Massimo
Crispi

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Come si può ricavare dall'avatar, Massimo Crispi è démodé. Un démodé alla moda, forse, o più probabilmente decide lui la sua moda del momento. Com'è démodé, in un mondo dove "oggi anche il cretino è specializzato", come notava Ennio Flaiano qualche anno fa, interessarsi a molteplici cose e provare a metterle insieme in una narrazione con [...] un senso, dimostrando che forse i punti di vista possono essere più di quanti si immaginino. Cosa c'è di più démodé? In questo suo mondo démodé Massimo Crispi si gode una gran pace, il rumore di fondo certamente c'è ma resta fuori. Scrittore, saggista, giornalista, cantante classico e meno classico, fotografo, giardiniere, cuoco e molte altre amenità che non risparmia a sé stesso né a coloro che ama (e che talvolta lo riamano), adora costruire ponti tra gli incontri che la vita gli pone sulla strada. Ed è un suo vezzo lasciare tracce, per chi voglia approfondire, naturalmente. Dalla Sicilia delle origini a Bologna, Venezia, Milano, Parigi, Barcellona, Firenze e ai mille posti dove hanno posato le sue sacre piante le sue narrazioni sono come le briciole di Pollicino. Chi vuol seguirle, le segua.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 07/02/2021

in: Vaccini, salute pubblica in cambio di voti per Grillo e Salvini

Tornando però al fatto che molti medici sono addomesticati da poteri non così visibili, e magari pagati per esserlo, è pure lecito pensarlo. Io vengo da un'esperienza lacerante con un cardiologo e una neurologa che stavano massacrando mia madre con farmaci potentissimi. Era arrivata al punto di non riconoscere più nulla del mondo intorno a [...] lei. Dopo aver detto alla neurologa che stava peggiorando lei ha raddoppiato le dosi di quei veleni e noi abbiamo fatto il contrario: li abbiamo diminuiti gradualmente fino a eliminarli. È tornata a poco a poco meglio di prima, senza alcun problema. Tutto questo a 92 anni. Per cui, sì, esistono anche medici assassini. Ciò non toglie che se noi siamo così longevi, oggi, lo dobbiamo anche ai vaccini.

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Pubblicato il 06/02/2021

in: Tutti con Super Mario: i pieni poteri, questa volta, vanno benissimo

Il problema, signora cyrana56, sarà chi votare, a quelle urne. È come se a un concorso di qualsiasi cosa si presentassero tutte persone che con quel concorso nulla hanno a che spartire. Ossia la nostra classe politica al completo. Se si presenteranno sempre le stesse persone o solo qualche variante del virus, per chi si [...] va a votare? Qualche gentildonna e qualche gentiluomo, di tanto in tanto c'è, ma viene immediatamente messo da parte dalle direzioni dei partiti che invece incoraggiano la mediocrità. Senza eccezioni, finora. Votare significherebbe scegliere. Ma che cosa si dovrebbe scegliere? Io sono assai scettico, dopo aver visto il peggio avanzare sempre e comunque. Come diceva Tommaso d'Aquino, l'eliminazione fisica dei tiranni, quando il tiranno nuoce alla comunità, è giustificata. Qui i tiranni sono tanti, milioni di milioni, la stella di Negroni. Che si moltiplicano per partenogenesi. Il problema quindi va risolto alla radice. Finché ci sarà un renzi, un salvini, una meloni, un berlusconi, un mastella, un di maio, un di battista e tante altre mezze calzette, sarà difficile barcamenarsi perché ciò che manca, totalmente, è la qualità.

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Pubblicato il 05/02/2021

in: Tutti con Super Mario: i pieni poteri, questa volta, vanno benissimo

Più che esangue questa classe dirigente credo che sia incapace anche di dirigere il traffico o lo spostamento dei mobili da una stanza all'altra. E credo e spero solamente che si eclissi definitivamente, senza mai più tornare a far i danni che ha prodotto in tutti questi anni. In questa classe dirigente sono, naturalmente, da [...] annoverare i nuovi arrivati, che tra banchi a rotelle e diari del passeggino dall'America Latina, hanno dimostrato che non sono capaci di dirigere neanche le loro passioni. È desolante, il panorama. Ma quello è. Di certo sono curioso di sapere quali saranno i futuri ministri e perché loro.

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Pubblicato il 26/01/2021

in: Giorgia Meloni, stampella della subcultura del patriarcato politico

Infatti, è la contraddizione secondo cui le quote rosa risolverebbero i problemi di un mondo troppo maschile. La qualità la fa il contenuto non il contenitore. Nel caso della sorella d’Italia il contenuto è così oscuro, ma veramente buio, che è più nero dei buchi neri. Il simulacro che lo contiene, peraltro, è nelle sue [...] rappresentazioni su manifesti elettorali, perennemente photoshoppato per cercare di dare una parvenza da fatalona accettabile a chi ama quel genere di donna. Un governo tutto al femminile con personaggi come la sorella d’Italia e tutte le sue sorellastre tipo la pitonessa, la nipotina del duce, la mestizia moratti, la binetti, e tutte le donne e donzelle cavalierate mi fa semplicemente paura se non orrore. Forse anche Lilli Gruber, che opta sempre per le quote rosa indiscriminate, scapperebbe a gambe levate da tale consorteria amazzonica e si rimangerebbe le sue parole. Lisistrata, alla fine, era molto più avanti.

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