“Museo Falcone-Borsellino”, il comunicato di ANM e Fondazione progetto Legalità

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22 Agosto 2022

Nella giornata di ieri Giovanni Paparcuri, custode della memoria e anima del “Museo Falcone-Borsellino” il c.d. bunkerino, spazio nel quale, all’interno del palazzo di Giustizia palermitano hanno svolto il loro lavoro il dottor Falcone e il dottor Borsellino durante il loro lungo impegno per la preparazione del Maxiprocesso, ha dichiarato sul suo profilo Facebook la sua intenzione di cessare il suo impegno a seguito di amarezze, incomprensioni e mancanza di dialogo.

L’ANM Palermo e la “Fondazione Progetto Legalità per Paolo Borsellino e tutte le vittime di mafia”, che gestiscono lo spazio hanno emesso oggi un comunicato stampa che riportiamo integralmente:

 

Il Museo Falcone-Borsellino racchiude la memoria dei nostri martiri e per questo la sua gestione deve essere rivolta ad assicurare la più efficace e completa conoscenza e diffusione della storia che racchiude.

Il rispetto dei suoi valori comporta quindi l’impegno di tutte le persone ed istituzioni interessate a portare il proprio contribuito a tale scopo, in un comune spirito di serietà e collaborazione, e quindi ad evitare di farne oggetto di inopportune polemiche, che – prima di ogni altra considerazione – certamente non rendono onore a tutti quelli che, con sacrificio infinito, hanno operato in quelle stanze.

Tra costoro vi è indiscutibilmente Giovanni Paparcuri, che – come è noto – ha fortemente voluto mantenere viva la memoria di quella stagione, prodigandosi nella raccolta del materiale e nell’allestimento della sede in cui è sorto il Museo, e quindi dedicandosi ad esserne guida appassionata e a dare testimonianza, con insostituibile forza emotiva, di ciò che avveniva in quei locali.

Di questo siamo stati sempre consapevoli e grati. E non c’è stato un momento in cui è stato posta in discussione la sua figura ed il suo ruolo all’interno del Museo!

Abbiamo però registrato negli ultimi mesi il suo progressivo e volontario distacco dal Museo, che abbiamo ritenuto temporaneo, così come lo riteniamo ancora adesso, dato che non ce ne sono mai state esplicitamente – e nelle opportune sedi – manifestate le ragioni.

In tutto questo tempo, comunque, la continuità delle visite è stata sempre assicurata, e sempre lo sarà, perché ciò è reso necessario dalla importanza del luogo e dalla esigenza di far fronte al numero elevato di richieste, che non hanno mai smesso di arrivare da ogni parte.

Le notizia della sua decisione di lasciare il Museo, appresa dalla stampa e dai “social”, quindi ci stupisce e addolora fortemente, anche per le modalità con cui ne siamo venuti a conoscenza.

Non riusciamo invero a comprenderne le ragioni, perché quelle riportate dalla stampa risalgono prevalentemente a problemi antichi, in gran parte superati anche grazie al nostro intervento, e comunque di rilevanza modesta e agevolmente risolvibile con un adeguato confronto al quale nessuno di noi si è mai sottratto.

Continuiamo allora ad essere convinti che la presenza e la testimonianza di Giovanni Paparcuri siano componente fondamentale del Museo e che di conseguenza egli possa ritornare quanto prima ad attraversarne la porta – che non è mai stata chiusa– e a riprendere il cammino insieme, nella considerazione che contrapposizioni banali e prese di posizione rigide e ingiustificate non rappresentano certo un omaggio alla memoria dei nostri eroi.

LA GIUNTA ESECUTIVA DI PALERMO DELLA  ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI

LA FONDAZIONE PROGETTO LEGALITA’ PER PAOLO BORSELLINO E TUTTE LE VITTIME DELLA MAFIA

TAG: Anm, binkerino, paparcuri
CAT: Palermo

Un commento

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  1. andrea-lenzi 3 mesi fa

    Se l’anniversario della morte di Falcone e Borsellino non sono festività nazionali, e nemmeno la festa della donna lo è, è offensivo che lo stato laico italiano festeggi credenze religiose assurde come l’assunzione della Madonna a tempo indeterminato nei cieli come premio per essere stata ingravidata a 13 anni da un dio capriccioso che voleva incarnarsi per salvare l’umanità dalla sua stessa ira, se gli uomini non lo avessero adorato…

    (con l’aggravante che il Ferragosto era una festa precedente al cristianesimo e come al solito fu fregata dai cristiani per sfruttarne il successo, e riportata alla ribalta dal fascismo).

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