Aldo
Ferrara

bio

Dal 1983 Professore di ruolo presso l'Università di Milano e dal 1986 Professore di ruolo di Malattie respiratorie presso l'Università degli Studi di Siena. Ha lavorato alla Tufts University di Boston e al Karolinska Institutet, sezione di Huddinge.È autore di 262 pubblicazioni, 2 Trattati e 20 monografie. Editorialista radiofonico e su carta stampata, è [...] Executive Manager dello European Research Group on Automotive Medicine (ERGAM). Ha curato la rubrica settimanale di medicina "Punto Doc" (Sky 518). È revisore dei Progetti PRIN Cineca. Editor del Volume " Fisiologia Clinica alla guida", Piccin Ed., marzo 2015

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Ultimi commenti

Pubblicato il 09/11/2022

in: meloniani oppure no

Caro Ferrarini, scrivo da lontano oltreoceano ma ho seguito con interesse, oltre ai suoi interessanti commenti, anche altri che giungono dal popolo "largo" della sinistra. Appare uno spaccato interessante di chi resta su antiche e cocciute posizioni oltranziste e chi invece vede una soluzione di continuità con il passato. Tempo addietro, mentre ascoltavo la meloni [...] ma non vedevo la tv, percepivo quell'entusiasmo da Pasionaria, da Dolores ibàrruri che nella sinistra è ridotto a mera formulazione di schemi stantii o della cosidetta "narrazione" alla Vendola che scimmiotta il tono deamicisiano. La Meloni non è una fuoriclasse, non ha la stazza culturale per esserlo, non è molto colta politicamente, ma è identitaria, rappresenta un'idea, giusta o soprattutto sbagliata, ma la rappresenta con le movenze del corpo, con i muscoli, con il viso. Tutto le si potrà dire ma non che menta. Non mi viene in mente nessuna donna di sinistra che le possa somigliare. La "mia" sinistra non c'è più, va sostituita con un largo movimento di Civismo attivo, scevro da lusinghe populiste tipo Lega o 5S. Appare lontano il momento in cui ci riconosceremo in un " qualcosa" di popolare, identitario, comunitario. Nel frattempo godiamoci " la narrazione" degli omologati.

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Pubblicato il 10/09/2022

in: Urlatori e genuflessi: il giornalismo sportivo di oggi

Caro Dr. Riccio lei ci riporta con sagacia ed un pizzico di rimpianto alle voci che ci consegnavano la realtà in movimento, almeno fino a quando non è arrivata la TV. Ma il primo impareggiabile fu un palermitano Niccolò Carosio, impenitente consumatore di whisky e con un'inesauribile passione per le metafore. Inventò il "tiro telefonato" [...] oggi lo chiameremmo assist, Kurt Hamrin ala destra della Fiorentina era la "gazzella ribelle", Losi della Roma era " quadricipite d'acciaio" etc. Da lui venimmo a conoscenza degli 11 figli di Garrincha, ala sinistra do Brasil. Certo, mi dirà andiamo nel lontano passato anni cinquanta ma era l'epoca della prima rivoluzione lessico-mediatica. E poi c'era Mario Poltronieri che riassumeva per ogni driver di F1 i suoi connotati umani e professionali. Oggi sanno invece solo urlare pensando di imitare i brasiliani ma è invito più che giustificato a spegnere il teleschermo, Grazie per questa Sua pennellata azzurra di grigio ricordo. A.F.

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Pubblicato il 01/07/2022

in: Astensionismo e civismo all’appuntamento elettorale

Ottima interpretazione dei dati elettorali recenti. L'articolo punta su un convitato di pietra di cui nessuno ha ancora la forza pragmatica, politica e concettuale per intervenire. È il modello politico più semplice che parte da una lista civica, concepito e formato da un raggruppamento spontaneo di cittadini, comitati di quartiere o associazioni su base localistica. [...] Trova spunti per un’aggregazione politica, talora transitoria, talora permanente. Il Governo Civico nasce dalla crisi dei partiti di massa o dalla loro dissoluzione, dalla transitorietà delle Liste Monocromatiche o Monotematiche, Serve un ragionamento atipico, e forse visionario, come quello del localismo globale, g-local individuato da Piero Bassetti che possa servire come trigger per uscire da una impasse che ci sta rendendo asfittici nella proposizione politica, nella ricerca di nuove fonti economiche di sussistenza e nuovi trend del futuro in cui ormai anche la smart city, lo smart country sembrano categorie superate. Abbiamo il coraggio di aprire un nuovo sviluppo sull’Europa, sul Continente Euro-asiatico fuori dagli schemi? Personalmente ho ipotizzato e poi strutturato il concetto di sintesi e sinergia tra modello g-local alla Bassetti e sviluppo del Federalismo Europeo secondo il manifesto di Spinelli ma tessuto su base federativa Regionale, alla maniera dei Lander. Per semplificare ( poi lo si leggerà nel volume " NEXT UE" in press) dall'Europa a 27 Stati ( ingessati, confusi, contradditori) all'Europa a 40 velocità regionali in cui si valorizza anche la tensione indipendentista di numerose Aree Regionali Europee ( Scozia, Irlanda, Cataluna, Sardegna, etc). Semplifica uno slogan "dall'indipendenza all'interdipendenza", questa di natura economica che dovrebbe strutturate l'economia di Regioni affini per risorse e mercati. Teoria affatto "visionaria" ma degna di suscitare almeno un dibattito.

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