Partito Democratico: andate tutti via

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2 Ottobre 2022

È definito il partito ministeriale, del potere necessario; ha dato la copertura al governo Monti ed a quello di Draghi. Ed è visto come una forza politica che ha dimenticato la questione sociale, ha subito la mutazione genetica di abbandonare i lavoratori e gli ultimi, difende l’imposizione delle tasse ed ha mandato alle ortiche la battaglia dell’equità fiscale.
Il Partito Democratico ha miseramente fallito, non ha avuto un progetto, un disegno, se non quello di mantenere la cadrega, perché si identifica con l’ establishment di palazzo.
Non hanno “parole da raccontare”, ha scritto Recalcati ed hanno “perduto l’identità”, ha sentenziato Michele Serra.
Difendono le banche e le élites di potere.

Ora si andrà al congresso che dovrà essere fondativo, ha ammonito Massimo Cacciari.
1- Riparlare ai lavoratori, perché è paccottiglia quello che viene definito job act, il lavoro non può essere precario.
I giovani non possono neppure chiedere un prestito: il contratto a tempo determinato è un pannicello caldo.
Il Partito democratico ha rimosso dalla sua agenda l’art.18 dello Statuto dei lavoratori e questa è stata una delle ragioni della disfatta elettorale.
2- Riprendere la battaglia per una vera eguaglianza sostanziale. A questo proposito bisogna occuparsi in modo serio del salario minimo, del reddito di cittadinanza, tematiche e questioni che non si possono lasciare al movimento cinque stelle.
L’Italia è un paese di impoveriti che non hanno voce e sono solo preda di demagoghi; se il Partito Democratico non sa cosa sia la povertà, l’alto tasso di disoccupazione tra i giovani, è meglio che si sciolga;ha ragione Rosy Bindi.
3- Affrontare l’emergenza del prezzo del gas e dell’energia con spirito keynesiano e perciò aprire i cordoni della borsa, anche con scostamenti di bilancio, per difendere le imprese, gli artigiani, con sussidi economici effettivi, pena il disastro economico.

La politica è parlare al popolo: quelli della dirigenza del Partito Democratico non sanno cosa significhi prendere un autobus, la metropolitana.
Non stanno più nelle piazze, ma sulle terrazze romane e nei negozi di via Condotti a Roma e via Montenapoleone a Milano.

Sono di potere questi dirigenti e vivono con la spocchia dei potenti.
Appartengono al Palazzo che Pasolini combatteva.
Sono ”pariolini” ed hanno dimenticato Gramsci Moro, Berlinguer.
Andate tutti via, gridò una volta il regista Nanni Moretti.
Se non si cambia, è giusto così.

TAG: elezioni, partito democratico, politica
CAT: Partiti e politici

Un commento

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  1. evoque 2 mesi fa

    Non c’è stata alcuna disfatta del Pd: alle elezioni del 2022, il Pd ha ottenuto un punto percentuale in più rispetto al 2018; la disfatta è invece del M5s che nel 2018 aveva il 32% dei voti, ora ne ha meno della metà; la disfatta è quella della Lega che si è più che dimezzata rispetto al 2018; la disfatta è di Berlusconi che ha quasi dimezzato i voti rispetto al 2018. Ma adesso va di modo dare addosso al Ps, ma soprattutto a Enrico Letta..
    Quanto alla Meloni lei ha certamente vinto, ma non ha stravinto, nessuno può ragionevolemte essere considerato uno stravincitore se il interceta un quarto dei voti di chi è andato a votare.

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