Arroganza & demenza

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26 Maggio 2018

È la condotta dell’Italia a rendere più difficili, se non impossibili, i cambiamenti necessari nell’Unione europea e nell’area dell’euro. Coloro i quali dicono di volere e incarnare il nuovo sono e portano il vecchissimo. Il balletto attorno al nome di un possibile ministro è talmente esagerato e grottesco da potere distrarre solo chi è assai di bocca buona. C’entra nulla. Che Savona faccia o non faccia il ministro, a questo punto, è irrilevante.

L’euro del 2010-2011 non è l’euro di oggi. Il cambiamento è iniziato nel 2012 ed è stato profondo. L’innovatore è stato un italiano: Mario Draghi. Duramente avversato da alcuni Paesi, guidati dalla Germania. Il punto è delicatissimo e decisivo: Draghi prevalse perché l’intervento monetario espansivo era necessario e urgente, ma i tedeschi avvertirono delle possibili conseguenze, sostenendo che i Paesi altamente indebitati non avrebbero usato la bonaccia monetaria per rimediare ai propri squilibri, ma per lasciarli così come sono. L’Italia ha fatto di tutto per dare ragione ai tedeschi. Lo ha fatto con Renzi. Lo ha fatto con il centro destra attestato su posizioni stolte o surreali (la doppia moneta). Ora lo fa con un governo che annuncia di non volere pagare i debiti. Arroganza & demenza. L’Italia ha battuto l’Italia. Chi vociava volendo battere i pugni e contare di più ha demolito la nostra posizione più forte.

Sul piano istituzionale i disegni di cambiamento sono stati illustrati dal presidente francese, Macron. La Germania non li gradisce, perché maggiore integrazione porta con sé maggiore condivisione dei costi e dei rischi. In Italia si è andati avanti dicendo minchionerie contro “l’Europa di Macron e Merkel”. Demenza & arroganza. Chi dice di volere il cambiamento ne è l’impedimento.

Ma le cose sono già cambiate. Il debito è rientrato largamente dentro i confini nazionali. Non siamo nel 2011, l’Italia può essere accompagnata all’uscita senza gravi conseguenze per gli altri. L’arroganza & la demenza sono giunte al punto che dovremmo essere i primi a reclamare l’immediata realizzazione dello spazio bancario europeo e, invece, facciamo gli smorfiosi per cercare di conservare quel che poi si afferma di volere combattere (a cominciare dall’uso dei soldi del contribuente per rimediare agli errori e ai reati di certe banche). L’Unione bancaria la fanno meglio senza di noi.

Ci stiamo suicidando. Il processo è già in corso. Ma non si può dire, altrimenti ti danno del servo dei poteri forti e dello schiavo della burocrazia europea. Arroganti & dementi loro, ma anche chi gli va appresso.

 

Davide Giacalone

www.davidegiacalone.it

@DavideGiac

TAG: europa
CAT: Governo

4 Commenti

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  1. evoque 2 anni fa

    All’Italia, all’Italia che ha stoltamente votato lo scorso 4 marzo starebbe benissimo sbattere il muso contro uno sperone di roccia. Poi altro che assitenzialismo Cinquestelle per il sud e strizzatina d’occhio agli evasori per il nord leghista.

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  2. alding 2 anni fa

    purtroppo sono le conseguenze di un sistema democratico che fa vincere chi le spara più grosse; tanto poi non avrà il tempo per dimostrare che non avrà fatto nulla di quanto promesso e lascerà solo macerie che continuano a danneggiarci. Davide, sei sempre il più lucido!

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  3. evoque 2 anni fa

    alding Da tempo sono pervenuto alla convinzione che un difetto della democrazia, che io considero la migliore forma di governo, sia rappresentato dal suffragio universale, specialmente in tempo di internet, dove le bufale, le stupidaggini più stupide trovano subito una vasta eco fra i frequentatori dei social, senza che vi sia un minimo di riflessione e i più influenzabili si fanno facilmente abbindolare dai furbastri, che non mancano, ovunque, ma specialmente in Italia.
    E quindi io penso che non tutti dovrebbero avere il diritto di voto: non capisco infatti perché il voto di un idiota debba valere quanto quello, estremizzo, di un Nobel. E, come diceva Einstein: due sono le cose infinite a questo mondo, l’universo e la stupidità umana, ma per l’universo ho qualche dubbio.

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  4. vincesko 2 anni fa

    Fesserie, frutto di proiezione. Savona o non Savona, il nocciolo della questione – detto da europeo convinto – è che l’attuale struttura dell’Euro è squilibrata e monca, I difetti strutturali dell’Euro
    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2850122.html oppure
    http://vincesko.blogspot.com/2016/09/i-difetti-strutturali-delleuro.html o la si completa in senso federale, com’era inizialmente previsto, prevedendo gli aggiustamenti conseguenti (in particolare i trasferimenti fiscali dai Paesi forti a quelli deboli),oltre a quelli causati dall’egoismo ottuso della Germania (parametro più severo circa il surplus commerciale e sanzioni severe per chi lo sfora[1 o 2]) Dialogo sul surplus commerciale eccessivo e il taglio dei salari
    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828411.html oppure
    http://vincesko.blogspot.com/2015/08/dialogo-sul-surplus-commerciale.html o l’Euro, moneta unica per 19 Paesi troppo eterogenei, non può reggere. Elementare, mi pare.
    In più, domina in UE l’ideologia neo-liberista, [1 o 2] La religione neo-liberista
    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2846080.html
    http://vincesko.blogspot.com/2016/05/la-religione-neo-liberista.html teoria economica strampalata e spietata al soldo dei ricchi, con una fede mal riposta nella capacità del mercato di autoregolarsi e, di conseguenza, il principio incorporato stupido di (quasi) escludere una politica economica anti-ciclica. Il che – come si è visto con la crisi – rende l’EUZ estremamente vulnerabile e ancor più squilibrata e iniqua tra Paesi forti e Paesi deboli.

    La BCE (gestione Trichet) è stata l’unica banca centrale al mondo ad aumentare (per ben 2 volte) il tasso di sconto in piena crisi economica, per paura della fantomatica inflazione, che infatti dopo un po’ si trasformò in deflazione. Presidente della BCE era Trichet, nel Consiglio direttivo sedeva Bini Smaghi, che anche ieri pontificava con un editoriale sul Corriere. https://www.corriere.it/opinioni/18_maggio_22/sui-trattati-internazionali-ci-giochiamo-credibilita-2cecec4c-5d07-11e8-9df6-a1f7c25f6df9.shtml
    In violazione del proprio statuto (art. 7-Indipendenza, che dev’essere reciproca con gli Stati), si permise di impartire prescrizioni di politica economica al governo italiano (lettera del 5/8/2011). http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/sensini_documento_bce_e68f29d6-ea58-11e0-ae06-4da866778017.shtml
    La politica monetaria espansiva della BCE, condizionata dalla Germania, è cominciata nel marzo 2015, esattamente con 6 (sei) anni di ritardo rispetto alla FED e alla BoE, per non parlare della BoJ. Nel frattempo, in Italia c’è stato un calo del Pil di quasi il 10%, la distruzione di quasi il 25% della capacità industriale, la perdita di 1 milione di posti di lavoro e alcune centinaia di suicidi.[1 o 2] L’assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione
    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2859408.html oppure
    http://vincesko.blogspot.com/2018/01/lassassinio-della-verita-chi-ha-davvero.html
    (tratto da: Savona o non Savona
    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2861945.html oppure
    http://vincesko.blogspot.com/2018/05/savona-o-non-savona.html).

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