Europa, 2019

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9 gennaio 2019

Leggo che un manager di una società di charter, Antonio Scotto di Perta, ha pensato di organizzare una regata, da Procida, per andare a prelevare i poveracci tenuti in ostaggio dall’ignavia dei governanti europei, dal razzismo leghista e dalla coglioneria autolesionista dei grillini.
Una operazione umanitaria piena di charme e di styling.
Roba da prima pagina.
Una decina di elegantissimi cutter procedenti di bolina (vele arcobaleno sull’azzurro del mediterraneo…) in soccorso di potenziali, utilissimi, raccoglitori di pomodoro, vale la regia di Ron Howard con Di Caprio nella parte dello skipper, Maryl Streep nel ruolo della mamma proccupata e Robert De Niro in quello del vecchio lupo di mare prodigo di rampogne ma anche di benevoli consigli.
Un filmone. Se poi la musica la scrive John Williams, non vi dico la commozione…
Beninteso se ne potrebbe anche trarre un film comico.
Con Sacha Baron Cohen nella doppia parte di uno scafista libico che aveva investito sul naufragio, il recupero dei naufraghi e la loro vendita come schiavi in Nord Africa e dello statista italiano Matteo Salvezza che fa il macho davanti alle telecamere ma si strugge d’amore per il migrante senegalese palestrato che gli ha scombussolato la libido e che però gli mette le corna con il suo collega di governo Giggino Timaio, interpretato da Ben Stiller. Jack Black, con una parrucca bianca, sarebbe un Grillo indimenticabile che alla fine riesce a fottere tutti e a fuggire col senegalese sul suo yacht, inseguito dall’amante di prima, Alejandro Difascista, col manganello di fuori.
Qualcuno già parla di nobel per la pace.
Io parlerei piuttosto di oscar alla regia.
Intendiamoci, non voglio fare lo spiritoso sulle disgrazie altrui.
Non è che non mi immedesimi. Anzi, mi immedesimo tantissimo.
E’ solo che, per ragioni di classe, posso immedesimarmi solo con uno dei migranti morti di fame e con le pezze al culo.
Mi è impossibile identificarmi con uno “skipper manager”, con un vicepresidente del consiglio, con un comico milionario, con un bamboccio semiebete che ha vinto la lotteria parlamentare, con un alto dirigente dell’Unione Europea o con monsieur le President.
Me lo immagino lì, quel mio alter ego, sul ponte di una delle due navi, sotto una coperta, la figlia con la febbre, mentre uno scimunito figlio di papà “gli concede” di far sbarcare “solo le donne e i bambini”.
E tutto il resto mi fa ridere.
Perciò provo a fare dello spirito, come un cretino.
Ma mi sembra di passare dalla padella alla brace.
Perché se da questa parte c’è il dolore, dall’altra c’è un abisso di stronzaggine.
Chiacchiere, stupidità, cinismo, narcisismo e, a fare da legante, la ricerca di un qualche miserabile profitto.
Così, da qualsiasi parte mi giri, finisco per pensare a che cosa si è ridotto il continente nel quale ho avuto la sorte di nascere, questa Europa che fu nobile, un tempo, e grande e intelligente…perfino nella crudeltà, perfino nella malvagità.
Ma guardatela adesso.
Guardatela adesso.

TAG: Cultura, giornalismo
CAT: costumi sociali, Media

Un commento

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  1. isolaria-pacifico 6 mesi fa
    Dove hai letto che si trattava di una regata e di cutter?
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