Salvini: “Meglio di cosi…”, Pd: “Un flop”

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23 Ottobre 2017

Matteo Salvini si presenta in Via Bellerio nella consueta conferenza stampa post voto,  con gli occhi pesti ma un sorriso a trentadue denti. Intanto i numeri: in questo momento 38.4% di votanti, il 95,32% di Sì e circa il 3,9% di no, per un totale di 3.022.017 votanti e un numero di voting machine pari al 99.5% ma sono dati suscettibili ancora di variazioni a causa di problemi tecnici, che Maroni ha spiegato in conferenza stampa e che troverete sotto;  il dato definitivo dovrebbe arrivare nel pomeriggio

Il referendum “È  stata una dimostrazione di democrazia, meglio di così non poteva andare”. Il leader leghista ha confermato che la strategia politica della Lega prevede il dialogo anche con i governatori della sinistra come Bonaccini o Emiliano  e che si aspetta il governo ascolti i milioni di persone che sono andate alle urne.  “Abbiamo vinto 5-0” anche se alle 12 di lunedì 23 Ottobre non ci sono ancora i dati definitivi né  di affluenza né  delle preferenze tra si e  no alla luce del fatto che circa 300 tablet  ( voting machine li chiama Maroni) si sono guastate  e quindi non si riesce ad avere un conteggio definitivo. Il Governatore Maroni ha cambiato per ben tre volte la conferenza stampa per presentare i dati. Maroni ha confermato che Maroni Zaia e Bonaccini saranno i tre governatori che si presenteranno davanti al Presidente del Consiglio anche se il leader del Carroccio ha indicato la strada del referendum pure per la Puglia, la Sicilia e il Lazio. Quanto ai rapporti con Maroni e Zaia è  stato evasivo. All’ipotesi che possa essere scavalcato per la premiership da Zaia, o che la strategia di Maroni possa essere in contrasto con la sua opzione nazionalista, Salvini ha evaso le domande confermando che dialogherà con i segretari regionali del PD e con chiunque ci stesse.

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Dopo la conferenza stampa delle 10.30 del PD e quella della Lega con Salvini alle 11, alle 13 viene convocata quella di Roberto Maroni. Il quale ha spiegato intanto cos’è successo a 122 voting machine: alcune di esse pur avendo registrato il voto in modo regolare hanno lavorato in modalità  test. Questo ha comportato che le chiavette che avrebbero dovuto registrare il voto nonno hanno fatto non riconoscendo la macchina. A quel punto sono dovuti intervenire i tecnici per estrarre  la memoria dal tablet  e leggere i voti. Il secondo problema che c’è  stato è  che alcuno presidenti di seggio hanno inserito – al momento della stampata dei voti – la stessa password su diversi tablet. Questo ha comportato il blocco della registrazione e il rallentamento dei dati per cui alle 13 del giorno successivo al voto il numero dei tablet  scrutinato  è  del 99.5%.

Maroni ha ribadito che dopo aver parlato con Claudio Luciano Bressa Sottosegretario agli Affari Regionali del Governo ha chiesto di poter parlare nella trattativa anche di residuo fiscale. Il Presidente del Consiglio Gentiloni ha preso atto, anche se la richiesta al momento è  unilaterale e arriva dalla Regione “anche perché  bisogna passare dal MEF”  – il ministero dell’Economia e della Finanza – avrebbe detto il Premier.  “Un osso durissimo ma anche io ho spalle larghe” ha aggiunto Il Governatore lombardo

Qui l’intervento in cui spiega ad una nostra domanda cosa si è  detto con Salvini nella mattinata di lunedì dopo il voto e cosa con il Governo dopo il contatto con il sottosegretario Bressa.

I problemi con le voting machine

Cinque Stelle molto duri con Maroni e la Lega Nord. Diverse le ragioni:

●  La lega ha strumentalizzato il voto ha detto Stefano Buffagni anche a causa della stampa che ha legato il referendum proprio al Carroccio.

● Tra le criticità sistemiche i cinque stelle individuano l’inganno di considerare negoziabile il residuo fiscale che invece negoziare non si può  perché  non lo prevede la costituzione: è  questo l’oggetto della principale contestazione grillina per cui se Maroni lo presentasse in consiglio, i Cinque stelle bloccherebbero i lavori;

● “Maroni è il Renzi del Nord: promette cose che non può  mantenere. Aveva promesso di trattenere 75% delle tasse in Lombardia. In cinque anni il nostro bilancio è  passato da 24 Miliardi a 22 miliardi e mezzo.”

Stefano Buffagni (M5S)

 

Grande consultazione popolare e voto elettronico: il giudizio dei Cinque Stelle

“La consultazione l’abbiamo chiesta noi ma allora ( quando la chiedermi nel 2014) non ci fu grande attenzione, sembrava un tema marginale invece per i lombardi e i veneti si è dimostrata  una cosa importante.

 

TAG: maroni, matteo salvini, Pd, Referendum autonomia
CAT: Milano

Un commento

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  1. evoque 3 anni fa

    Che bella gragnuola sui denti, vero Maroni?

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