L’incoronazione dei nuovi re di Italia, Ferragni e Fedez

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21 Ottobre 2020

Sono i nuovi re di Italia, arricchiti dalle agenzie pubblicitarie e dagli inseguitori online, e infine incoronati dal Presidente del Consiglio con una telefonata che di riservato non ha mai avuto nulla.

I nuovi re di Italia sono proprio loro, Chiara Ferragni e suo marito Federico Leonardo Lucia, noto al grande pubblico come Fedez. Il principino è il loro primogenito Leone, nome divenuto improvvisamente tra i nomi più comuni degli anni ‘10 del nuovo millennio e forse anche degli anni ‘20. L’Italia si è liberata della monarchia nel 1946, ma non dello spirito monarchico (lasciamo da parte quello fascista, mai superato). Il popolo italiano aveva evidentemente bisogno di nuovi monarchi, che sedessero sul trono delle buone maniere, che indicassero come comportarsi, in che modo vestire e crescere i figli, che ci fornissero gli scatti di famiglia da osservare con invidia e idolatria.

Bisogna riconoscere alla Ferragni le sue straordinarie capacità di imprenditrice. Lei vende se stessa, la sua famiglia, suo marito e anche la sua novella gravidanza, mostrandoli come ritratti di famiglia, ma altro non sono che prodotti commerciali, il cui consumo non si ottiene tramite l’acquisto, ma semplicemente tramite l’impalpabile influenza che questi hanno sulla società e sulla politica. I suoi prodotti non si possono comprare, ma seguendo le sue pagine, le sue promozioni, le sue sfilate, diveniamo consumatori della sua stessa immagine. Le loro immagini sono potenti in quanto muovono soldi, muovono la società e sono divenute inattaccabili.

Durante questa lunga pandemia, un dato certo è che i ricchi sono diventati più ricchi, mentre tutti gli altri, la maggioranza, sono sempre più poveri. Tuttavia, tale dato non è privo di conseguenze, non solo dal punto di vista prettamente economico. Chi si è arricchito non ha semplicemente riempito ulteriormente le proprie tasche, ma ha acquisito peso politico, potere di influenza internazionale, capacità di influenzare le politiche interne.

Domenica scorsa, è stata proprio la giornalista Milena Gabbanelli, presentando la sua inchiesta settimanale al Corriere della Sera, a fornire i dati della disuguaglianza che avanza. Dal 18 marzo al 15 settembre , negli Stati Uniti – scrive Gabbanelli – la ricchezza di 643 persone è cresciuta complessivamente di 845 miliardi di dollari. Contemporaneamente, 50 milioni di lavoratori hanno perso il lavoro e hanno chiesto sussidi statali. D’altronde, questi dati non ci stupiscono, confermano una tendenza già radicata, che dagli anni ‘70 in poi è stata incontrovertibile.

Ma cosa comporta tale disuguaglianza? Come fa notare la giornalista Gabbanelli, questi ricchi personaggi non solo sono scarsamente tassati e riescono ad eludere le tasse, ma tramite le loro fondazioni filantropiche stanno privatizzando ulteriormente le politiche di welfare. Il caso più noto è quello di Bill Gates, che risulta essere il maggiore contribuente dell’Oms e questo fa di lui anche un decisore sotterraneo ma molto influente della politiche sanitarie globali.

Alla luce di quanto importanti siano le politiche sanitarie in tempi di pandemia, ogni operazione di beneficienza, promossa da personalità famose e ricche, non è priva di un secondo fine economico e politico. Nemmeno quella promossa dalla coppia Ferragni-Fedez. Peraltro i proventi, sebbene utilizzati per costruire un reparto aggiuntivo di terapia intensiva all’Ospedale San Raffaele di Milano, sono stati raccolti tramite il sito Gofundme, che tratteneva un 10% di commissione per effettuare la transazione. Sono stati raccolti 4 milioni e mezzo di fondi e il 10% è arrivato nelle tasche di questa piattaforma. La cifra, che può sembrare enorme, non è minimamente paragonabile a quello che serve per mantenere una terapia intensiva. Ogni malato costa migliaia di euro al giorno. Ecco perché servono soldi al sistema sanitario e serve una tassazione più equa. Non abbiamo bisogno di benefattori, ma di regimi fiscali efficaci e di una politica sanitaria pubblica, che non basi i suoi introiti su opere di beneficienza estemporanee, finalizzate esclusivamente a raccogliere l’attenzione del pubblico e ad ottenere maggiore visibilità, fonte inestimabile di denaro e potere.

L’impero della Ferragni è così costruito. La sua intoccabilità la si deve alle sue eccellenti capacità imprenditoriali e l’incoronazione telefonica del Presidente del Consiglio, che invita la coppia a promuovere l’uso della mascherina, è l’ultimo tassello di un quadro che possiamo intitolare ‘Privatizzazione del mondo’. Comprendere questi meccanismi non è spesso facile e, pure quando introiettati, contrastarli diviene impresa eroica. Tuttavia, bisogna conoscerli per averne quantomeno consapevolezza e tentare di leggere una storia diversa da quella che l’intoccabile famiglia Ferragni-Fedez contribuisce a scrivere ogni giorno e per gli anni a venire.

TAG: beneficienza, Chiara Ferragni, coronavirus, diseguaglianze, Fedez
CAT: società

3 Commenti

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  1. lina-arena 1 mese fa

    Il caso FERRAGNI-FETEZ e non FEDEZ , mi intriga perchè è la prova evidente e sfacciata della modestia culturale del mondo della pubblicità. Questa donna, giovane e carina, è figlia della cultura del Tik Tok e dei selfie che manda in giro su Instagram e su FB. Il mondo banale dei giovani subisce l’influenza di questi soggetti e si emoziona e li imita sperando di avere ingresso nel mondo del facile guadagno. Le creme Oreal ed il resto hanno fatto di questi due soggetti l’esempio ottimale per i produttori di fariciture dei volti e imbalsamatori dei cervelli. Quando assistiamo ad un’Italia di bulli e di idioti che affollano le nostre strade non dobbiamo sorprenderci. Sono i soggetti passivi della influencer di turno che li vuole proni e servili al suo sorriso sciocco. Io ho seguito attentamente l’intervista e posso concludere chiedendo le dimissioni del dirigente RAI che ha conssntito q

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  2. lina-arena 1 mese fa

    Il caso FERRAGNI-FETEZ e non FEDEZ , mi intriga perchè è la prova evidente e sfacciata della modestia culturale del mondo della pubblicità. Questa donna, giovane e carina, è figlia della cultura del Tik Tok e dei selfie che manda in giro su Instagram e su FB. Il mondo banale dei giovani subisce l’influenza di questi soggetti e si emoziona e li imita sperando di avere ingresso nel mondo del facile guadagno. Le creme Oreal ed il resto hanno fatto di questi due soggetti l’esempio ottimale per i produttori di fariciture dei volti e imbalsamatori dei cervelli. Quando assistiamo ad un’Italia di bulli e di idioti che affollano le nostre strade non dobbiamo sorprenderci. Sono i soggetti passivi della influencer di turno che li vuole proni e servili al suo sorriso sciocco. Io ho seguito attentamente l’intervista e posso concludere chiedendo le dimissioni del dirigente RAI che ha conssntito q

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  3. lina-arena 1 mese fa

    Si dovrebbero dimettere FOA ed il dirigente di RAI 2 e la povera Simona Ventura assegnata a trasmissioni del tipo UOMINI E DONNE dove la cretineria è la base della trasmissione. Naturalmente il mondo della carta stampata , e credo con la sola vostra eccezione, plaude a quel tipo di trasmissioni perchè gli idioti procurano guadagni ai padroni del vapore.

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