Germania: chimica, malerba e trattativa per un Governo

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30 Novembre 2017

Sven Giegold è un eurodeputato dei Verdi tedeschi che si è schierato con decisione contro l’impiego del glifosato, un agente chimico coperto fino al 2001 da un brevetto del colosso Monsanto usato nei diserbanti più diffusi in agricoltura, che è imputato di poter essere cancerogeno per l’uomo dall’Organizzazione mondiale della sanità OMS, ma non dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche ECHA. Giegold ha dato vita ad una petizione firmata da oltre 100.000 persone sulla piattaforma change.org contro il rinnovo della concessione della licenza per un altro quinquennio all’uso della potente e controversa sostanza.

Ma lunedì proprio la delegazione tedesca guidata dal ministro dell’agricoltura Christian Schmidt (CSU) ha fatto pendere l’ago della bilancia nella votazione del Comitato d’appello di esame alla misura esecutiva della Commissione Europea, consentendone il rinnovo ancora per cinque anni, fino al 2022. Dal 15 dicembre e per i prossimi cinque anni gli Stati non avranno quindi obbligo di impedire l’impiego del glifosato, anche se potranno interdirlo, pure quando disposto meramente a fini privati, nelle regioni dove esso possa costituire un rischio contro la varietà delle specie. Se la Germania si fosse astenuta non si sarebbe invece raggiunta la maggioranza qualificata necessaria per l’approvazione della proposta avanzata dalla Commissione UE, infatti altri Paesi tra cui l’Italia e la Francia, hanno votato contro.

La decisone del Governo tedesco è perciò giunta come uno schiaffo per Sven Giegold che sulla piattaforma change.org ha indicato come essa contraddica le istanze di più di 4 milioni di cittadini europei rinfocolando di argomenti i populisti anti UE. Col compagno di partito ed anch’egli europarlamentare Martin Häusling, ha lanciato una nuova petizione perché nonostante il via libera in Germania, così come in Francia ed Italia, si impedisca l’impiego del diserbante quantomeno nei campi prima del raccolto, in parchi giardini ed aree di gioco pubbliche, e per usi privati.

Il rinnovo della concessione per il glifosato oltre che costituire potenzialmente un pericolo alla salute pubblica, ha creato anche un delicato caso politico in Germania. Il Ministro Schmidt infatti ha agito in totale contrasto con il parere avverso della collega di governo titolare del dicastro per l’ambiente, la socialdemocratica Barbara Hendricks. Immediate le reazioni delle opposizioni, I Linke hanno chiesto che Schmidt sia rimosso dall’incarico. Non si sono invece spinti così in là i socialdemocratici che però alla vigilia dell’incontro previsto questa sera con il Presidente Steinmeier, la Cancelliera ed il Governatore della Baviera Horst Seehofer per discutere di un possibile rinnovo della grande coalizione, per bocca della capo frazione parlamentare e Ministro del Lavoro Andrea Nahles prima, e del Presidente del partito Martin Schulz poi, hanno parlato di una decisione che ha portato ad una “massiccia perdita di fiducia”. Martin Schulz ha specificato che andrà al colloquio senza propendere per alcuna linea se non la migliore per il Paese e che la SPD è conscia della propria responsabilità politica. La Germania ha bisogno di affidabilità e sicurezza ma anche di cambiamento, riportano le sue parole i media nazionali tedeschi. Sven Giegold e Martin Häusling, di cui anche l’ultima petizione ha già raggiunto oltre 90.000 firmatari, aggiungono che Martin Schulz si sarebbe impegnato ad ottenere un divieto di fatto del glifosato attraverso le trattative per una partecipazione del suo partito al nuovo Gabinetto Merkel.

La Cancelliera infatti ha dichiarato che non vuole nuove elezioni, la popolazione ha votato e non trova adeguato che non si possa dare corpo ad un Governo e chiedere ai cittadini di tornare alle urne, è la sua posizione ripresa dalla stampa tedesca. Con ciò è stata costretta a stigmatizzare pubblicamente la decisione di Schmidt, soggiungendo che si augura che non si ripeteranno episodi del genere in futuro. Di rimuoverlo dalla carica, per quanto debba ancora durare il Governo uscente, non ha però parlato, almeno non in pubblico. Media tedeschi, come la Süddeutche Zeitung, hanno riferito che la mossa di Schmidt sarebbe peraltro stata preparata da tempo. La ARD mercoledì sera ha riportato che almeno Horst Seehofer ne sarebbe stato a conoscenza in anticipo. Anzi dai banchi della CSU si è detto pure che il tema era stato affrontato apertamente durante le trattative per un Governo Giamaica con FDP e Verdi e tutti in realtà avrebbero dovuto aver messo in conto il voto espresso dal Ministro Schmidt.

I commentatori hanno ipotizzato che anche Angela Merkel ne fosse al corrente, non ha mai dimostrato di non avere più in mano la sua squadra, ed alla fine di giugno in un discorso a lobbisti del settore agricolo a Berlino -come riporta il Bayerischer Rundfunk– si era dichiarata apertamente favorevole a consentire il prosieguo dell’impiego del diserbante. In effetti però si potrebbe però immaginare, che quantomeno così come all’ultima seduta del vecchio parlamento prima delle elezioni la SPD aveva sfruttato l’occasione per imporre il voto sul matrimonio per gli omosessuali, adesso CDU/CSU abbiano inteso renderle pan per focaccia. Un’altra lettura potrebbe anche essere più maliziosa: l’Unione dei partiti cristiani può aver voluto sollecitare la SPD a non lasciarla sola in un Governo di minoranza, facendole vedere cosa potrebbe voler dire se avesse mano libera di decidere da sola in ambito europeo.

Le cronache riportano che il Ministro Schmidt abbia difeso la sua decisione ma dopo i rimproveri di Angela Merkel si sia impegnato a decidere su come debba essere impiegato il diserbante in Germania direttamente con la collega Hendricks della SPD. Quest’ultima ha già dichiarato che intende impedire l’uso del glifosato e che il suo dicastero potrebbe applicare la Pflanzenschutzmittelzulassung, che impone un permesso obbligatorio per consentire l’impiego di sostanze chimiche a difesa delle piante, la cui concessione è di competenza dell’Ufficio federale di tutela del consumatore e della sicurezza alimentare e del ministero per l’ambiente, ma non di quello dell’agricoltura occupato da Schmidt.

Si vedrà dopo l’incontro a Schloss Bellvue di stasera se Angela Merkel riuscirà a districarsi dalla situazione in cui l’ha affondata il colpo di mano del Ministro cristiano-sociale e ci sarà un disgelo con la SPD.

 

 

Immagine di copertina petizione su change.org

 

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TAG: angela merkel, Barbara Hendricks, Christian Schmidt, Horst Seehofer, Martin Häusling, Martin Schulz, Sven Giegold
CAT: Agricoltura, Germania

Un commento

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  1. gianmario-nava 3 anni fa

    “Il rinnovo della concessione per il glifosato oltre che costituire potenzialmente un pericolo alla salute pubblica”
    Anche attraversare la strada è pericoloso.
    Il rischio associato al glifosate non è il tema.
    I tema è la paura della “chimica” senza saperne niente.
    4 milioni di persone che hanno paura perchè qualcuno le ha spaventate e non perchè cia si da avere paura sono un bel problema.
    Problema che si ritorcerà contro chi ha aizzato il kraken.
    Prima però l’agricoltura europea sarà fatta a pezzi e il costo dei prodotti agricoli salirà.
    Senza che il rischio associato ai diserbanti alternativi al glifosate e alle tecniche agronomiche che si potevano evitare col glifosate sia stato valutato da nessuno.
    E tantomeno esorcizzato con una bella petitizione.

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