porta Lame in ricordo della vittoria partigiana del 7 novembre 1944, ma tra i fischi, di quelli che i più chiamano antagonisti ma che spesso hanno solo meno privilegi di chi abita il quartiere Santo Stefano.

 

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Piazza San Francesco (ph Tpo Bologna)

 

“Dobbiamo avere la forza di non opporci con metodi violenti e antidemocratici a chi pensa che la nostra democrazia sia troppo aperta e troppo permissiva”, ha continuato Merola. Sulla stessa linea anche Roberto Romagnoli, presidente dell’Anpi bolognese: “è quello che vogliono – riferendosi alla Lega- I provocatori vogliono che qualcuno perda la pazienza”, e indubbiamente, i collettivi, la pazienza ogni tanto la perdono, e non sempre sono in grado di isolare chi invece la perde di proposito.

Salvini, che arriva in città in un momento in cui lo stesso Merola e il Pd hanno completamente perso il contatto con il tessuto sociale cittadino di studenti e operai, parla de “la più grande manifestazione degli ultimi anni”; gli organizzatori attenderebbero 700 pullman da tutta Italia. Si tenga presente che Piazza Maggiore con l’adiacente Piazza del Nettuno difficilmente può contenere i numeri previsti e sponsorizzati dalla Lega Nord, come ricorda anche il collettivo bolognese Wu Ming da giorni. E la tensione in città sale, con un dispiegamento di un migliaio di agenti delle forze dell’ordine.

 

Bologna-Piazza-Maggiore

 

La contro manifestazione “Mai con Salvini-Bologna non si Lega” dovrebbe essere divisa in quattro cortei organizzati da diverse realtà della sinistra bolognese, quelli che Salvini chiama (da sempre) zecche. Gli appuntamenti sono in piazza XX settembre e sul ponte di via Stalingrado. “Vogliamo che sia un luogo unitario e coordinato, con tanti soggetti e pratiche differenti, e un unico obiettivo: rovesciare la paura contro chi la vuole creare, affermare con forza, determinazione e coraggio”, scrivono sull’invito Facebook dedicato alla giornata. Si parla però di una zona rossa dal raggio di 700 metri da Piazza Maggiore con l’obiettivo di rendere impossibile il contatto tra i manifestanti. Un cordone di Polizia e carabinieri tra via Indipendenza e Augusto Righi dovrebbe impedire ai collettivi di raggiungere la piazza. Musei ed esercizi commerciali resteranno chiusi.

Distensivo l’atteggiamento di Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia, che accusa duramente i contestatori: “Le forze dell’ordine schiereranno a Bologna per la nostra manifestazione circa 500 persone. Per gli antagonisti saranno in 2mila. Duemila poliziotti per quattrocento deficienti che giocano a fare i rivoluzionari, quattrocento deficienti che non hanno un lavoro e non se lo cercano perchè sono figli di papà”.

Nella notte sono stati incendiati alcuni cavi della trasmissione dati per la gestione del traffico ferroviario del capoluogo emiliano. Ritrovate anche scritte anti-razziste: “8/10, sabotare un mondo di razzisti e di frontiere”. “Delinquenti in galera”, il commento a caldo di Matteo Salvini.  Giorgia Meloni chiama in causa Renzi e Alfano chiedendo un intervento sull’accaduto. L’incendio ha causato forti rallentamenti dalle quattro di questa notte. Ferrovie spiega che sono interessate le linee da e per Milano e Verona. Indagano Polfer e Digos.

Intanto Piazza maggiore è blindata. La piazza e gli accessi principali sono presidiati da oltre mille agenti delle forze dell’ordine fin da ieri. Dalle ore 8.30 sono cominciati ad arrivare i primi militanti, sul lato opposto al palco, montato di fronte a Palazzo D’Accursio, Al suo arrivo in Piazza il leader della Lega ha sottolineato che la manifestazione “Non è un ritorno al passato”. Berlusconi, che ha scelto di aderire alla manifestazione, dopo un lungo percorso di mediazione, parlerà dopo Giorgia Meloni, ma prima di Salvini. Tra i punti del breve discorso la politica in tema di immigrazione del governo Renzi e i rapporti con Vladimir Putin, storico alleato del leader di Forza Italia.

 

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Ponte di via Stalingrado, Bologna (ph Hobo)

 

Scontri con cariche da parte delle forze dell’ordine sul ponte di via Stalingrado. Le cariche sono partite quando uno dei cortei che protesta contro la manifestazione della Lega ha tentato di forzare il blocco prima dei viali di circonvallazione. Sul ponte ferroviario si erano ritrovati attivisti, circa 500, appartenenti a collettivi e centri sociali di Crash, Cua, Xm24 e Social Log. Dopo la prima carica che ha respinto sul ponte il corteo, ne è seguita una seconda. Nel frattempo dalla parte opposta sono arrivati altri manifestanti.  Arrestato un manifestante. Ferito un agente. Il corteo si è ricompattato.

Le parole di Salvini dal palco di Piazza Maggiore. “Questa piazza è uno spettacolo, alla faccia del sindaco e dei centri sociali e i protagonisti siete voi”, ha detto il leader della Lega Nord dal palco. “Questa è una città piena di storia che non merita di essere divisa in due tra le persone perbene che sono qui e i centri sociali”, ha aggiunto. “Liberiamoci e ripartiamo”, il titolo dato alla manifestazione del centro destra contro il governo Renzi. Giorgia Meloni propone di organizzarne una anche a Roma.

“Combattendo insieme vinceremo le prossime elezioni, è una giornata fondamentale per il futuro dell’Italia”, dice Berlusconi da Piazza Maggiore, che attacca il Presidente del Consiglio definendolo “un signore mai eletto – che – governa il Paese solo con il voto di un cittadino su sei”. Il leader di Forza Italia viene però fischiato dai presenti.

Renzi rimanda le critiche ai mittenti, ritenendo quanto in corso a Bologna un completo fallimento. Il governo va avanti.

Nel frattempo, tutti i giornalisti sono stati allontanati dal Ponte di via Stalingrado. I cortei raggiungono le vie del centro.

Salvini festeggia gridando ai 100mila presenti, ma Piazza Maggiore con Piazza del Nettuno non può contenere i numeri dichiarati dalla Lega Nord. 

 

 

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In copertina, Via del Pratello #BolognaNonSiLega, foto di Francesca Grana

 

 

 

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CAT: Bologna

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