Turismo e siti patrimonio dell’umanità: l’Italia ne conta 50

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30 gennaio 2015

La scorsa settimana è stato lanciato #VeryBello. Non commenterò il portale, le sue fragilità e pecche. Bloggers, giornalisti e digital champions hanno ben evidenziato le sviste, gli errori tecnici e concettuali di questo nuovo progetto digitale rivolto al Turismo e all’Expo. A questo proposito, suggerisco la lettura delle riflessioni di Riccardo Luna  – Digital Champion Italiano – e di Matteo Flora.

Questo articolo prosegue l’analisi del patrimonio e del potenziale turistico italiano rimettendo al centro un’unicità italiana decisamente sottovalutata: l’Italia è il paese con il maggior numero di siti Patrimonio dell’Umanità: 50. Ma partiamo da una premessa sull’UNESCO e sui siti Patrimonio dell’Umanità. L’UNESCO – United Nations Educational Scientific and Cultural Organisation – è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni mediante l’educazione, la scienza e la cultura. L’atto costitutivo dell’UNESCO è stato siglato a Londra nel 1945 e la sua creazione è avvenuta nel 1946. La denominazione ‘Sito Patrimonio dell’Umanità’ identifica le aree registrate nella World Heritage List secondo la Convenzione sul patrimonio dell’Umanità adottata nel 1972. I siti candidati a entrare nella World Heritage List devono essere di eccezionale valore universale e soddisfare almeno uno di dieci criteri tra i quali: (i) ‘rappresentare un capolavoro del genio creativo umano’, (ii) ‘testimoniare un cambiamento considerevole culturale in un dato periodo sia in campo archeologico sia architettonico sia della tecnologia, artistico o paesaggistico’, (iii) ‘apportare una testimonianza unica o eccezionale su una tradizione culturale o della civiltà’ oppure (vii) ‘rappresentare dei fenomeni naturali o atmosfere di una bellezza naturale e di una importanza estetica eccezionale’. Obietto delle nomine e della World Heritage List è incoraggiare i Paesi a tutelare e preservare il proprio patrimonio naturale e culturale. Le nomine non comportano finanziamenti ma attivano una rete internazionale di cooperazione per la tutela del patrimonio attraverso assistenza tecnica e formazione.

Dopo questa premessa torniamo al nostro punto di partenza: l’Italia è il paese con il maggior numero di siti inseriti nella World Heritage List. Si tratta di un potenziale turistico straordinario. A mio avviso il punto cruciale rimane la messa a fuoco di una strategia di valorizzazione e promozione della rete di siti Patrimonio dell’Umanità (50) insieme alla digitalizzazione delle informazioni a loro legate. Si tratta di luoghi unici quanto a valore culturale e naturale e rappresentano una risorsa incredibile per l’Italia anche in termini turistici. In altre parole il fatto di essere il paese con il maggior numero di siti Patrimonio dell’Umanità è un’immagine mancante nella costruzione e rafforzamento della destinazione turistica Italia. Senza contare le occasioni mancate o perse nel non mettere a sistema questo straordinario patrimonio italiano riconosciuto e validato dall’UNESCO.

Dulcis in fundo ecco i 50 siti con relativo anno di iscrizione. Buona lettura:
1979 – Arte Rupestre della Val Camonica
1980 (e 1990) – Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura
1980 – La Chiesa e il convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie e il ‘Cenacolo’ di Leonardo da Vinci
1982 – Centro storico di Firenze
1987 – Venezia e la sua Laguna
1987 – Piazza del Duomo a Pisa
1990 – Centro Storico di San Gimignano
1993 – I Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera
1994 – La città di Vicenza e le ville del Palladio in Veneto
1995 – Centro storico di Siena
1995 – Centro storico di Napoli
1995 – Crespi d’Adda
1995 – Ferrara, città del Rinascimento, e il Delta del Po
1996 – Castel del Monte
1996 – Trulli di Alberobello
1996 – Monumenti paleocristiani di Ravenna
1996 – Centro storico di Pienza
1997 – La Reggia di Caserta del XVIII con il Parco, l’acquedotto Vanvitelli e il Complesso di San Leucio
1997 – Residenze Sabaude
1997 – L’Orto botanico di Padova
1997 – Portovenere, Cinque Terre e Isole (Palmaria, Tino e Tinetto)
1997 – Modena: Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande
1997 – Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata
1997 – Costiera Amalfitana
1997 – Area Archeologica di Agrigento
1997 – La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina
1997 – Villaggio Nuragico di Barumini
1998 – Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula
1998 – Centro Storico di Urbino
1998 – Zona Archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia
1999 – Villa Adriana (Tivoli)
2000 – Isole Eolie
2000 – Assisi, La Basilica di San Francesco e altri siti Francescani
2000 – Città di Verona
2001 – Villa d’Este (Tivoli)
2002 – Le città tardo barocche della Val di Noto (sud-est della Sicilia)
2003 – Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia
2003 – Monte San Giorgio
2004 – Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia
2004 – Val d’Orcia
2005 – Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica
2006 – Genova, le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli
2008 – Mantova e Sabbioneta
2008 – La ferrovia retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina
2009 – Dolomiti
2011 – I longobardi in Italia. Luoghi di potere
2011 – Siti palafitticoli preistorici delle alpi
2013 – Ville medicee
2013 – Monte Etna
2014 – Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato

TAG: patrimonio dell'umanità, turismo, unesco, verybello
CAT: Architettura e urbanistica, Arte, Beni comuni, Beni culturali, Parchi, Turismo

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