Se Di Maio conoscesse la vergogna, dopo la bugia sui Canadair dovrebbe sparire

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16 Luglio 2017

La bugia delle telefonate che Luigi Di Maio avrebbe fatto alle ambasciate dei paesi confinanti per richiedere dei Canadair di supporto per spegnere gli incendi nel Parco Nazionale del Vesuvio, svelata grazie al fact checking del bravissimo collega Aldo Torchiaro, è assai più grave dei continui problemi della “punta di diamante” del M5S con il congiuntivo o delle sue evidenti lacune in storia e geografia. Il vice presidente della Camera ha confezionato dei video messaggi propagandistici – principale attività del suo partito – lucrando in modo indegno su un’emergenza.

Non è la prima volta che accade, già in occasione del terremoto del 18 gennaio scorso, “Giggino o’ Canadair” aveva attaccato il Governo prendendo a pretesto il crollo del campanile della chiesa di Sant’Agostino ad Amatrice e – cosa assai più grave – aveva screditato il sistema delle donazioni tramite gli SMS solidali al Dipartimento della Protezione civile. Insomma, l’utilizzo della tragedia come lotta politica non è nuova dalle parti del partito di proprietà della Casaleggio Associati e del suo presunto candidato premier.

Ma ciò che rende assai più grave questo ennesimo atto di sciacallaggio è la regia della menzogna, la pianificazione scientifica di una post verità per attrarre consenso. Dopo la smentita dell’ambasciata francese e ancor più dopo l’esilarante pezza che ha cercato di mettere il M5S – una nota diramata all’Adnkronos dove si dice che Di Maio ha parlato forse con un funzionario e non certo con l’ambasciatore – un senso di sano disagio esistenziale dovrebbe prevalere sull’arrivismo e suggerire qualche passo indietro al pupillo di Beppe Grillo e Davide Casaleggio. Se Luigi Di Maio avesse un minimo di senso della vergogna, se conoscesse la vergogna, dopo questo ultimo gesto dovrebbe dimettersi e sparire per sempre dalla circolazione. Questo eviterebbe anche – nella remota ipotesi in cui il Movimento 5 Stelle dovesse vincere le elezioni – che un futuro premier debba subire l’onta della smentita dopo aver millantato telefonate con capi di stato e di governo, costringendo a continue note riparatrici il futuro ufficio stampa di Palazzo Chigi: “Il presidente ancora non è riuscito a contattare il cancelliere. In questo momento ascolta fiducioso ‘le quattro stagioni’ di Vivaldi in attesa che un funzionario inoltri la telefonata”.

TAG: Di maio bugie, fact checking, incendi, Luigi Di Maio, movimento 5 stelle
CAT: Partiti e politici

7 Commenti

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  1. evoque 3 anni fa

    Il M5s è un partito – gestito da una società commerciale milanese con scopo di lucro – di ex pezzenti che si rivolge a disperati facendo loro credere di avere la soluzione pronta per sollevarli da tutte le frustrazioni accumulate. L’idea della vendetta poi non è estranea al modus operandi di questa conventicola: Grillo ha parlato più di una volta di tribunali popolari, perché sa che ai suoi fan non importa nulla del buon funzionamento dello stato, no, a loro interessa essere vendicati e molti dei loro post in giro per il web esprimono violenza contro tutto ciò che non sia movimento. In un Paese meno infantile politicamente e culturalmente questi qui sarebbero già stati messi alla porta, considerando anche i disastri dell’oca romana, della nullafacente torinese e del livornese, che dice una cosa e poi ne fa un’altra.

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  2. mario-bosso 3 anni fa

    Visto quello che ha detto Di Maio (GIUSTAMENTE) nei confronti della Francia per come “opera” a Ventimiglia, cosa credi Salameida che l’ambasciatore facesse l’inchino?

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  3. paolo-rainone 3 anni fa

    Eccolo l’ennesimo poveretto pseudogiornalista che si accoda ai tanti cialtroni che scrivono sciocchezze o notizie semiinventate su Di Maio. Non ti affannare Salamida…invito chi non legge le sue puttanate a guardarsi il video di Di Maio per comprendere che si è solo prodigato per fare qualcosa per la propria terra! I veri sciacalli di quel disastro sono proprio i tanti Salamida che affollano le redazioni…

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  4. evoque 3 anni fa

    mario-bosso Beata la FEDE, soprattutto se cieca e assoluta.

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  5. evoque 3 anni fa

    paolo-rainone Ecco il perfetto esempio del fan: tutto ciò che di critico viene detto sull’oggetto del proprio amore idolatrato è falso. Ovviamente.Perché il proprio idolo è immacolato, ha sempre ragione. Per decreto divino. E poi il fan è terrorizzato dal rischio di scoprire che il proprio beniamino potrebbe non essere così immacolato, dunque si rifugia sui siti che lo confermano nella propria idolatria e reagisce con violenza, verbale, nei confronti di chi non si adegua alle genuflessioni (interessate).

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  6. silvius 3 anni fa

    Mario Bosso e Paolo Rainone sono la stessa persona con due accounts?

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  7. marco-baudino 3 anni fa

    Eddaje Sig. Salamida… Ma lo sa che se stiamo a guardare ste cose ci sarebbero tutti posti vacanti in posizioni politiche?? Lei scaglia sempre la prima pietra… Ma sempre contro gli stessi! Possibile? Bravi solo gli altri? Non mi pare, visti gli ultimi 20 e più anni di governo e lo stato di ingovernabilita’ attuale. Con gli italiani tutti contro tutti e l’Italia che va giù per le scale di Cantina. A quando un articolo oggettivo a sua firma?

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