Massimo
Crispi

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Come si può ricavare dall'avatar, Massimo Crispi è démodé. Un démodé alla moda, forse, o più probabilmente decide lui la sua moda del momento. Com'è démodé, in un mondo dove "oggi anche il cretino è specializzato", come notava Ennio Flaiano qualche anno fa, interessarsi a molteplici cose e provare a metterle insieme in una narrazione con [...] un senso, dimostrando che forse i punti di vista possono essere più di quanti si immaginino. Cosa c'è di più démodé? In questo suo mondo démodé Massimo Crispi si gode una gran pace, il rumore di fondo certamente c'è ma resta fuori. Scrittore, saggista, giornalista, cantante classico e meno classico, fotografo, giardiniere, cuoco e molte altre amenità che non risparmia a sé stesso né a coloro che ama (e che talvolta lo riamano), adora costruire ponti tra gli incontri che la vita gli pone sulla strada. Ed è un suo vezzo lasciare tracce, per chi voglia approfondire, naturalmente. Dalla Sicilia delle origini a Bologna, Venezia, Milano, Parigi, Barcellona, Firenze e ai mille posti dove hanno posato le sue sacre piante le sue narrazioni sono come le briciole di Pollicino. Chi vuol seguirle, le segua.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 28/10/2020

in: La laicità, la scuola e l'Islam

Lei parla di libertà religiosa da laico in un paese che si è liberato abbastanza dalla religione di stato, nonostante ci sia un'ingerenza continua della Chiesa negli affari di stato, spesso carsici. Ma nell'islam la libertà religiosa non esiste. Il diritto è di Allah e tutto ciò che riguarda il diritto umano o la libertà [...] dell'uomo deve sottostare ad Allah. Non può esistere un islam moderato, perché è in contraddizione. Ciò che sembra moderato per un laico è intollerabile. E per un mussulmano fervente, credente e osservante ciò che a noi sembra normale non lo è per niente, per cui potrà picchiare la moglie, la figlia, la sorella se non ubbidisce alla legge islamica. O uccidere il professore miscredente. Miscredente, secondo l'ottica mussulmana, naturalmente. L'apostasia è un crimine, perché il diritto è di Allah. È la grande contraddizione davanti alla quale ci si viene a trovare in una democrazia. In Occidente le costituzioni prevedono una libertà di religione o l'ateismo, l'islam non può prevederlo. E infatti poi avvengono i massacri in nome di Allah. Ora, mica tutti i mussulmani sono aggressivi e radicali ma difficilmente un mussulmano avrà la lucidità necessaria per condannare quegli atti che a noi fanno solo orrore. In fondo il diritto è sempre di Allah e se si buttano giù dall'ultimo piano due ragazzi omosessuali o si lapida l'adultera o si uccide la figlia che vorrebbe fidanzarsi con un occidentale è una cosa normale per loro.

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Pubblicato il 25/10/2020

in: Come è bella la città di Pulcinella

Quindi però, alla fine, che cosa bisogna fare? Dando per scontato che, come nelle sacrosante parole di Dolci, esiste questa parassitosi, pur essendoci un pericolo enorme che mette in pericolo molte vite e ne distrugge altre con postumi invalidanti che ancora non conosciamo bene, bisogna evitare di considerare il pericolo maggiore per non incappare nel [...] pericolo minore - anche se quali categorie di minore e maggiore si possono qui applicare è ambiguo - ? Comunque ci si muova, con una pandemia, ci sono morti e feriti, i danni ci sono sempre, l’economia retrocede ed è inevitabile. È sempre successo così nella Storia e non vedo perché non possa succedere ancora in un mondo assai più popolato e interconnesso dove, proprio per la grande sovrappopolazione e per l’iperspecializzazione di molte categorie, gli effetti saranno ancor più macroscopici e le masse di poveri, che sopravvivranno e se sopravvivranno, saranno formate anche da coloro che “stavano bene”. E non escludo che potremmo esserci anche noi tra coloro. Chiudere tutto per provare a fermare il contagio per un mese o poco più non è forse meglio che chiudere, poi riaprire, reinvestendo un sacco di soldi ed energie, per poi richiudere e perdere tutto nuovamente e senza più le risorse che sono servite per riaprire una prima volta? Oltre al fatto di essersi contagiati e aver contagiato a propria volta mezzo mondo, anche inconsapevolmente? Siccome la parassitosi mafiosa e politica non si può fermare in pochi mesi di governo ma il virus forse sì, cos’è più utile per tutti? L’impotenza c’è ma fino a un certo punto, forse. Un governatore a muso duro contro mafia e camorra che poi cede le armi che figura fa? E quella splendida battuta su allouin, per cui gli dò centodieci e lode col bacio in fronte del magnifico rettore, non è la verità? Già abbiamo abbastanza minchiate in Italia, dobbiamo pure importare quelle degli altri per vendere a un pubblico assuefatto di americanate zucche finte, ragnatele e maschere horror fatte in Cina, peraltro. Io, in questo caso, sto con De Luca, anche se il personaggio è, per certi versi, grottesco.

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Pubblicato il 23/10/2020

in: Salvini, se ha così voglia di amministrare in Lombardia, si candidi a Milano

Perché lasciarli fare nella complessità farà loro compiere una tale serie di passi falsi che alla fine la gente, amareggiata dal cattivo governo, dai morti tra parenti e amici, dalle difficoltà che una pandemia comporta, probabilmente in buona parte si sveglierà dall'ipnosi. E se non si sveglierà soccomberà all'avanzata spietata del principio di realtà.

Pubblicato il 23/10/2020

in: Salvini, se ha così voglia di amministrare in Lombardia, si candidi a Milano

Tutti sappiamo che il Capitan de' Capitani è un demagogo e che quindi è il pagliaccio che ama esibirsi col suo circo. Dopo una siile figuraccia della gestione lombarda da parte della Lega sarà assai difficile che si candidi perché è un furbastro che cerca sempre di saltare qui e là per varie patologie della [...] sua personalità e anche per i consigli che il suo direttore artistico gli dà. Come tanti altri è un attore, e ha bisogno del suo palcoscenico. Negargli il palcoscenico della piazza, e non accontentandosi della visibilità scarsa che un seggio senatoriale può dare alla sua esuberanza patologica, lui entra in confusione e si agita. Facendo agitare anche tutti coloro che in piazza lo seguono, sentendosi gratificati dal Capitan senza paura che esprime la loro voglia di "libertà". L'unica possibilità per disfarsi di simili personaggi di bassa lega è lasciarli fare in un momento di difficoltà come questo. Il loro modo di essere non è programmato per risolvere le difficoltà, nemmeno per affrontarle, nemmeno per aggirarle. Il loro modo di essere è quello di Lucignolo e Pinocchio, ossia far finta di star sempre nel Paese dei Balocchi. E le orecchie d'asino sono sempre in agguato...

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Pubblicato il 12/07/2020

in: Tragedia italiana in due atti e un epilogo

Caro Ugo, questo non è niente rispetto a quello che ho passato io per il rinnovo della patente dovuto al mio grado di disabilità. Fin dall'inizio per proseguire a tappe grottesche verso la consegna dopo sette mesi. Urlare e fare stragi non sarebbe bastato perché il cancro è molto più profondo e ramificato. E non [...] è la Sicilia ma l'organizzatissima Toscana.

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