Se una maglietta (del Napolista) riesce a indicare il dito e la luna del calcio

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6 aprile 2018

I quattro schiattamuorti del Pd saliti al Quirinale ci raccontano di una politica senza più un sospiro di vita. Le facce. Le pose. La depressione autoimposta. Non c’era neppure una schiattamuortessa, e qualcuno lo ha pur notato. Una questione solo maschile, insomma. Guidava il gruppo un onesto funzionario di partito che ora vuol fare anche il segretario non più reggente. Pure il fedelissimo di Renzi – li chiamano così e noi registriamo – che doveva mascherare l’allegria figaiola del capo di questo periodo con una certa cupezza, si è ottimamente comportato. La fatica dello scrivere, dell’occuparsi, del solo pensare a questa politica, ha però una sua straordinaria conseguenza: guardare alle piccole cose altre della vita, quelle leggere e quelle intelligenti, quelle che muovono da un’ironia consapevole e poi scendono per li rami arrivando a noi piccolo popolo del calcio. Da sempre la terra dei cachi.

Quel luogo dove (finalmente!) la competenza non è un valore – non se ne abbia giovane Adani – dove la democrazia dell’approssimazione vince su qualunque pippone tatticista, quel luogo – attenzione, attenzione – che però separa in maniera netta, inequivocabile, immediata, le persone intelligenti da quelle fesse, pur facendo parte, tutti, dello stesso, appassionato, carrozzone. Parrebbe una contraddizione insostenibile – come è possibile distinguere nell’approssimazione? – eppure la terra dei cachi, a differenza della politica dove tutto si confonde, sa separare il grano dal loglio.
Qualche giorno fa, converrete che allo Juventus Stadium è accaduto qualcosa di straordinario. Voi penserete subito: certo, l’immensa rovesciata di CR7. Ecco, non proprio. O meglio: la rovesciata è stata uno strumento, solo uno straordinario strumento, ma per arrivare a una scandalosa verità. Quale? Beh, non è difficile.

L’applauso che tutto lo stadio bianconero ha tributato a Cristiano Ronaldo, come omaggio alla bellezza del calcio, è il primo, vero, autentico, ragguardevole, momento di democrazia sportiva dell’F.C Juventus che la Storia ricordi. Lo serberemo tra le cose care quando, già dal prossimo turno di campionato, i gobbi torneranno all’abituale protervia.
Ma se questo è l’aspetto più immediato e sociologico di una serata così terribile per i colori bianconeri, c’è qualcuno che ha studiato il fenomeno più in profondità – con rarissima cattiveria giornalistico-sportiva. È Il Napolista, sito di «informazione e analisi politico-calcistica», diretto da Massimiliano Gallo, che ha trasformato quell’evento così spettacolare sul campo in un evento altrettanto spettacolare; la creazione di una maglietta dall’esibito senso di colpa giornalistico (https://www.ilnapolista.it/2018/04/maglietta-napolista-juve-real-madrid/) , giacché uno di noi, si direbbe il migliore di tutti noi, cioè Mario Sconcerti, editorialista del Corriere della Sera, proprio sul giornale di via Solferino ebbe a scrivere mesi e mesi fa l’epitaffio definitivo per il fuoriclasse portoghese: «Cristiano Ronaldo nella Juve farebbe il tornante o la riserva», frase che peraltro campeggia come sottotitolo del sito.

Quella sì che fu una straordinaria frase da terra dei cachi, scritta a piene lettere da un grande come Sconcerti che pochi giorni dopo, visto l’impazzimento sui social, fu costretto a tentare sempre sul Corriere una spiegazione tecnico-scientifica che, ahilui, non ebbe grande udienza presso le tifoserie riunite.
Il Napolista, dunque, compie un’operazione sottile: indica nello stesso momento il dito e la luna, perché da una parte infligge un dolore estetico alla platea bianconera – quella maglietta con la rovesciata di CR7 girerà a bomba – e dall’altra non rinuncia ad autoflagellarsi, come categoria, compartecipando al dolore sconcertiano per lo sfondone più bello dell’anno. Adesso, cari tifosi, non vi resta che comprarla, esibendola a petto in fuori.

TAG: cristiano ronaldo, Mario Sconcerti
CAT: calcio

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