De Micheli, la lettiana che chiamava Renzi “usurpatore” da oggi è al governo

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31 Ottobre 2014

Era solo il 13 febbraio scorso quando Paola De Micheli, bersanian-lettiana di lotta e di governo, si alzava dal caminetto democrat e sbatteva la porta in faccia al segretario Matteo Renzi. “Sì, non partecipiamo al voto. Siamo sereni”, mise a verbale la pasionaria piacentina uscendo dal Nazareno. Erano i giorni, insomma, in cui l’#enricostaisereno impazzava sui social, e l’ex premier Letta veniva umiliato in pubblica piazza. E la fedele Paola, di lotta ma anche “veltroniamente” di governo, parava ogni colpo e rilanciava l’agenda “impegno Italia” (ricordate?!) dell’allievo di Andreatta. Con la promessa che “i lettiani dicono di no: nessuno entra nella squadra di Matteo Renzi, nessuna collaborazione con l”usurpatore’ di Palazzo Chigi”. Già, l’usurpatore. Parole dure che confinarono in un angolo il drappello della delegazione parlamentare vicina a Enrico Letta.

Per giorni, infatti, i lettiani guidati dalla pasionaria Paola preferirono evitare cronisti e colleghi non frequentando più il Transatlantico di Montecitorio e la buvette. Il silenzio accompagnò l’attività parlamentare di chi come Paola di fatto rappresentava il bersanian-lettismo in Parlamento. Semmai qualche pennellata qua e là per precisare, o “per l’amore della verità che le coperture trovate dal governo di Matteo Renzi sono identiche a quelle indicate da Enrico Letta nel suo impegno Italia”. Ma l’amore della verità culminò con il 40.8% realizzato dal Pd targato Renzi alle europee dello scorso maggio. Da lì in poi anche la pasionaria del lettismo si converte al renzismo trasformandosi, parole sue, “in una donna di partito”. Ecco, un paio di ore fa la “donna di partito” ha giurato come sottosegretario all’Economia nonostante in passato abbia affermato che non sarebbe mai entrata nella squadra di un usurpatore. Povero Enrico, non potrà mai stare sereno….

TAG: enrico letta, Matteo Renzi, paola de micheli
CAT: Parlamento, Partiti e politici

Un commento

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  1. Umberto Cherubini 10 anni fa

    E’ l’effetto “savana”. Il Re Leone dopo aver cacciato i maschi dominanti concorrenti, a poco a poco conquistano il branco. Più del comportamento del branco a me preoccupa quello del Re Leone. E oggi secondo me la notizia è che è stato ancora una volta ignorato Lapo Pistelli. Pistelli ha lo stesso problema di Letta, e cioè di avere lottato e perso con il Re Leone, ai tempi in cui cominciò la scalata da Firenze, e dopo esserne stato assistente all’inizio della carriera. Nonostante fosse la persone più adatta a succedere alla Mogherini (anche perché ne ha coperto l’incompetenza ai tempi dell’ultima guerra nella striscia di Gaza). Questa esclusione, insieme a quella di Letta da una posizione in Europa, è la parte più preoccupante della politica di Renzi. Qui infatti non è questione di circondarsi di donne e bambini perché è moderno. Qui c’è il rancore verso chi ti ha combattuto. C’è l’incapacità di includere la forza del nemico che hai sconfitto, come fanno i cannibali. Purtroppo, a Renzi manca questo spirito cannibale e in questo mostra paura dello spirito dei nemici. E’ un vero peccato, perché questo fa la differenza tra i leader e gli statisti. La differenza è semplice: uno è un capobranco, l’altro un capo di stato. I leoni sono fotogenici e belli da vedere e sentire, ma non ne ricordo di statisti….

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