Diktat M5S: giornalisti ‘cattivi e da combattere’: benvenuti nel pensiero unico

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12 marzo 2018

Il Parco dei Principi a Roma ha ospitato due giorni fa la prima assemblea degli eletti M5S. Giulia Grillo e Danilo Toninelli sono stati scelti come guida dei gruppi parlamentari (parliamo di 334 eletti tra senatori e deputati) in Camera e Senato. Stando al resoconto de La Stampa Grillo era assente, presente invece Davide Casaleggio a parlare di Rousseau, piattaforma alla quale i nuovi eletti dovranno dare 300 euro al mese. E’ stato chiarito anche come i capigruppo, secondo le nuove regole 5 stelle, non vengano più votati dall’assemblea, ma indicati dal capo politico Di Maio.

I giornalisti

Al centro dell’incontro il rapporto coi giornalisti, visti come veri e propri nemici nemici. Ecco il pensiero diramato ai nuovi eletti da Rocco Casalino, ex concorrente del primo Grande Fratello, scelto come responsabile della comunicazione. Un pensiero ovviamente non pubblico, perchè per tutti c’è la consegna del silenzio, ma che è così riassumibile:

1. La cosa peggiore è esprimere posizioni diverse, perché disorientano e chi è a casa non capisce
2. Abbiamo l’abitudine a prendercela con i giornalisti e facciamo bene ma è vero che la responsabilità è anche nostra
3. Il giornalista vi usa come fonti anonime. E così crea un meccanismo psicologico per cui il parlamentare pensa “Io glielo dico tanto lui mi copre’
4. Non c’è nulla che si possa tenere nascosto ai giornalisti, che si possa fare segretamente, anche se siamo in tre. Esce tutto
5. Non avete bisogno dei giornalisti. Non vi fate fregare quando vi diranno “Dammi una notizia che sennò vengo licenziato” oppure “fammi guadagnare trenta euro”: il loro fine è di danneggiarci
6. I giornalisti sono cattivi. Cercano di tirarci da una parte all’altra perché giocano una partita importante. Partecipano alla campagna elettorale in modo spudorato
7. Non fate il loro gioco sporco
8. Solo se siamo uniti riusciamo a combatterli
9. Non serve a nulla parlare con loro, solo a spaccarci e a far dire che siamo divisi.
10. Non abbiamo più bisogno di giornali e tv. Riusciamo ad arrivare a milioni di persone

Lo staff ha anche annunciato ai parlamentari le istruzioni per gestire i social, così condensabili:
1. Chiudeteli e aprite quelli ufficiali
2. Fate attenzione a cosa scrivete
3. Non entrate troppo nel politico
4. I giornalisti cercheranno cose vecchie, tipo le scie chimiche e altre cose imbarazzanti
5. Non c’è nessuna volontà di limitare la vostra libertà: siamo qui per proteggervi. Proteggiamoci tutti a vicenda.

Il regime interno

Verrebbe da chiedersi cosa ne pensa di queste belle regoline Emilio Carelli, storico giornalista Mediaset e Sky, neo eletto alla Camera col M5S. Del resto, non ci sarebbe molto da commentare. Se non paura. Paura per un modo malato di concepire la democrazia e la trasparenza interna. Il M5S aveva promesso di aprire le istituzioni come scatolette, ma i vertici del Movimento (non più Grillo) ora trattano gli eletti come marionette da proteggere (e da governare). Non è una difesa di categoria verso i giornalisti, ma una predica di questo tipo, l’immaginare il giornalista come la persona cattiva da combattere, è allucinante. Peggio, storicamente è stato l’inizio di molte dittature. Purtroppo è così. Benvenuti nel pensiero unico dove ‘la cosa peggiore è esprimere posizioni diverse’, dove gli eletti vanno controllati, anche nei loro social privati. E la cosa più deprimente è che nel racconto malato dei vertici M5S affermare questo, criticare queste bestialità, è un modo per rinforzare la loro stessa (delirante) tesi.

Giuseppe Leonelli

 

TAG: carelli, casaleggio, di maio, giornalisti, Grillo, m5s
CAT: Governo, Partiti e politici

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