Di cosa parliamo quando parliamo di Movimento Cinque Stelle

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20 Settembre 2017

Sembra assurdo pensarlo ora, ma c’è stato un tempo, tanti anni fa, in cui se dicevi “blog di Grillo” veniva in mente una cosa nuova, moderna, in netta contrapposizione con il mondo paludato della politica e della societá italiana.

Erano gli anni in cui la destra prendeva a pallonate la Costituzione col tridente Berlusconi-Bossi-Fini e a sinistra giravano pezzi d’antiquariato del Novecento come Turigliatto o corpi volanti non identificati come Pecoraro Scanio; gli anni in cui i “grillini” erano quelli del web, del mondo digital,  quelli che non facevano assemblee ma facevano i “meet up” e che per ogni riunione, fosse anche quella del loro condominio, tiravano su un live-streaming sui social.

A dire il vero, bastava dare un occhio a chi, nel Movimento, si occupava (e si occupa tuttora) di comunicazione per avere seri dubbi sul fatto che questa immagine “moderna” e futurista corrispondesse al vero: in quel Rocco Casalino reduce del primo Grande Fratello, indimenticato protagonista, nei suoi successivi anni a “Buona Domenica”, di animate dispute con pensatori del calibro di Solange o Costantino Vitagliano, si faceva (e si fa) molta fatica a riconoscere uno stratega del calibro di Jim Messina o Daniel Pfeiffer.

Ora, finalmente, con il bacio al miracolo di San Gennaro il campo è finalmente stato spazzato da ogni dubbio. Altro che web, altro che innovazione, altro che modernitá: nel momento in cui grillini si candidano seriamente a governare il Paese, il segnale – frutto di precisa strategia politica e comunicativa – lanciato dal futuro candidato premier non potrebbe essere piú chiaro.

Il Movimento Cinque Stelle sceglie, finalmente, di rappresentarsi per quello che è, oltre ogni ragionevole dubbio, e l’Italia a cui dichiara di ambire è l’Italia profonda, quella cantata da Toto Cutugno nell’Italiano medio, quella che la domenica va a Messa, che dice cose tipo “pane al pane e vino al vino” e a Rimini compra la maglietta con su scritto “omo de panza omo de sostanza”, che la prima cosa che legge sul giornale è l’oroscopo, che ha tanti amici gay però è contraria al matrimonio omosessuale, che sui vaccini si è “documentata” e ora “la pensa diversamente”, che non guarda Netflix e spesso manco Sky, che è fuoricorso, che è orgogliosa di essere qualcosa, che non parla inglese ma dialetto, che sul profilo social ha un album intitolato “Semplicemente io”, che si fa un tatuaggetto con scritto “ció che non mi uccide mi fortifica” o roba del genere, che tra amici si chiama “bomber” o “‘mbare”, che vive a casa di nonna, che pensa che il “Pinochet” sia un vino, che a Natale non si perde un cinepanettone, che va in spiaggia col marsupio, che 150 altrimenti 100 senza fattura, che se ti vesti cosí allora bella mia te la sei andata a cercare, che si stava meglio quando si stava peggio, che qualunque cosa scrive aggiunge alla fine !1!.

L’Italia, insomma, che piuttosto che guardare avanti si cava gli occhi, e che rimane attaccata come una cozza allo scoglio delle tradizioni perché se per un secondo solo provasse a nuotare affogherebbe all’istante.

Esattamente la stessa, per intenderci, dei moti di Reggio Calabria del 1970: non è un caso che i padri di Di Maio e Di Battista siano stati entrambi ferventi missini in anni in cui “missino” era un bell’eufemismo per dire “fascista”.

Si sa cosa si dice sempre in questi casi: criticare Di Maio, e l’Italia che lui intende rappresentare, vorrebbe dire criticare “la gente”, o addirittura disprezzarla, e cosi’ facendo non si farebbe altro che rendere lo stesso Di Maio una vittima, finendo per aiutarne la causa; ma io credo, al contrario, che si debba  avere davvero una bassa concezione della “gente” per pensare che “la gente”, in Italia, sia solo questo, per credere  che davvero, nel 2017, la maggioranza delle persone orienti il proprio voto verso Luigi Di Maio  al  vederlo limonare col miracolo di San Gennaro.

Certo se politica, TV, giornali continuano e continueranno tutti insieme ad inseguire sempre e solo quel tipo di gente, quel tipo di Italia, allora si che, alla fine, chi ha ancora la forza di credere in un’Italia diversa finirà per farsi da parte del tutto, lasciando campo definitivamente libero ai populismi e ai loro infiniti rappresentanti di tutti gli schieramenti politici.

Ma se c’è qualcuno, a destra come a sinistra,  a cui interessa davvero un’Italia diversa, che incominci  – una buona volta –  a smettere di lisciare il pelo all’Uomo Della Strada per tirargli, finalmente, un bel cazzotto: e dica chiaramente, tanto per cominciare, che questo Paese non ha bisogno di miracoli, di vescovi e di San Gennari, ma semplicemente di una legge sul testamento biologico, dopo la morte infame di Dj Fabo.

Altrimenti ci si prepari, serenamente, al primo governo del Presidente Di Maio.

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CAT: Partiti e politici

5 Commenti

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  1. brunoge 3 anni fa

    IL SOLITO CAZZARO CHE NON SA PIU CHE DIRE !

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  2. giodesi 3 anni fa

    Condivido alcune cose; altre direi di no. E però, nel lungo elenco di ‘quelli che’, mi pare ci starebbe bene un soprannome come…mmmm…direi come ‘Francio’

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  3. evoque 3 anni fa

    Non so se l’Italia vada in visibilio nel vedere il fuoricorso decennale mentre bacia l’ampolla, di certo la gente del Sud sì. Il Sud vive di miracolismo, ultraterreno e terra-terra: aspetta il messia che gli risolva i problemi, invece di darsi da fare in prima persona, e il fasullo, l’opportunista Di Maio (teleguidato dalla Casaleggio e Associati eh, non dimentichiamolo) serve allo scopo. Vellicare la pancia, ma anche più giù, della gente è l’abilità dei populisti: il fuoricorso non è andato forse in Sicilia, in campagna elettorale per le regionali a dire – nella patria dell’abusivismo più sfacciato – che le prime case, sia pure abusive, non vanno abbattute? Il fatto che Grillo qualche anno prima avesse detto l’opposto, beh, che vuoi, solo le montagne stanno ferme. Quando non franano, magari sugli abusivi..

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  4. cantelmo19 3 anni fa

    francio ma come puoi affermare con solidità che il movimento cinque stelle rappresenti l’italiano medio volgare ed anacoluto, solo perchè raccoglie voti dal popolo ? Una forza anti-sistema , che sia perfetta o abbia molti difetti, deve gioco forza attinger dal basso , nonostante la massa è quella che è ……Tuttavia non è possibile imputar al movimento le caratteristiche di un popolo che non è mai stato popolo e per giunta è passato sotto il rullo compressore della partito-crazia prima e del berlusconismo poi….. Volente o nolente, sono queste le persone che ci ritroviamo e purtroppo il movimento di grillo non può nemmeno rivolgersi agli elettori tedeschi per poi governar l’italia…. Sfortunatamente siamo nello stivale e sono poche le persone dotate di coscienza politica, senso civico ed autonomia di pensiero senza influenze. Siamo messi male anche perchè da un lato sta la massa degli ignoranti, dall’altra abbiamo i radical chic che votano PD e magari hanno pure il coraggio di professarsi di sinistra. E’ inutile: come stare sulla scacchiera quando non ti puoi muover nè in un senso, nè nell’altro, siamo sotto scacco …..non ci resta che fuggire dal campo o rovesciar la scacchiera, quindi il Sistema, senza preoccuparci delle conseguenze. Tanto…peggio di così…………..c’è solo francio…..

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  5. alding 3 anni fa

    Non sopporto Di Maio e il M5S ma se i suoi detrattori sono questi, il M5S rischia di diventarmi simpatico.

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