Michele
Fusco

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Dieci anni da cronista sportivo per “Il Giorno” e altrettanti da inviato politico. Già direttore nel 2001 del quotidiano gratuito Metro, da qualche anno si dedica al giornalismo web: sin dal primo giorno a Linkiesta.it, lasciata dopo due anni, oggi scrive per «Glistatigenerali.com.». Unico cedimento sentimentale: l’ufficio stampa dell’A.C. Milan, che ha diretto nel lontanissimo [...] 1986/87.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 17/08/2018

in: Siete ossessionati, ma sapete che revocare la concessione è un atto di dignità

Cara Raffaella, la ringrazio di cuore per la sua riflessione che identifica il centro del problema, che forse ci divide: è davvero cupa, senza speranza per il futuro, l’anima del Movimento Cinquestelle? È un argomento centrale, almeno per me, che ho definito “antimodernista” la loro visione della vita. Ne dobbiamo senz’altro riparlare, lei in quell’anima [...] ci vede un saggio ritorno all’indietro dopo che il mondo ha spinto troppo, io invece la radice , appunto cupa, di una più generale visione senza speranza, dove tutto e sempre dev’essere controllo e controllo e poi ancora controllo esasperato dell’esistente. La saluto con affetto, e a presto. Michele Fusco

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Pubblicato il 18/07/2017

in: Vi racconto il mio Pisapia (occhio perché è un osso)

Caro Baudino, le riconosco una tigna istituzionale davvero ragguardevole, per nello sconforto generale che abbiamo sotto gli occhi. Faccio dunque tesoro dei suoi consigli e le auguro un futuro politico almeno dignitoso. Un caro saluto, Michele Fusco

Pubblicato il 28/06/2017

in: Progetto Renzi: hai una classe dirigente imbelle? Dai la vecchia per rimbambita

Firmo interamente il suo intervento, con una modesta, ma fondamentale, sottolineatura. Prodi e Veltroni non sono "gli altri", alcuni dei quali da lei citati. Nella storia i due, con le diversità umane del caso, rappresentano una personalità complessiva (erano ticket ulivista) di grande importanza, al punto che Renzi richiama abitualmente il Lingotto come l'inizio di [...] tutto per la famosa vocazione. E per dire l'ultima: alla recente assemblea che ha preceduto le primarie, l'intervento peraltro non richiesto di Walter Veltroni è stato l'ombrello protettivo che ha permesso a Renzi di volare in assoluta tranquillità. Solo pochi giorni fa, Renzi è andato a Bologna a pranzo da Prodi. Per dire dell'interessi di Renzi per due personalità che ancora "spostano". Quando però i due mostrano qualche legittima preoccupazione per le sorti del Pd, ecco che scatta, diciamo così, la "rappresaglia". E siccome i due pesano, la rappresaglia è pesante, come farli passare per due vecchi barbagianni rincoglioniti. Non solo non elegante, ma totalmente intempestivo (visti i risultati elettorali).

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