Bruni: “Riforma costituzionale innovazione necessaria”

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28 Giugno 2016

Il capogruppo di Patto Civico in Regione Lombardia Roberto Bruni motiva così la scelta dei consiglieri della lista civica (“scelta condivisa tra noi e non da tutte le liate collegate”, specifica)
“Questa riforma è una necessità sia da un punto di vista legislativo che democratico; e non c’è alcun pericolo di deriva autoritaria”

TAG: Patto Civico, Riforma costituzionale, Roberto Bruni
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10 Commenti

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  1. mabau-smart 4 anni fa

    Non sono un costituzionalista, ma un tecnico ingegnere di proposta di soluzioni tecniche per una Nuova Economia Sostenibile. Ritengo che “cambiare tanto per cambiare perchè se non si cambia adesso non si cambia più”, sia un concetto “Gattopardesco” e molto pericoloso. E di fatto questa riforma E’ di schieramento; e come tale va trattata. Provo a spiegarmi e faccio solo una considerazione: la Costituzione, che DEVE rimanere A-partitica, NON credo possa essere cambiata NON da una commissione apposita bilanciata e neutrale, con le varie posizioni, eventualmente partitiche, perfettamente bilanciate, in senso “fisico” di forze uguali e contrarie, che ne garantiscano l’annullamento relativo nella individuazione di una modifica democratica e accettabile da tutti. Quindi qualsiasi modifica della Costituzione ritengo NON possa essere apportata da una azione di forza di un Governo, per di più NON legittimato dalla volontà popolare (elezioni!), che rappresenta una coalizione “schierata”, e non tutto l”arco costituzionale”. Lo stesso che a suo tempo garantì l’uscita della attuale costituzione, considerata molto buona e soprattutto super partes. Senz’altro da aggiornare, ma già MOLTO buona. Sono un ingegnere e quindi lontano dalle conoscenze giuridiche di merito, per cui chiedo venia se mi sono permesso di dire la mia. Ma proprio perchè digiuno di certe tematiche, chiedo, se mi sbaglio, l’intervento di qualcuno che possa spiegarmi. L’intervista a Roberto Bruni e le sue argomentazioni non mi hanno convinto… resto nella mia convinzione che ci si debba opporre a questa riforma. E restituire il compito ad una “Commissione Costituzionale Bilanciata e Neutrale” che lavori subito su linee guida di miglioramento, in parte già individuate, come ci spiega Roberto Bruni.

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    1. silvia-bianchi 4 anni fa

      Ti risponderanno che ‘sono settant’anni che aspetttiamo questa riforma’ e che ‘piuttosto che niente è meglio piuttosto’…

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  2. beniamino-tiburzio 4 anni fa

    Caro mabau, dici di non essere esperto di diritto, e chiedi di sapere se ti sbagli. Nel nostro caso il diritto conta punto. La tue considerazioni politiche ritengo che siano sbagliate. Ripeti la consueta litania. La Costituzione è di tutti e tutti devono concorrere ad approvarla, non si cambia solo per cambiare. In sostanza si cambia se i cambiamenti sono accettati da tutti.
    CRONACA. L’ Assemblea Costituente del 1946, composta da 556 deputati ( circa 400 in meno dell’attuale Parlamento ), terminò i suoi lavori dopo 1 anno 7 mesi e 5 giorni. Era composta da un nutritissimo gruppo di partiti ( 16 ) alcuni dei quali con programmi e nomi che oggi susciterebbero alcune perplessità e sorrisi. L ‘ assemblea era in lite continua e la visione economica, sociale, politica dello Stato era agli antipodi fra tali partiti. I democristiani e i comunisti erano i due principali fronti. I Compromessi fra questi ultimi furono tantissimi. Esempio l’ art. 1 voluto da Togliatti, sulla falsariga degli Stati fantoccio delle Repubbliche Democratiche fondate sul ” lavoro ” d’oltrecortina e l’ art. 7 sui Patti Lateranensi, voluto da De Gasperi, su ordine del Vaticano. Gli altri numerosi ” compromessi” non li cito per brevità e per carità di patria ( e della più ” bella ” Costituzione del mondo ). Ne derivò un Paese ad altissima stabilità politica, sempre a guida democristiana per i primi trenta anni, ma sempre a bassissimo tasso di governabilità ( un Governo ogni 10 mesi circa ) e nei successivi 20 anni ad altissimo tasso di Consociatività.
    STORIA. La conclusione è che questa Costituzione è……troppo bella per potercela permettere e dovremmo adeguarla a quella di altri Paesi, che forse sono un po’ più cretini del nostro, ma viaggiano a velocità adeguata ai tempi mutati. Da 40 anni tutti dicono che è necessario modificare la Carta. Tutti i tentativi sono falliti. Quello di Berlusconi, affossato dal Referendum, quello del Titolo Quinto affossato dai fatti, quello della Bicamerale, affossato dalla Magistratura ( dopo l’ audizione, a quale titolo non si sa, della sig.ra Elena Paciotti, alla guida della A.N.M. ). Ora affossiamo col Referendum anche quest’ ultimo tentativo ed ammettiamo che ogni popolo ha i governanti che merita.
    P.S. Dimenticavo : uno staterello come gli U.S.A. ha una Costituzione che cambia di continuo, ( modificata con i c.d. Emendamenti ) non già ad opera di rissose assemblee, governi, voti popolari e via cantando, bensì da 7 persone 7, NOMINATE, quando è necessario, dal GOVERNO IN CARICA.
    Per non parlare della Francia : i parlamentari si erano…..” stufati “ di avere un Governo ogni 5 mesi
    ( Piney, Pinault, Plimlin, Mollet, Faure, Ribot, non scherzo…) e non sapendo risolvere i problemi della decolonizzazione si recarono in corteo a Colombey-Les Deux Eglises a chiamare il Generale ( non Giorgio Napolitano, per prorogarlo per 2 anni !!!!!). De Gaulle in 4 mesi, cambiò Costituzione e Repubblica, dalla Quarta alla Quinta. L’ Italia è ancora e sempre alla PRIMA Repubblica.

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  3. beniamino-tiburzio 4 anni fa

    Mi correggo. La Corte Suprema degli U.S. A. si compone di 9 persone, non 7. Ai fini del mio ragionamento cambia nulla.

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  4. luciano 4 anni fa

    la bassa governabilità con la Costituzione c’entra veramente poco. Abbiamo avuto 63 governi perché nella c.d. prima repubblica avevamo l’opposizione egemonizzata dal più forte partito comunista dell’occidente; questo ha impedito una fisiologica alternanza ed ha fatto sì che le fibrillazioni interne alla coalizione “obbligata” a governare si sfogassero in frequenti crisi di governo. In Germania con pochi correttivi alla proporzionale (sbarramento al 5, primato del Cancelliere sui ministri, sfiducia costruttiva …) hanno avuto 8 Cancellieri in quasi 70 anni e ripetute alternanze.
    I tentativi di riforma fin qui fatti sono falliti perché è assurda la pretesa che ogni nuova maggioranza si faccia la propria riforma costituzionale accompagnata da una legge elettorale su misura. Le regole possono risultare stabili e funzionali solo se sono accettate trasversalmente. La pasticciatissima riforma Boschi e l’incostituzionale italicum non ci avvicinano a nessuno dei modelli occidentali. Se passano saremo gli unici – tra le democrazie parlamentari – ad avere de facto una specie di elezione diretta del premier, per forza un solo partito al governo a prescindere dal consenso che ottiene (potrebbe avere anche il 20 % o meno al primo turno), un premio di maggioranza abnorme che non ha nessuno, un senaticchio con competenze incomprensibili e palesemente inutile, il parlamento ridotto a scendiletto della minoranza che governa …. Non si capisce proprio dove stia il vantaggio, a parte quello di Renzi …

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  5. beniamino-tiburzio 4 anni fa

    Caro Luciano, critichi la cronaca, che per sua natura non è suscettibile di critica e tanto meno di analisi. La storia, che si basa sulla ricerca delle cause dei fatti, non la esponi. Non ti piace la nuova Costituzione già approvata, ma da confermare o meno. Vorrei sapere se sei favorevole a tenerci la vecchia Carta, che non ancora è entrata in vigore, per tutti i tuoi buoni o cattivi motivi oppure ad accettare la non perfetta riforma. Nel primo caso auguri sinceri a te ed a tutta la tua, eventuale, millenaria progenie.

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  6. luciano 4 anni fa

    Piuttosto che peggiorarla, sicuramente è meglio tenersi la Costituzione attuale. E’ molto divertente che dopo avere accusato di catastrofismo i sostenitori del No adesso sia il fronte del Sì a vaticinare incredibili sciagure se non passa quella che Cacciari (che vota Sì) ha definito “una puttanata” !

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  7. beniamino-tiburzio 4 anni fa

    Caro Luciano, ho scritto Cronaca e Storia. Sulle tue preferenze non ho commenti da fare. Citare ciò che dicono terze persone non è un argomento irrilevante : di “citazionisti” è pieno il mondo. Io non faccio parte di alcun fronte. Abito all’estero e non voto da decenni. Non sono catastrofista. Ti ho fatto persino gli auguri. Noto, però, sempre più spesso, che l’ elettorato del mio Paese, non ama ragionare e si schiera sempre, più di altri elettorati, secondo pregiudiziali appartenenze. Di nuovo neutrali auguri a te ed all’ Italia.

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    1. silvia-bianchi 4 anni fa

      Mi pare che Luciano non abbia contraddetto né storia né cronaca, ma le abbia semplicemente spiegate in modo diverso: per lui la causa dell’instabilità dei governi era politica e non istituzionale. Io concordo con lui: è la capacità dei giocatori, piuttosto che le regole del gioco, a determinare se la partita è bella o brutta

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  8. silvia-bianchi 4 anni fa

    Ha proprio ragione Bruni, siamo in una logica di schieramento: chi sta con il Pd è obbligato a schierarsi con il SI, anche se le sue parole dimostrano tutto lo scetticismo e le perplessità verso il merito della riforma.Per me è un dispiacere vedere Bruni, stimato ex sindaco della mia città, allinearsi alla propaganda del sì, ancor più perché è evidente che lo fa a malincuore

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