Massimo
Crispi

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Come si può ricavare dall'avatar, Massimo Crispi è démodé. Un démodé alla moda, forse, o più probabilmente decide lui la sua moda del momento. Com'è démodé, in un mondo dove "oggi anche il cretino è specializzato", come notava Ennio Flaiano qualche anno fa, interessarsi a molteplici cose e provare a metterle insieme in una narrazione con [...] un senso, dimostrando che forse i punti di vista possono essere più di quanti si immaginino. Cosa c'è di più démodé? In questo suo mondo démodé Massimo Crispi si gode una gran pace, il rumore di fondo certamente c'è ma resta fuori. Scrittore, saggista, giornalista, cantante classico e meno classico, fotografo, giardiniere, cuoco e molte altre amenità che non risparmia a sé stesso né a coloro che ama (e che talvolta lo riamano), adora costruire ponti tra gli incontri che la vita gli pone sulla strada. Ed è un suo vezzo lasciare tracce, per chi voglia approfondire, naturalmente. Dalla Sicilia delle origini a Bologna, Venezia, Milano, Parigi, Barcellona, Firenze e ai mille posti dove hanno posato le sue sacre piante le sue narrazioni sono come le briciole di Pollicino. Chi vuol seguirle, le segua.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 12/07/2020

in: Tragedia italiana in due atti e un epilogo

Caro Ugo, questo non è niente rispetto a quello che ho passato io per il rinnovo della patente dovuto al mio grado di disabilità. Fin dall'inizio per proseguire a tappe grottesche verso la consegna dopo sette mesi. Urlare e fare stragi non sarebbe bastato perché il cancro è molto più profondo e ramificato. E non [...] è la Sicilia ma l'organizzatissima Toscana.

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Pubblicato il 14/06/2020

in: Immunità di gregge

AHAHAHA sono innamorato dei pensieri miei...

Pubblicato il 14/06/2020

in: Modiano: “Se l’epidemia fosse partita a Napoli avremmo voluto l’esercito sul Po”

Grazie per questa intervista lucida e per aver messo in evidenza un atteggiamento sano che forse potrebbe realmente mostrare una strada. Difficile, lo so, anche perché alla fine la pandemia è ancora troppo breve per poter veramente prendere coscienza della catastrofe economica. Una guerra di cinque anni, settantacinque anni fa, avrà di certo fatto capire [...] meglio agli italiani e ai milanesi cosa era successo. Due mesi di clausura e poi si torna all'apericena invece sembra che si sia stati solamente in vacanza. Questo, naturalmente, per chi non ci ha perso parenti e amici. Chi ha subito perdite avrà di certo riflettuto diversamente. Ma è difficile capire quanti avranno recepito l'avvertimento. Mi viene in mente "Prova d'orchestra" di Fellini, quando la boccia distruttrice manda le vibrazioni d'avvertimento e i musici non ci fanno caso più di tanto. Poi arriva a destinazione e distrugge ogni cosa. Ma ci vuole lo choc. Secondo me la pandemia non ha ancora choccato a sufficienza e quindi il ritorno alla "normalità" come se nulla fosse è la chiave di lettura più semplicistica e più facile per tener buona la gente. Finché il principio di realtà non avrà la meglio.

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Pubblicato il 13/06/2020

in: Da imbruttiti a piangina: cosa vi è successo, milanesi?

@dopo54 Ma la Lombardia contiene Milano e la Regione Lombardia ha sede a Milano. Quindi tutto si muove da lì. È inevitabile che la regione sia un riflesso della più grande metropoli del Nord. Così com'è anche inevitabile che, proprio per una ragione identitaria storica assai remota nel tempo, le varie città lombarde, piccole e [...] grandi, siano in realtà dei grossi villaggi, coi pregi e difetti dei villaggi, provinciali e autoreferenti. Anche Milano è diventata provinciale in mano alle destre, perché le destre, ovunque, sono provinciali. E sono provinciali perché si richiudono in sé stesse, dovendo trovare delle ragioni d'identità nella loro chiusura, incapaci di guardare oltre l'orizzonte della valle alpina. Milano, oggi, è falsamente cosmopolita. È un luogo dove vanno e vengono milioni di persone ogni giorno per poi tornare al paesello alla sera. È un contenitore. Il centro del contenitore è quasi vuoto, come diverse città ormai in Italia, le parti periferiche sono più affollate. Ciò che caratterizza una città è il contenuto. Il contenuto attuale di Milano è in buona parte assai imbarazzante. Accade quando di una città si fa una vetrina di cose ostentate ma non autentiche.

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