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Romano, 59 anni, per decenni giornalista d'inchiesta in Svizzera, Italia, Liechtenstein ed in Germania (Avvenimenti, WochenZeitung, Facts, Radio FREI, L. Vaterland), dal 2004 direttore di IBI World e consulente internazionale. Da qualche tempo si è ritirato in un paesino appenninico in Toscana.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 05/06/2021

in: Il rock omeopatico dell'Eurofestival

Tanta gente che straparla sui Måneskin e, secondo me, nemmeno li ascolta. La mia opinione: è la prima volta, in 70 anni, che l'Italia ha una vera rock-band di valore internazionale. Quattro ragazzi che, sul palco, sono dinamite pura (senza far vedere i testicoli o le tette) perché hanno un'energia fenomenale e qualcuno che li [...] ha aiutati nel costruire un look molto vicino al rock scandinavo degli anni 90, Hellacopters in testa. Bravi, stupendi. Dal punto di vista musicale li trovo unici. La prova è che, se suonano unplugged, sembrano i Led Zeppelin, ed hanno un modo simile di costruire brani sull'ampiezza (non grandissima) della voce del cantante, il cui fulcro è il Danelectro della bassista italo-danese, su cui è fondata la linea melodica - come nei migliori brani dei Who. Ed i testi sono spesso brillanti. Per questo vi dico: i Måneskin non sono soltanto la migliore band rock italiana di oggi ma è un passo oltre ad Ivan Graziani. Il resto è folk, in Italia, a volte più noioso (Ligabue e Litfiba), a volte più simpatico (Ivan Cattaneo). Ma paragonare i Queen a David Bowie è già, per me, pericolosissimo. Sono in completo disaccordo. In Italia, oggi, l'eccellenza genera odio.

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