La musica bisestile. Giorno 319. BAP

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11 febbraio 2019

Il Bruce Springsteen di Colonia si presenta con il suo primo grande disco di passioni ed angoscia, quasi incomprensibile nel suo dialetto stretto locale

FÜR USSZESCHNIGGE!

 

Köln (Colonia) è un posto molto particolare. È una grande città, la cui parte antica non è bella, ma cupa ed imponente, e fa pesare i duemila anni di storia, dall’Impero Romano ad oggi, in cui ha rivestito una grande importanza militare, commerciale e poi industriale. Si trova in pianura, sul Reno, e quindi non è una città arroccata, in teoria. In pratica è un’isola, in cui si parla una lingua, il kölnsch, che assomiglia al tedesco solo vagamente, ma che si parla solo lì, e che ti costringe, se vuoi fare affari in quella città, a capirla, o ad essere per sempre forestiero. Il culmine della vita culturale della città è il suo Carnevale, che ha più di mille anni di storia documentata e blocca la vita della città per quasi un mese.

“Für usszeschnigge!”, 1981

Un mese in cui la gente non tanto (e non solo) si ubriaca di birra, ma partecipa a manifestazioni di teatro popolare, il cui tema è il doppio senso sessuale, lo sfottò dei politici, l’esibirsi in maschera facendo cose che un adulto non farebbe mai, eleggendo la volgarità a bene positivo, sostenuta (appunto) dagli eccessi alcoolici. Wolfgang Niedecken e la sua band, i BAP, vengono da lì, e cantano Köln e l’essere parte della sua cultura – ma non la parte negativa, quanto l’essere diversi, popolari, scanzonati, il meno ipocriti possibile, ed allora ecco che il romanetto che in me percepisce un minimo di fratellanza, di comprensione, perché ogni città “speciale” ha in sé lo steso germe, che ti costringe a scendere in basso per trovare l’humus nel quale ti riconosci e ti senti, finalmente, di appartenere a quella città ed alla sua gente, alla loro cultura e subcultura, come fosse la tua famiglia.

Così, vi dico, i BAP sono i Venditti di Germania. La loro canzone più famosa, “Verdamp lang her” (così maledettamente tanto tempo fa) è una ripresa, molto profonda, di “Compagni di scuola” di Antonello: Wolfgang ricorda un amico morto, che lo aveva tradito, e lui che si accorge che quei legami erano fittizi, falsi, ipocriti, perché la vita è falsa ed ipocrita, e purtuttavia erano forti come lacci di cuoio infuocato. Ecco perché quella canzone l’ama tutta la Germania. Tutto questo, che è il loro terzo album e si chiama “da ritagliare”, è una trattazione dell’adolescenza, della delusione della maturità, della rabbia e dell’amicizia come ultime ciambelle di salvataggio in un oceano burrascoso e cattivo, in cui è impossibile capire la natura di colui che hai di fronte, se non lo conosci da prima. Nello stesso disco ci sono un rock’n’roll sui tipi strani che lavano i vestiti non a casa, ma insieme, in un negozio apposito, e dopo un po’ si conoscono, e sono tutti matti.

E poi c’è la ballata su Jupp, che è un vero capolavoro. Jupp vive alla stazione ed è ubriaco già alla mattina, e tiene banco, si racconta come un eroe che ha scalato l’Himalaya con due Yeti, ha attraversato i deserti, ha nuotato i mari, ha fatto tutto, e tutto sempre in modo straordinario, conoscendo persone straordinarie, riuscendo in imprese irripetibili, amando donne stupende, sconfiggendo a duello draghi e assassini, battendo i cavalli nella corsa… Jupp, che ha un’opinione profonda su qualunque argomento, che ha sempre una citazione ed un sorriso pronti… ma non parla di Stalingrado, non riesce. Perché lui vive da 40 anni alla stazione, dopo essere tornato a piedi da Stalingrado, ma di quello che ha visto e vissuto non può parlare, se chiedi si blocca e piange. Con gli anni Wolfgang è divenuto un pittore affermato, e con la musica lavora sempre meno, ma partecipa lo stesso, in prima persona, al Carnevale: “Io sono nato qui e vivo qui. Se non ti piace, cazzi tuoi. Se mi giudichi, fottiti”. Con un sorriso, senza nessuna animosità. “Di politica non parlo”, ma non è vero.

Ho incluso per voi, anche se viene da un altro disco, “Kristalnaach” (La Notte dei Cristalli). Parla del pogrom ordinato da Goebbels nella notte tra il 9 ed il 10 novembre 1938, quando vennero bruciate 1400 sinagoghe, bruciati libri, sventrati cimiteri, distrutti negozi, ammazzata povera gente per strada. Wolfgang canta che lui si sveglia, di notte, di soprassalto, perché quelli che fecero quell’orrore sono ancora qui, ci guardano in silenzio, ed aspettano il momento giusto per attaccare ancora. Per coloro che non amano la cultura tedesca, ripeto, per l’ennesima volta, che state perdendo qualcosa di appassionato, sentimentale, poetico, ed estremamente profondo. Come i BAP.

 

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CAT: Musica

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