Massimo
Crispi

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Come si può ricavare dall'avatar, Massimo Crispi è démodé. Un démodé alla moda, forse, o più probabilmente decide lui la sua moda del momento. Com'è démodé, in un mondo dove "oggi anche il cretino è specializzato", come notava Ennio Flaiano qualche anno fa, interessarsi a molteplici cose e provare a metterle insieme in una narrazione con [...] un senso, dimostrando che forse i punti di vista possono essere più di quanti si immaginino. Cosa c'è di più démodé? In questo suo mondo démodé Massimo Crispi si gode una gran pace, il rumore di fondo certamente c'è ma resta fuori. Scrittore, saggista, giornalista, cantante classico e meno classico, fotografo, giardiniere, cuoco e molte altre amenità che non risparmia a sé stesso né a coloro che ama (e che talvolta lo riamano), adora costruire ponti tra gli incontri che la vita gli pone sulla strada. Ed è un suo vezzo lasciare tracce, per chi voglia approfondire, naturalmente. Dalla Sicilia delle origini a Bologna, Venezia, Milano, Parigi, Barcellona, Firenze e ai mille posti dove hanno posato le sue sacre piante le sue narrazioni sono come le briciole di Pollicino. Chi vuol seguirle, le segua.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 29/04/2022

in: Svezia: se il sogno dei rifugiati diventa incubo

Quest'articolo agghiacciante mostra il lato vampiresco delle cosiddette democrazie nordiche, dove tutto è lindo e pinto, dove l'etica protestante del profitto si è vista anche nella gestione della pandemia. Così, analogamente, il paese che si vanta di personaggi come Greta, la bambina che si prenderebbe cura della salute della Terra, mentre in realtà non ha [...] assolutamente idea dei meccanismi dell'ecologia ma solo una sua idea fissa che le deriva dalla propria condizione autistica, assecondata dalla famiglia e dal marketing che le è sorto intorno, è il paese che dimostra più di altri come tutto sia finto e dove in realtà imperi l’irrazionalità e l’ingiustizia, oltre alla corruzione e alla cecità burocratica. A cui si aggiunge un’estrema destra più pericolosa e violenta che altrove. Questo articolo, più di altri, documentatissimo, dimostra come la Svezia sia un paradiso di cartapesta. E prima o poi prenderà fuoco dall'interno proprio per tutti questi cortocircuiti di ipocrisia, in maniera analoga a ciò che succede negli USA. Grazie agli Stati Generali per aver diffuso questa vicenda.

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Pubblicato il 12/04/2022

in: “Pilly contro Minnie”, la comica crociata del senatore leghista contro la Disney

Anche il Pilly mi sembra un personaggio disneyano, alla fine. Un misto tra Lady Tremaine e la Regina di Cuori, anche se in quanto a goffaggine sembra più Maga Magò. Sono convinto che prima o poi sarà inserito in qualche cartone dei Simpson. Non c'è bisogno neanche di inventarsi una caricatura, va bene così com'è.

Pubblicato il 12/04/2022

in: Fino a che punto siamo servi?

La risposta, caro Ugo, sta nel numero delle basi che "ospitiamo" sul nostro territorio e che ci toccano dopo aver in qualche modo perso la seconda guerra mondiale. Questa è la misura della nostra servitù, ahimè. Noi abbiamo sempre assitito a "operazioni militari" o "di pace" che decollavano da Aviano o Sigonella, buttando ramoscelli di [...] ulivo dal cielo. Perché stavolta dovrebbe essere diverso? Cambiano gli attori ma il copione sembra essere il solito. Ovviamente gli attori recitano il ruolo dei democratici e degli antinazisti, tutti, dall'Alpi alle Piramidi e dal Manzanarre al Reno. E il povero cittadino, sia russo, sia ucraino, sia di sangue misto o di quello che si voglia, crepa. chiudo con il mio beneamato Trilussa Ner mejo che un Sordato annava in guerra er Cavallo je disse chiaramente: Io nun ce vengo! - e lo buttò per terra precipitosamente. No, nun ce vengo - disse - e me ribbello all'omo che t'ha messo l'odio in core e te commanna de scannà un fratello in nome der Signore! Io - dice - so' 'na bestia troppo nobbile p'associamme a l'infamie che fai tu; se vôi la guerra vacce in automobbile, n'ammazzerai de più!

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Pubblicato il 02/04/2022

in: Elogio della preposizione articolata

Approfitto del suo intervento per riportarle alcuni esempi di un noto esponente della letteratura italiana che usa i seguenti errori: “Ai tempi in cui accaddero i fatti che prendiamo a raccontare, quel borgo, già considerabile, era anche un castello, e aveva perciò l’onore d’alloggiare un comandante, e il vantaggio di possedere una stabile guarnigione di soldati [...] spagnoli, che insegnavan la modestia alle fanciulle e alle donne del paese, accarezzavan di tempo in tempo le spalle a qualche marito, a qualche padre;” “giacchè, per questa parte, la storia attesta come riuscisse ad armare contro quel re il duca di Savoia, a cui fece perder più d’una città; come riuscisse a far congiurare il duca di Biron, a cui fece perder la testa; “ “Quindi era, in que’ tempi, portata al massimo punto la tendenza degl’individui a tenersi collegati in classi, a formarne delle nuove, e a procurare ognuno la maggior potenza di quella a cui apparteneva.” “Appena questa parola si fu gettata a traverso di quelle bieche fantasie, i migliori pensieri a cui era avvezza la mente di Renzo, v’entrarono in folla." “Il luogo stesso da dove contemplate que’ vari spettacoli, vi fa spettacolo da ogni parte: il monte di cui passeggiate le falde, vi svolge, al di sopra, d’intorno, le sue cime e le balze, distinte, rilevate, mutabili quasi a ogni passo, aprendosi e contornandosi in gioghi ciò che v’era sembrato prima un sol giogo, e comparendo in vetta ciò che poco innanzi vi si rappresentava sulla costa: e l’ameno, il domestico di quelle falde tempera gradevolmente il selvaggio, e orna vie più il magnifico dell’altre vedute.” “Tutt’e due si volsero a chi ne sapeva più di loro, e da cui aspettavano uno schiarimento, il quale non poteva essere che doloroso:” “Dovete nominarmi la persona da cui avete avuto il mandato: sarà naturalmente persona di riguardo;” Si tratta certamente di un autore minore, senza alcuna importanza e che non conosceva per niente l'uso della lingua italiana corretta. Per di più era lombardo e il suo aver risciacquato i panni in Arno non gli era servito a nulla. Quanti errori nel suo romanzo. Ha proprio ragione, nemmeno Manzoni conosceva l'uso corretto del relativo cui.

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Pubblicato il 29/11/2021

in: Strappare lungo i bordi, il successo di una psicoanalasi generazionale

A dire il vero affrontare la vita dopo l’adolescenza è difficile per tutti, compresi i giovani che possono avere delle famiglie che li supportano. Personalmente, dopo il diploma superiore e anche prima, ho svolto lavori e lavoretti che mi servivano per poi potermi permettere anche di studiare e viaggiare e di avere un minimo di [...] vita indipendente fuori dalla famiglia. Perché anche allora non è che vivere fuori casa costasse poco e bisognava condividere casa e frigorifero con altre persone. Eppure si faceva, senza lamentarsi troppo, si era giovani e si avevano molte energie. Non c’era il tempo per lamentarsi, si andava avanti per trovare la propria strada e ci si aiutava l’un l’altro. Volere tutto e subito è la famosa erba voglio, che non cresce neanche nel giardino del re. Io credo che anche oggi, se volessero, i millennials potrebbero trovare la propria strada. Oggi, poi, sarebbe anche più facile girare il mondo (pandemia a parte) a prezzi irrisori. Una volta costava tutto molto di più e non c’erano le connessioni dappertutto, non c’era l’Unione Europea e nemmeno molte altre cose, neanche la facilità delle comunicazioni in tempo reale col telefono e colla rete. Probabilmente i millennials non sanno qual è la propria strada perché non hanno consapevolezza di sé ed è questo il problema. I mezzi ci sono ma forse sono i contenuti che latitano. Io ho visto un pezzettino del cartone animato ma francamente mi sono annoiato. Boh, preferisco Mafalda.

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