Un patto per la Costituzione e per la democrazia

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4 Gennaio 2018
  • Non solo e non tanto per celebrare il 70° anniversario della nostra Carta Fondante, riprendiamo dal sito del Sen. Avv. Felice Besostri il testo integrale di:

UN PATTO PER LA COSTITUZIONE E PER LA DEMOCRAZIA
3 gennaio 2018 Felice Besostri

La vittoria referendaria del 4 Dicembre e il rifiuto da parte del corpo elettorale, per la seconda volta, di una riforma verticistica, che avrebbe stravolto natura democratica e modello parlamentare della nostra Carta fondamentale, ridotto gli spazi di democrazia e compromesso il primato della sovranità popolare, impongono un impegno stringente a quanti vogliano rispettare le indicazioni del corpo elettorale e farsi garanti delle ulteriori richieste che da quella vittoria sono scaturite: l’attuazione e la messa in sicurezza della Costituzione.

Per questo i sottoscritti si impegnano a contrastare ogni ulteriore proposta di riforma che miri a modificare, palesemente o surrettiziamente, la forma democratica e parlamentare del nostro modello repubblicano, ovvero a costituzionalizzare principi neoliberisti o a limitare la sovranità popolare, i diritti fondamentali delle persone, i diritti politici e la partecipazione politica degli elettori. Altresì, si impegnano a garantire, nell’ambito del programma elettorale e dell’azione politica della propria Lista o della Lista che sosterranno, la piena e completa attuazione dei principi fondamentali della Costituzione e del dettato costituzionale, con particolare riferimento:

1) All’art. 1 Cost., nell’inscindibile relazione che, nella nostra democrazia, lega l’esercizio della sovranità popolare alla garanzia del diritto al lavoro, e all’inclusione nei percorsi lavorativi delle persone con disabilità, impegnandosi a rendere effettivo tale diritto nella sua accezione più ampia e comprensiva dei diritti assistenziali e pensionistici, parimenti remunerato e tutelato per donne e uomini, per i lavoratori di tutte le categorie e di tutte le generazioni in attuazione del precetto dell’art. 36 Costituzione, per assicurare  un’esistenza libera e dignitosa.

2) All’art 3, 2° comma Cost., riaffermando il ruolo della Repubblica, in tutte le sue articolazioni e poteri, nella rimozione delle diseguaglianze economiche, sociali, di genere, generazionali, territoriali che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la piena partecipazione di tutti i cittadini e di intere generazioni, gruppi sociali, ampie fasce della popolazione alla vita sociale, politica e democratica del Paese. A tal fine è imprescindibile garantire la piena effettività di tutti i diritti civili e sociali e il rilancio del modello universalistico dei servizi, a partire da un alto e uguale livello di tutela della salute, come fondamentale diritto garantito dall’art. 32 Cost., e dell’assistenza sociale su scala nazionale e senza discriminazioni territoriali, dal rilancio e rifinanziamento della ricerca e dell’istruzione pubblica, dal diritto di accesso a una giustizia rapida e certa, parimenti accessibile con pari chance e possibilità per tutti i cittadini a prescindere dal reddito.

3) Alla piena attuazione del Titolo III della Costituzione sui “Rapporti economici” tramite un opportuno e necessario intervento pubblico in economia per la garanzia dei diritti fondamentali e dei diritti sociali, alla cui previa effettività devono essere conformate le scelte di bilancio e l’equilibrio dei conti pubblici.

4) All’interpretazione e revisione dei Trattati europei alla luce dei principi inderogabili dettati dalla  Costituzione  e della previa e preminente effettività dei principi e dei diritti fondamentali, nonché dell’autonomia politica del Paese, anche nell’ambito di una rafforzata  cooperazione nella UE, nelle scelte di governo e nel modello di sviluppo più coerenti con il carattere democratico, personalista, pluralista e solidarista della Costituzione.

5) Agli art. 10 e 11 Cost., tramite la firma e la ratifica dei trattati per la messa al bando delle armi nucleari, la revisione delle politiche sui flussi migratori alla luce della piena effettività dei principi costituzionali sul diritto d’asilo, la cancellazione degli accordi che non garantiscano il pieno rispetto della dignità e dei diritti fondamentali delle persone, dei migranti economici e di quanti a qualsiasi titolo fuggano da regimi totalitari, territori di guerra o colpiti da crisi, carestie, disastri ambientali e violazioni dei diritti umani.

6) Alla piena garanzia, anche giurisdizionale, dei diritti di elettorato attivo e passivo, nonché dei diritti di partecipazione politica, impegnandosi a promuovere una legge elettorale conforme al prioritario rispetto del principio di rappresentanza democratica, dell’autonomia e della centralità del Parlamento e dei parlamentari, tale da sancire il diritto degli elettori a partecipare attivamente alla selezione delle candidature e alla scelta degli eletti, nel rispetto della parità di genere e dell’equilibrio fra generazioni. Di queste tutele è premessa essenziale l’attuazione dell’art. 49 Cost. e la messa in sicurezza dell’art. 138 Cost. da modelli elettorali e composizioni parlamentari che falsino il rapporto di rappresentanza fra elettori ed eletti.

Felice BESOSTRI, Anna FALCONE, Vincenzo VITA, Lara TRUCCO, Gianni FERRARA, Emma IMPARATO, Paolo MADDALENA, Giovanni PALOMBARINI, Antonio ESPOSITO, Antonio CAPUTO, Aldo GIANNULI, Pietro ADAMI, Giovanni SCIROCCO, Aldo FERRARA, Enzo PAOLINI, Pierpaolo NENNI.

TAG: Carta costituzionale
CAT: Legislazione

Un commento

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  1. giovannifalcone 3 anni fa

    Il tentativo di riforma costituzionale, ahimè fallito per la evidente incapacità della classe politica di fare squadra su tematica di estremo interesse per la collettività e riguardante il corretto funzionamento delle nostre Istituzioni.
    In via preliminare, giova ricordare che la riforma, semmai sarebbe passata al vaglio popolare, avrebbe riguardato soltanto la II parte della Carta, lasciando intatti i principi, diritti e doveri contemplati invece nalla prima parte.
    Detto questo, a questi signori che si sono pubblicamente manifestati sottoscrivendo questo appello vorrei sommessamente ricordare:
    1. come si fa a non pensare di modificare o quanto meno contenere gli usi ed abusi che ne sono derivati in ordine alla concreta applicazuione dell’art.67 – …senza vincolo di mandato – rappresentando di fatto e molto spesso, una truffa elettorale per i continui cambi di casacca che si registrano legislatura durante a fronte di un principio, sottolineo, certamente introdotto per finalità alte e nobili che incide sulla coscienza delle persone;
    2. come si fa ad accettare l’obbligo dell’azione penale di cui all’art.112 che pure aveva un senso nel periodo immediatamente post fascista. Per chi fosse interessato rimando https://www.giovannifalcone.it/la_politica_in_vetrina__follia_costituzionale_/
    3. come si fa ad accettare che un imprenditore di Palermo, vincitore di un appalto pubblico a Milano, deve fare dodici domende ad altrettante Regioni del nostro disgraziato Paese per portare la sua Gru a Milano per l’avvio di una importante opera pubblica (trasporto speciale). La domanda è, nel terzo millennio è un lusso che ci possiamo ancora permettere?
    4. come si fa ad accettare l’attuale caos normativo ed istituzionale, normalmente risolto davanti alla Corte costituzionale per controversie Stato-Regioni per conflitti di competenza a fronte di una “legislazione concorrente”, una pazzia tutta italiana.
    Aggiungo infine per concludere che, la riforma fallita il 4 difcembre 2016, aveva ricevuto l’appoggio in tre diverse e distinte votazioni anche dal Centro destra in Parlamento. La stessa forza politica dell’ex cavaliere si è è dissociata in occasione del Referendum popolare andando ad imbottire l’accozzaglia per la semplice rgione che Renzi, molto inopportunatamente, aveva deciso da solo, la nomina di Mattarella a Presidente della Repubblica, Ufficio questo, ricoperto per 23 anni consecutivi da un appartenente al Centro sinistra.
    La buon’anima avrebbe concluso: Ho detto tutto!!!

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