Lunghi Viaggi: consigli per evitare disturbi di circolazione

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24 luglio 2018

Nei viaggi a medio o lungo tragitto, la circolazione non è solo quella stradale ma anche quella venosa dei passeggeri e guidatore. La posizione assisa, spesso coatta, impone alcune regole per evitare il fastidio delle gambe gonfie o qualcosa di peggio.

Le c.d. gambe gonfie dipendono in genere da una condizione di insufficienza venosa con o senza sindrome varicosa.  Questa consiste nella dilatazione dei sistemi venosi profondo e superficiale della gamba ( caviglia e polpaccio). Etichettata come prevalente per il sesso femminile, questa condizione può colpire anche l’uomo, tra i 45-65 anni, che non adotta alcune precauzioni.

Soggetti a rischio e fattori predisponenti:

I Fattori Genetici ed ereditari sono dominanti. Chi ha un genitore con varici, esegua dopo i 40 anni esami ad hoc. Ma in molti casi sono gli stili di vita che incidono. Tra questi la contraccezione farmacologica, ossia il trattamento estro- progestinico spesso associato a lavori a rischio che comportano la permanenza prolungata della posizione eretta o in sedentarietà. Inoltre la gravidanza, obesità, attività professionale in presenza di fonti di calore, alterazioni ortopediche (piede piatto, lussazione dell’anca), etilismo. Tra i lavori a rischio, l’immaginario collettivo si proietterà subito alle hostess, ma non va dimenticato il lavoro di conduttrice di mezzo pubblico (tram, bus, metropolitana). Il genere maschile non è indenne specie quando di particano lavori industriali pesanti e attività sportive (varice del ciclista).

Sintomi: alla guida si avverte pesantezza agli arti, parestesie limitanti la gradualità delle azioni sui pedali, turgore fino all’edema alla fine del viaggio e incapacità di coordinare l’azione muscolare degli arti.

Diagnosi e Terapia: Se è l’esame Doppler a fare la diagnosi, la terapia  è elasto-compressiva, con calze elastiche, che possono aumentare la velocità di flusso e diminuire la stasi.  Nei casi conclamati di tromboflebite si sconsiglia non solo di  guidare ma anche lunghi percorsi da passeggeri per la possibilità che rollio, scossoni e quant’altro possano concorrere alla liberazione di ulteriori emboli.

I farmaci: antiflogistici ovvero anticoagulanti (Eparina calcica, eparinoidi per uso topico) e farmaci trombolitici (Urokinasi, Streptochinasi che provocano la disaggregazione del trombo) fino al trattamento chirurgico riservato ai casi più gravi.

L’interesse per questa patologia deriva dal fatto che stando seduti in auto, treno o aereo, il ritorno venoso del sangue è sempre ostacolato se non si corrobora il viaggio con deambulazione salvifica per riattivare la circolazione.

Particolare attenzione devono porre i portatori di questa patologia, e comunque le gestanti, quando viaggiano. Già nel 1977 fu coniato il termine Sindrome della Classe Economica che inscrive un quadro di embolia polmonare, conseguente a stasi venosa periferica per un lungo viaggio aereo in classe economica. Il rapporto causa/effetto tra viaggio e stasi venosa colpisce prevalentemente  i  soggetti a rischio.

Peraltro non appare importante quale vettore venga utilizzato, se aereo, autobus o vettura, quanto le modalità del viaggio che impediscano la deambulazione. Vanno sempre utilizzati vettori che diano possibilità di piccole passeggiate durante il viaggio. In realtà, per quanto la sindrome sia stata identificata primitivamente per i viaggi in aereo, va segnalato che la sua insorgenza è più probabile per l’abitudine stratificata a compiere lunghi tragitti in auto. Quindi è sugli automobilisti che si deve concentrare l’attenzione per uno stile comportamentale di prevenzione.

Oltre le 6 ore di viaggio, il rischio di embolia polmonare è 150 volte più alto che nei tragitti inferiori, almeno nei pazienti candidati a tale evenienza.

Fondamentale anche la climatizzazione in auto. Se, infatti, si dà luogo ad un ricambio d’aria efficace, si evita il processo di deumidificazione che è prerogativa del climatizzatore ad alto regime. La deumidificazione provoca una deidratazione del soggetto e quindi la possibile contrazione del volume circolante; ne consegue iper-aggregazione piastrinica che poi determina la formazione di microtrombi. Bastano poche ore di viaggio senza precauzioni per creare le premesse di microembolie.

Ergonomia: occorre anche che sia privilegiata una seduta comoda in auto con sedile espansibile in modo da mantenere un angolo ampio, tra 100° e 120 °, tra coscia e gamba allo scopo di favorire il ritorno venoso.

Consigli pratici

Come vestirsi

Per le signore:

  • Sconsigliate sempre  scarpe con tacco alto mentre è più opportuno ricorrere a calzature più compiacenti  quando si corre il rischio del gonfiore del piede e della caviglia;
  • Non utilizzare jeans o pantaloni aderenti, che possano ridurre il carico venoso alle vene del bacino ( vene iliache);
  • Utili le calze a 15/20 denari ( unità di misura della tensione elastica della calza) che aiutano il ritorno venoso.

Per i signori:

  • Non indossare  calze pesanti o con elastico al polpaccio che bloccano il ritorno venoso;
  • Usare scarpe con legacci, la cui tensione è modulabile, possibilmente mokassini con alta tenuta alla caviglia;
  • Indossare pantaloni morbidi senza aderenze al livello del bacino;
  • per tutti, indossare abiti per temperature più fresche di quelle reali in modo da evitare ad ogni costo l’eccesso di sudorazione.

Cosa fare durante il viaggio:

Sosta. Le vetture odierne Premium godono di un sistema alert che consiglia una sosta dopo 2 o 4 ore di viaggio. In questi casi , oltre a bere acqua o qualche altra bevanda, conviene camminare a passo normale per facilitare il ritorno venoso ostacolato dalla posizione coatta in viaggio. Quindi interrompere il viaggio in auto dopo almeno 2 ore e camminare a passo veloce per almeno 3’-4’. Bastano 12 passi perchè la pompa plantare e muscolare entri in azione.

Ergonomia.Il passeggero non dovrà mai disporre le gambe in alto sulla plancia perché in caso di incidente il rinculo dopo il crash gli provocherà la frattura certa del bacino;

Massaggi.Massaggiare l’arto inferiore prima di ripartire per almeno 2-3 minuti;

Ampia idratazione. Essa serve per aumentare la quota di liquido circolante che, abbassando il valore ematocrito, evita un’aggregazione o impilamento eritrocitario con la possibile formazione di trombi;

Pasti leggeri, evitando alcolici, caffè e cibi salati;

Distendere spesso le gambe, stirando le caviglie e ruotando i piedi: questi movimenti sono fondamentali per impedire la stasi del sangue. Fare almeno 2-3 minuti questi esercizi ogni 45 minuti durante il viaggio. L’invito è destinato ai passeggeri ma anche il guidatore può farlo fermandosi ogni 1-2 ore.

Per quanto attiene ai viaggi in aereo, controllare il numero delle file dei sedili dell’aeromobile. British Airways ha infatti aumentato il numero dei sedili riducendo così lo spazio destinato ai passeggeri. https://www.glistatigenerali.com/trasporti_turismo/voli-a-lungo-raggio-ecco-cosa-puo-succedere/

Viaggiare sempre con Compagnie che rispettino il numero massimo di posti previsto per quel determinato modello.  Ad esempio, incrementare dagli attuali 168 posti ai 180, grazie all’aggiunta di due file, significa una riduzione di spazio per le gambe dei passeggeri, il cosiddetto pitch, che scenderà da 76,2 a 73,7 centimetri. Soprattutto in aereo, dove lo spazio è limitato, conviene passeggiare nel corridoio almeno 10-15’ ogni ora se le condizioni del volo lo permettono e lo stesso dicasi nei treni ad alta velocità. In questi mezzi di trasporto, il ricambio aereo è a circuito chiuso, quindi è sempre possibile una condizione di ipossigenazione che favorisce, nei soggetti candidati, la formazione di micro-embolie.

Biblio

Fisiologia Clinica alla guida. A. Ferrara et al., Piccin ed. 2015,  Capitolo 21, pag. 217-224

TAG: aerei, auto, bus, come vestirsi per un lungo viaggio, Microembolie da viaggio, treni
CAT: trasporti (aerei, ferrovie, navi, bus), Turismo

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