Ho prenotato il Cybertruck di Musk!

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28 novembre 2019

Trascorsa una settimana dal lancio, il Tesla Cybertruck ha superato le 250.000 prenotazioni. Ma cosa c’è dietro i numeri del successo di Tesla? Musk sa benissimo che la vera pubblicità è rappresentata dalle sue schiere di fan, i quali sono disposti a pagargliela personalmente.

Durante l’ultimo fine settimana, subito dopo la discutibile presentazione del Cybertruck di Tesla, You Tube e altri social media sono stati letteralmente sommersi da un’ondata di video e post di giovani influencer che comunicavano ai loro seguaci di aver ordinato o persino acquistato il nuovo pick-up futuristico progettato dall’azienda di Elon Musk. Ovviamente, la maggior parte di loro sa benissimo – si spera – che non ha acquistato proprio un bel niente, poiché, per il momento, risultano potenziali acquirenti. Ciò premesso, il risultato è davvero notevole, specialmente se consideriamo che il pick-up in questione sia tra i più lunghi, i più pesanti e i più potenti in circolazione, con un design a dir poco eccentrico e alquanto dis-utile.

Non sarà forse che la forte riduzione del prezzo (interamente rimborsabile) delle prenotazioni – da i 1000$ richiesti per la Model 3 ai soli 100$ del Cybertruck – sia la vera causa di questo boom di ordini? 

Musk sa benissimo che la vera pubblicità è rappresentata dalle sue schiere di fan, i quali sono disposti a pagargliela personalmente. Con un prezzo così basso, si punta proprio ad una platea molto giovane, in cui c’è chi ne approfitta per attirare più views e c’è chi, volendo davvero ma non potendo, si accontenta di partecipare al progetto del suo beniamino, come in una specie di crowdfunding.

COSA C’È NEL CONTRATTO DI PRENOTAZIONE? 

Ciò che viene attualmente proposto da Tesla non è il contratto per ordinare direttamente un nuovo Cybertruck, bensì il contratto di pre-ordine. Non è nemmeno possibile configurare completamente il veicolo, cosa che avverrà solo in un secondo momento, che sarà quello in cui avverrà il perfezionamento dell’ordine vero e proprio. Dunque, una volta completato il pre-ordine e divenute disponibili le soluzioni scelte, la clientela sarà chiamata a completare la configurazione del pick-up, alla quale seguirà la scheda del prezzo finale della vettura. Come indicato dal costruttore, il veicolo ha il prezzo e la configurazione sulla base delle funzionalità e delle soluzioni disponibili al momento dell’ordine. Le soluzioni, le funzionalità e gli hardware rilasciati dopo che il cliente ha effettuato il pre-ordine possono non essere compresi nell’acquisto o nel noleggio o non essere disponibili. Nel sito sono state inserite voci quali ordina e acquista ora, finanche all’interno dell’area riservata al pre-ordine. Non c’è nessuna scorrettezza; il cliente, attraverso il contratto, è messo nelle condizioni di recepire chiaramente a che cosa andrà incontro, tuttavia sono richiamati concetti ancora ben distanti da una semplice lista di soggetti potenzialmente interessati all’acquisto. Inoltre, il rimborso al 100% del pagamento del pre-ordine, il quale non rappresenta una cauzione, pone la clientela in una condizione molto favorevole. Quanti si ritireranno? Quanti, invece, proseguiranno per l’acquisto? La prima incognita interessante riguarda il prezzo di partenza (39.900$), considerato da molti un vero affare, vista la tipologia di veicolo. Riuscirà Tesla a mantenere un prezzo così conveniente? O sarà costretta a rivederlo, proprio come fu per Model 3? Stando a quanto propone il costruttore, la scheda dei prezzi finali, elaborata in base alla configurazione definitiva del veicolo, sarà fornita con l’avvicinarsi della data di consegna e appesantita ulteriormente dalle imposte e altre tipologie di tributi statali. Saranno solamente questi ultimi gli unici fattori in grado di incidere sul prezzo? Nel contratto viene specificato che il prezzo del pre-ordine, prima della consegna della scheda recante il prezzo finale, si considera estimatorio e può essere soggetto a cambiamenti, poiché l’acquirente potrebbe aver configurato la vettura solo in parte.

THE SHOW MUSK GO ON.

Cybertruck ha davvero poco in comune con il concetto di pick-up, ma non deve assolutamente passare l’idea che sia un veicolo per nerd e radical chic, i quali potrebbero utilizzarlo esclusivamente in città e non oltre i 50km/h, per il tragitto casa-ufficio e poi ufficio-aperitivo. Bando ai luoghi comuni, serviva dunque una prova di forza senza senso: il Cybertruck, con il suo super propulsore, ha trascinato su una lieve pendenza un pick-up Ford F-150 (il più venduto in America) sprovvisto di trazione integrale e più leggero di almeno una mezza tonnellata rispetto al bestione targato Tesla. Com’era prevedibile, anche questo spettacolo ha attirato numerose critiche sui social media, ma l’impero di Musk non è un castello di carte come molti suoi detrattori vorrebbero far credere; di innovazione ne ha fatta, tuttavia chi lo acclama e finanzia i suoi progetti sembra essere più interessato ad inseguire un sogno anziché un piano industriale. Il vetro infrangibile si rompe durante la presentazione? A chi importa? Stiamo parlando di Elon Musk! Anzi, vuoi vedere che ha architettato tutto per far parlare di sé? Missione compiuta.

 

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