Massimo
Crispi

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Come si può ricavare dall'avatar, Massimo Crispi è démodé. Un démodé alla moda, forse, o più probabilmente decide lui la sua moda del momento. Com'è démodé, in un mondo dove "oggi anche il cretino è specializzato", come notava Ennio Flaiano qualche anno fa, interessarsi a molteplici cose e provare a metterle insieme in una narrazione con [...] un senso, dimostrando che forse i punti di vista possono essere più di quanti si immaginino. Cosa c'è di più démodé? In questo suo mondo démodé Massimo Crispi si gode una gran pace, il rumore di fondo certamente c'è ma resta fuori. Scrittore, saggista, giornalista, cantante classico e meno classico, fotografo, giardiniere, cuoco e molte altre amenità che non risparmia a sé stesso né a coloro che ama (e che talvolta lo riamano), adora costruire ponti tra gli incontri che la vita gli pone sulla strada. Ed è un suo vezzo lasciare tracce, per chi voglia approfondire, naturalmente. Dalla Sicilia delle origini a Bologna, Venezia, Milano, Parigi, Barcellona, Firenze e ai mille posti dove hanno posato le sue sacre piante le sue narrazioni sono come le briciole di Pollicino. Chi vuol seguirle, le segua.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 19/05/2019

in: Bon Voyage - 01

Anche fb può essere una bottiglia attraverso la quale far giungere la mappa di un tesoro. Naturalmente la mappa dovrebbe essere autentica. E forse anche il tesoro.

Pubblicato il 14/05/2019

in: Eni For 2018 - Descalzi: “Nel 2040 saremo 9 miliardi, serve energia pulita”

Quello che io mi chiedo è: se siamo 7,7 miliardi oggi e nel 204 saremo 9 miliardi, i consumi aumenteranno ulteriormente. Consumi di tutto, soprattutto l'alimentazione, esigenza primaria per la sopravvivenza, prima ancora degli spostamenti. La matematica ci dice che se le risorse annuali a disposizione del pianeta sono già consumate ogni anno prima della [...] metà dell'anno corrente, non potrà che peggiorare. Non comprendo, quindi, questa illusione di voler ridurre i consumi e allo stesso tempo garantire un migliore sviluppo economico. Nello specifico, in cosa si migliorerebbe? Ossia, come sarebbe scandita la vita di 9 miliardi di individui nel mondo? Che lavoro faranno, che cosa mangeranno, che cosa produrranno, e come lo produrranno? Se produrranno continueranno ad aumentare oppure no? In cosa consiste il progetto di sostenibilità? È una cosa che continua ad essermi oscura perché non riesco mai a trovare tutti i dettagli di questa supposta sostenibilità. Trovo sempre l'esposizione, sempre senza dettagli, di una piccola parte del problema, ma mai una visione globale in tutte le sue variabili sfaccettature. In questo modo io, e chissà quanti altri, non riesco a farmi realmente un'idea.

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Pubblicato il 03/05/2019

in: Le Allegre Pagliacciate di Regime

Si potrebbe inondare il web di sciocchezze ancora più grosse di quelle che si scambiano i duo di coppe mettendoci le loro facce e scrivendo che Di Maio ha mangiato un bambino veronese cotto nella pommarola e che Salvini ne ha spalmato uno negro caramellato su una polenta taragna e poi lo ha divorato in [...] un sol boccone per non essere da meno o che entrambi si disputano le loro madonne, come se fossero calciatori di squadre avversarie, uno quella di Castelpetroso e l'altro quella di Caravaggio (perché la Giannetta Varoli ci vedeva meglio di Fabiana Cicchino e Serafina Valentino) mettendo le madonne del Nord contro quelle del Sud, magari facendole piangere, che ha sempre presa sul pubblico italiano, affamato di miracoli. Si potrebbe umiliarli ancora di più con falsi profili e con falsi (ma falsi quanto, alla fine, visto che la realtà supera la fantasia?) post che mettessero in evidenza la loro assurdità, ma è estremamente difficile fare la parodia della parodia. Infatti gli attori professionisti sono in serie difficoltà, perché non fanno altro che ripetere le assurdità che escono dalle bocche o dalle dita di coloro, senza inventare alcuna parodia. Io direi che, coalizzandosi tra pochi esseri pensanti, si potrebbero annientare le loro campagne elettorali via social utilizzando proprio le loro armi, prima tra tutte la banalità. Poco importa che non ci sia una minoranza apparente, tanto non ci sarebbe lo stesso. Almeno si mostrerebbe quanto siano ridicoli, o ci si potrebbe tentare.

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